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Racconti di mare. Storia di una pasta con le sarde e di pescatori

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Pasta con le sarde. Illustrazione di Stefano de Dominicis
Pasta con le sarde. Illustrazione di Stefano de Dominicis

Storia di una pasta con le sarde e pescatori
(Una grande lezione di vita)
di Stefano de Dominicis

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La sacca era carica all'inverosimile e mentre me la trascinavo sul groppone rimpiangevo di non essere stato più parco nello stivare la roba che mi sarebbe servita per i successivi due mesi. Partivo per il Sud e per un'avventura che mi avrebbe portato a navigare tra le isole dalla Sicilia alla Sardegna.

Le volte della stazione centrale di Milano contribuivano, con il loro effetto serra , a rendere ancora più fastidioso il clima torrido e appiccicoso. La sempre geniale direzione delle FFSS aveva dato il colpo di grazia lasciando il treno, in partenza per la Sicilia, sotto il sole cocente fino a 5 minuti prima della partenza! Mi incastro in uno scompartimento stipato di umanità in trasferta. Solo l'idea di fare una lunga estate di crociere tra le isole mi impedisce di infliggermi un autodafé in penitenza dei miei indubbi peccati.

Il viaggio è di una scomodità infernale e scopro, solo dopo la partenza, che in tutto il treno non esiste un punto ristoro. Ci aspetta quindi un viaggio di 14 ore senza alcuna possibilità di avere una bottiglietta d'acqua che non sia quella dell'addetto che passerà, forse, con il suo cigolante carrellino. Ma, come sempre accade nei casi di sofferenza umana condivisa, si crea in breve uno speciale legame con i compagni di viaggio.

Soprattutto con due enormi matrone sicule che mi adottano sui due piedi quando scoprono che mi piace cucinare. Mi offrono dapprima la possibilità di usufruire della loro sterminata provvista di viaggio che avrebbe potuto risolvere il problema della fame su entrambe le rive dello Zambesi, garantendomi una sopravvivenza che vedevo estremamente a rischio. Quindi mi istruiscono con i loro impagabili consigli sulla cucina della trinacria consegnandomi, alla fine, quasi fosse una sorta di rituale riservato ai soli iniziati, "La" ricetta della Pasta con le Sarde!

Per logica conseguenza e senso di riconoscenza nei confronti delle mamme adottive e le loro inesauribili cornucopie, quando, una settimana dopo, sbarco a Lipari mi sento in obbligo morale di cercare delle sarde fresche per cucinare al mio equipaggio la famosa pasta! Il cielo è terso, blu potente. Il sole abbaglia il bianco del molo schiacciandolo sotto un caldo africano. Avvicino un pescatore che avrebbe ispirato Fabrizio De André e chiedo, cercando di assomigliare a tutto tranne che a un milanese in vacanza, dove posso trovare l'agognato pesce e il resto del materiale per la ricetta.

Mi guarda in silenzio per un tempo che a Milano usano per fare tutta la tangenziale est all'ora di punta e, quando ormai mi sono convinto che non mi ha capito o non mi vuole aiutare, mi dice: "torna dopo". Indispettito - in fin dei conti sono un milanese in vacanza - scalpito nei miei sandali come nella canzone di Paolo Conte mentre aspetta Bartali e vado alla ricerca di provviste. Trovo una posteria dove fanno bella mostra di sé una serie di articoli così scompaiati da sembrare un quadro di Dalì. Le pantofole pendono sopra le cassette di pomodor e i salami accompagnano i secchielli da spiaggia.

Da dietro una tendina di perline di plastica sbuca una mora da infarto. Balbetto la mia richiesta con quell'espressione ebete che coglie qualsiasi uomo quando si trova in presenza di una bella donna. Le spiego che sono di Milano, che mi piace cucinare e che vorrei fare la pasta con le sarde. Mi chiede come. Da adepto preparato, snocciolo la ricetta acquisita nel viaggio della speranza dalle mie mentori. Le si illumina lo sguardo e mi fa pagare solo gli spaghetti, consegnadomi l' uvetta passa della sua riserva privata ed il finocchietto selvatico del suo orto. Mica roba da turisti!.

Torno al porto e il pescatore è lì che mi aspetta. Nessun sorriso o ombra sul viso , d'altronde non sono l'assassino della canzone! Con un cenno del capo, che comprendo al volo, mi invita a seguirlo. Mi sento già meno milanese in vacanza! Accompagnati dalle nostre ombre corte giungiamo su un molo dove un grosso peschereccio sta imbarcando materiale. Un breve dialogo in dialetto stretto spiega al Ras cosa mi serve e quest'ultimo mi rifila una cassetta con almeno 15 kg di sarde!

Protesto fiaccamente. Non me ne servono così tante e poi chissà quando costano! Il capo mi guarda come se avessi proferito una bestialità e dice " Niente!! Noi le usiamo come esche per gli spada!". Basito farfuglio qualche ringraziamento e replico che non so come e, soprattuto, quando potrò mai ricambiare il favore. Lui mi guarda e con un sorriso da pubblicità da pasta dentifricia sul viso abbronzato mi risponde "Prima o poi, in mare, ci si incontra sempre". Quindi si volta e torna a caricare roba sull'imbarcazione.

Io resto sul molo, impacciato e confuso con la mia cassetta straripante sarde fresche. Il pescatore finalmente mi sorride e torna a cucire le sue reti.

Condividemmo quella cassetta di sarde con gli equipaggi di almeno cinque barche nei due giorni successivi, tra inviti a pranzo e scambi enogastronomici raccontando a tutti la storia delle sarde.

Quella piccola, grande lezione di vita sulle tradizioni del mare, impartita dal pescatore di spada, segnò decisamente tutte le mie esperienze successive restando infissa nella mia memoria come una legge divina.

Spero di incontrarlo, prima o poi, quel pescatore. E anche l'altro!

SdD

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Educazione siberiana e prese di gavitello
Pregiudizi e lezioni da banchina, mai giudicare
La balena, cronaca di un incontro
Gente di mare, gente dal mare. Dedicato agli eroi senza un nome
Marisol, una storia di amicizia e vecchi legni

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Stefano de Dominicis
Stefano de Dominicis

L'autore
Stefano de Dominicis, è skipper e istruttore di vela, vulcanico ideatore di iniziative per il sociale, l'ultima delle quali è in fase di organizzazione per mobilitare il mondo della nautica e della vela sul tema della violenza contro le donne. "Ho percorso le rotte di gran parte del Mediterraneo e alcune tratte atlantiche raccogliendo, nel corso di questi viaggi, incontri ed esperienze che ritengo fantastiche. Solo per gioco, mi diletto a scrivere brevi storie, quasi sempre basate su fatti realmente accaduti o ispirati da personaggi incontrati lungo le mie navigazioni".

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