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Battello pneumatico

Il gommone tradizionale, quello conosciuto come battello pneumatico, interamente smontabile e con chiglia anch’essa gonfiabile o in legno, fa parte ormai della storia. Dalla sua aveva il fattore trasportabilità: una volta sgonfio – i tubolari erano in tessuto gommato o neoprene - poteva entrare nel bagagliaio o sul tetto di un’utilitaria e riposto in cantina fino alla prossima uscita in acqua. Ciò, negli anni del boom, ne ha fatto davvero il natante nazional popolare. Nel tempo è stato assolutamente surclassato dal RIB (Rigid Inflatable Boat) ovvero dai modelli sempre dotati di tubolari ma con carena rigida. Tranne rare eccezioni, quando è invece utilizzato l’alluminio, questo tipo di battelli adotta una carena in vetroresina o materiale composito. Alcuni produttori anziché utilizzare camere d’aria, dunque gonfiabili, riempiono i citati tubolari con materiale espanso che ne aumenta la resistenza e la galleggiabilità. La sua trasportabilità è praticamente legata all’uso del carrello trainato dall’auto, per RIB larghi massimo m 2,50 – questo il limite a norma di legge per tutte le imbarcazioni trasportate su strada - che vengono spesso fatti viaggiare da sgonfi per rientrare nella norma. Il RIB come tale nasce in Inghilterra, all’inizio degli anni ’70, arrivando in Italia entro la fine del decennio con un impatto sui mercati che fu dirompente, tanto in pratica da cancellare, in un lustro o poco più, la precedente generazione dei gommoni fatti “di sola gomma”. I pochi battelli pneumatici tradizionali ancora in produzione sono solo tender di servizio di piccole dimensioni, ma anche in questa specifica nicchia i battelli con carena rigida sono preponderanti. Questo perché proprio la presenza di una carena rigida, assai spesso derivata da quella di normali barche in vtr, è in grado di migliorare sensibilmente le prestazioni del mezzo, specie con mare formato, grazie alla presenza di linee d’acqua ben definite – solitamente la loro forma è a V, abbastanza pronunciata, con pattini di sostentamento. L’adozione di una carena rigida, poi, ha consentito la costruzione di battelli più lunghi ma anche più larghi dei gommoni smontabili e quindi con interni più spaziosi. Il pagliolo, una volta anch’esso smontabile, è diventato il normale piano di calpestio di una barca e a questo assimilabile anche per il tipo di allestimento, con prendisole che si trasformano in dinette, console di guida spaziose e ben protette, panche, vasche, gavoni, ecc.. Va anche detto, però, che a parità di lunghezza con una barca in vetroresina, rispetto a questa il RIB offre meno spazio utile interno, aspetto al quale sopperisce con l’indubbia versatilità d’uso, dote innata nel gommone. Un mezzo adattabile a qualsiasi situazione, robusto, generalmente più stabile e più sicuro di una barca, e per questo spesso utilizzato dai mezzi di soccorso o da chi in mare lavora, ma anche da sub, pescatori sportivi o semplici amanti della tintarella. Specie nei modelli più grandi la funzione dei tubolari in navigazione diviene relativa o addirittura nulla, in quanto Il RIB è anche più leggero di una barca, quindi più facilmente carrellabile su strada, e non necessita quindi di grosse potenze per fornire prestazioni più che soddisfacenti. A proposito delle motorizzazioni, quella principe , utilizzata nella stragrande maggioranza dei casi, è fuoribordo. Va anche detto però che la continua crescita dimensionale dei battelli, ormai giunti oltre la soglia dei 20 metri di lunghezza, porta sempre più spesso all’utilizzo di propulsioni entrofuoribordo o addirittura, sui modelli maxi, di linee d’asse o eliche di superficie con motori entrobordo. In questi casi, oltre che per l’adozione grandi motorizzazioni, i RIB divengono dei veri e proprio motoryacht open, velocissimi, spesso utilizzati anche nelle competizioni. Nelle versioni da diporto oltre che sportivi, sono allestiti in maniera estremamente curata, da yacht, appunto. Sui battelli più piccoli, generalmente tender, oppure su quelli molto grandi, maxi RIB, possono essere installate anche propulsioni a idrogetto, ideali per poter navigare su bassi fondali e soprattutto velocissimi.