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Isabella Picco, Gruppo FIPA: yacht opere d’arte, boat show come pinacoteche

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Isabella Picco
Isabella Picco, Head of Image and Communication Department Gruppo Fipa

"Nel segmento in cui opera il nostro cantiere, quello degli yacht di grandi dimensioni cioè della nautica più lussuosa, i boat show hanno sempre rappresentato una splendida vetrina. Li considero una sorta di pinacoteca a cielo aperto in cui sono esposte quelle che possono essere considerate delle vere e proprie opera d’arte che visitatori di varie nazionalità vengono ad ammirare."

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Isabella Picco, altra top manager nell'ambito della comunicazione e del marketing a prendere la parola sull'argomento saloni nautici, dopo Paolo Ilariuzzi, Suzuki Italia, Raffaella Daino, Baglietto, Marco Donà, SAIM Marine, e Umberta Bassino, Southern Wind, sottolinea, innanzi tutto, la valenza artistica dei boat show. La responsabile immagine e comunicazione di FIPA Group, poi prosegue:

"Tuttavia, i saloni nautici oggi non hanno una specifica valenza commerciale, nel senso che è assai improbabile che si firmi un contratto di vendita all’interno di uno stand durante una kermesse, a meno che si tratti del sugello, dell’atto conclusivo di una trattativa iniziata tempo prima. Nel nostro mondo non esiste nemmeno il così detto “sconto fiera” a incentivare la vendita, mentre è molto più normale che gli accordi avvengano a seguito di una visita in cantiere, dove l’armatore può avere un quadro completo, vero, della qualità costruttiva degli yacht, del livello di personalizzazione al quale si può arrivare per accontentarlo, dove, insomma, possa capire fino in fondo il brand.

In questo anno particolare che ha portato a non far svolgere quasi nessun salone nautico, credo che il successo delle vendite sia dovuto soprattutto al maggior tempo a disposizione e dall’impossibilità di circolare liberamente… Il lockdown stesso è stato il momento per spaziare con la fantasia, per sognare, per far crescere la voglia di evadere, di viaggiare. La gente ha pensato a come poterlo fare con lo stesso livello di sicurezza che ciascuno può ottenere stando nella propria dimora, quale può essere appunto il proprio yacht. Ciò viene sottolineato anche dal successo delle barche ricche di volumi che possono tranquillamente svolgere la funzione di una villa al mare, capaci di accogliere gli ospiti con estremo comfort per lunghi periodi, che possano sostare per parecchio tempo in rada senza necessità di entrare in porto.

I saloni però non sono destinati a sparire. Per la nautica delle barche di piccole e medie dimensioni, per gli accessoristi, per chi vende motori fuoribordo restano momenti di incontro e soprattutto vendita, mentre per il nostro segmento sarà ancora una vetrina insostituibile, un’esperienza sensoriale, emotiva, empatica che il virtuale non potrà mai sostituire.

Cosa chiedere per i saloni nautici del futuro, quelli del post pandemia? Una maggiore organizzazione per poter accogliere i visitatori realmente interessati ad acquistare una barca e maggiore fruibilità degli spazi e dei tempi."

Isabella Picco

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