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Attrezzatura Windsurf: la scelta della vela, seconda parte

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Vela Ezzy Lion
Vela Ezzy Lion

Dopo aver visto, nella prima parte di questo articolo, i principi base che regolano la portanza della vela, (a questo link la prima parte: https://www.pressmare.it/it/comunicazione/press-mare/2020-02-02/attrezzatura-windsurf-orientarsi-scelta-vela-25190) in questa seconda puntata andremo ad identificare, a seconda del loro utilizzo, le diverse categorie di vele.
Quello che però vedremo è che la distinzione può non essere così netta, poiché chi produce attrezzatura windsurf, sia per quanto riguarda le tavole che per le vele, si rivolge ad un vasto pubblico che le utilizza in condizioni di vento principalmente da 5 a 25 nodi e che richiede un’attrezzatura in grado di garantire durabilità e facilità di utilizzo ad un costo accessibile. 
Questo ha comportato nel tempo una contaminazione dei diversi concetti di vela qui di seguito sintetizzati. 

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Simulazione al computer dell’azione del vento sulla vela
Simulazione al computer dell’azione del vento sulla vela

Wave
Le vele Wave sono create per venti sostenuti, quindi tendono ad essere più piccole e compatte in modo da garantire rapide accelerazioni, utili sia per l’ingresso che per l’uscita sicura dal cono dell’onda. Essendo create per essere utilizzate tra le onde, i pannelli della vela saranno rinforzati per assicurarsi che non si rompano nel caso venissimo spazzati via da un’onda o che le ginocchia inavvertitamente si scontrino con la vela durante un rapido cambio di direzione. Le stecche sono rinforzate, quindi non si spezzano quando le onde si infrangono su di esse. Ciò implica che sono anche più pesanti di altri tipi di vela. 
Inoltre il taglio della vela avviene in modo che il boma sia più corto e non vi sia molta superficie velica sotto di essa per evitare che venga catturata dall'onda e quindi sbilanci il surfista. Al loro interno le vele Wave si suddividono tra vele “side shore” (per condizioni di vento che incrocia le onde) oppure “on shore” (con vento che proviene dalla medesima direzione delle onde). Come per le tavole Wave, anche per le vele, conta molto il gusto e lo stile personale che si usa nell’affrontare e gestire il mare formato.

Vela Wave Simmer Icon
Vela Wave Simmer Icon

Race-Slalom
Le vele da Slalom o vele da gara, sono fatte per la velocità, di solito utilizzate con venti leggeri. La gamma per le vele da Slalom è di solito all'estremità più alta del range, cioè da circa mq 7 fino anche a mq 12. 
Tuttavia, per aumentare le prestazioni questo non basta, ma vengono utilizzati anche il più possibile materiali leggeri essendo la vela e l’alberatura di dimensioni importanti. Ciò è particolarmente utile per la partenza dall’ acqua, per estrarre la vela dall'acqua o per per strambare attorno alla boa in regata.
Tuttavia, a causa dei materiali leggeri utilizzati, sono vele fragili e vanno utilizzate con cura. 
Alcune sono provviste di camber al fine di ridurre al minimo l’area di turbolenza che si genera in prossimità dell’albero. Questo garantisce una velocità più sostenuta e più stabile, ma richiede anche una maggiore esperienza nella regolazione della vela e aggiunge complessità alla costruzione e alla eventuale riparazione.

Vela Freerace Simmer Vmax
Vela Freerace Simmer Vmax

Freestyle
Si tratta della categoria più diffusa e venduta, può essere a sua volta suddivisa in altre sotto categorie: Freemove, Freeride, Freerace. Come le Race-Slalom, anche queste risultano essere vele leggere, in quanto devono essere facili da manovrare durante le evoluzioni e i “trick” e vengono solitamente utilizzate con venti moderati. Anche se non sono realmente progettate per le onde, sono anche esse molto robuste come le Wave soprattutto nell’area vicino alle gambe perché durante le manovre acrobatiche è facile scontrarsi con la vela o caderci dentro. 
Un’altra particolarità di queste vele è nel disegno, in particolare nella piccola area al di sotto del boma, che ha un taglio diagonale molto pronunciato verso l’angolo di mura, poiché deve facilitare il “twist” della vela, o la rotazione del surfista dal lato della bugna, durante le manovre che prevedono il passaggio sotto la vela. Infine si potrà notare un angolo di penna squadrato, - square top - che ha lo scopo di sfruttare al massimo la superfice velica in alto, in modo da garantire rapide accelerazioni tra una manovra e l’altra, dando alla vela una forma quasi rettangolare.

Vela Freestyle Neil Pryde Wizard
Vela Freestyle Neil Pryde Wizard

Freeride
Fondamentalmente è una vela tuttofare nella quale i costruttori hanno applicato il mix delle diverse tecnologie cercando di ottenere il giusto compromesso per un utilizzo più diffuso. A seconda dell’esperienza del costruttore e dei materiali utilizzati avremo una vela più spostata verso una categoria o l’altra. 
In alcuni casi i potranno notare nell’angolo di bugna due differenti anelli dove può essere armato il boma, quello superiore garantisce maggiore velocità e stabilità della vela, quello inferiore maggiore manovrabilità.
Beginner, vele per principianti
Questa vela è diversa da tutte le vele fino ad ora esaminate per via dei materiali utilizzati. Mentre i precedenti tipi di vela usano materiali più rigidi come il monofilm o il monofilm rinforzato, queste vele tendono ad usare Dacron e PVC. Questo per rendere le vele più leggere in modo da non stancarsi velocemente e garantire comunque una lunga durata. Il rovescio della medaglia è che il loro profilo è meno efficiente, quindi non si possono usare per raggiungere velocità elevate. 
Non è necessario imparare con una vela di questo tipo, ma renderà sicuramente le fasi iniziali di apprendimento più facili e meno stressanti per il fisico.
Esistono ovviamente altri tipi di vele più specifiche e meno diffuse, come le One Design di Neil Pryde in dotazione alla classe olimpica RS:X. Vele studiate per tavole Foil, oppure vele che sono un mix di due categorie come Freestyle-Wave o Freeride-Slalom. 
La gamma può diventare piuttosto ampia se si inizia a combinare i diversi stili e scopi della vela, la cosa importante che bisogna, quando si valuta la migliore scelta per se stessi, è chiedersi: “What’s my style?”
    
Marco Cristofari

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