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Racconti di mare. La balena, cronaca di un incontro misterioso

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La balena  ©S.de Dominicis
La balena ©S.de Dominicis

La balena
di Stefano de Dominicis

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Golfo del Leone, 10 dicembre 2013 a bordo di S/Y Sampei, ore 22.30

Nella vita a volte accadono cose che non si possono spiegare e per le quali, forse, non bisogna neppure cercare una spiegazione. A volte è meglio poterle ricordare e conservarle nella memoria così come si sono vissute.

Per una serie di incredibili circostanze ci troviamo da due giorni alla deriva nel mezzo di un Golfo del Leone come raramente accade di vedere. Calma piatta. Mare di cristallo nero che si curva senza riflessi fino alla verticale dell'albero dove brilla un firmamento da videogame.

Le vele seguono un languido tango nella bonaccia più assoluta. Noi senza più alcuna fonte di energia elettrica; niente motore, niente strumenti, niente luci se non quelle d'emergenza tenute a portata di mano in caso di incrocio con altra nave. Il mio turno di guardia è appena iniziato e sorseggio una tazza di caffè fumante leggendo un libro rannicchiato in una di quelle posizioni che solo i velisti possono immaginare. Daniela è al mio fianco e scruta nel buio alla ricerca di un orizzonte che non esiste nelle notti senza luna. D'improvviso sentiamo un profondo sospiro accompagnato da uno scroscio imponente.

Sembra che qualcuno abbia spinto a forza aria e mare nelle canne di un organo da cattedrale.

Restiamo per un attimo basiti e cerchiamo di perforare la notte intorno a noi per capire di cosa si tratta. Ellissi di luce danzano sulla superficie del mare quando punto la torcia intorno alla barca.

Ed è lì che la vediamo. Maestosa, imponente. Una balena è emersa a circa 15 metri dal nostro mascone di sinistra. Inizia a girarci intorno, curiosa. Compie tre giri completi intorno alla nostra barca compiendo spirali sempre più ravvicinate e, alla fine, dopo un’ultima lenta immersione mostrandoci la coda quasi sulla nostra prua, si ferma di fianco a noi.

Siamo meravigliati, stupiti, eccitati. Mai avevo visto una creatura simile così da vicino. In tanti anni per mare posso contare sulle dita di una mano le volte che ho potuto ammirare una balena, sempre da lontano e per pochi attimi, come scatti rubati da un fotografo impertinente.

Questa volta invece è lì, a pochi metri dalla fiancata. Possiamo vedere le incrostazioni sulla parte inferiore di questo splendido leviatano, la linea elegante del dorso, la coda che sembra muoversi al rallentatore.

Sampei, la nostra barca, è lunga 14 metri. La balena supera la lunghezza della barca di tutta la testa e di parte della coda.

A spanne sono almeno 18 /20 metri! Restiamo affascinati e senza parole. Non ci passa nemmeno per l'anticamera del cervello di scendere a prendere una macchina fotografica. Non vogliamo perdere un solo istante di questo incontro di mare. Temiamo che da un momento all'altro si inabissi celandosi alla nostra vista per sempre.

Invece accade una cosa incredibile: la balena resta lì, di fianco a noi, per tutta la notte, spostandosi ora a sinistra, ora a destra dal nostro scafo silenzioso ma sempre a pochi metri di distanza.

Per tutta la notte il suo respiro metallico e profondo ci farà compagnia e resterà con noi fino alle prime luci dell'alba. Non appena il mare si colora di rosso la vediamo riprendere la sua rotta antica e misteriosa e la salutiamo come si farebbe con una vecchia amica.

Non sappiamo se esistono spiegazioni razionali o scientifiche per un simile comportamento.

A noi piace pensare che abbia capito, con un primevo istinto marino, la nostra condizione di difficoltà e abbia voluto tenerci compagnia e, magari, darci conforto. Così. Semplicemente presente. Per una sola, lunghissima e meravigliosa notte.

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I racconti di mare già pubblicati da Pressmare possono essere letti ai seguenti link:
Educazione siberiana e prese di gavitello
Pregiudizi e lezioni da banchina, mai giudicare

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Stefano de Dominicis
Stefano de Dominicis

L'autore
Stefano de Dominicis, è skipper e istruttore di vela, vulcanico ideatore di iniziative per il sociale, l'ultima delle quali è in fase di organizzazione per mobilitare il mondo della nautica e della vela sul tema della violenza contro le donne. "Ho percorso le rotte di gran parte del Mediterraneo e alcune tratte atlantiche raccogliendo, nel corso di questi viaggi, incontri ed esperienze che ritengo fantastiche. Solo per gioco, mi diletto a scrivere brevi storie, quasi sempre basate su fatti realmente accaduti o ispirati da personaggi incontrati lungo le mie navigazioni".

 

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