Ferrari Hypersail, Enrico Voltolini svela l’arrivo di un grande navigatore oceanico
Dopo aver osservato da vicino Ferrari Hypersail, con lo scafo ormai quasi completato e le appendici esposte in un capannone del cantiere, la curiosità è inevitabilmente rivolta a ciò che accadrà nei prossimi mesi. Vedere dal vivo questo monoscafo di 100 piedi, apprezzare la qualità delle lavorazioni e la complessità delle soluzioni tecniche adottate rende ancora più interessante capire come si passerà dalla costruzione alla navigazione, soprattutto per un progetto che si propone di portare il foiling oceanico in un territorio ancora largamente inesplorato.
Ne abbiamo parlato con Enrico Voltolini, team leader di Ferrari Hypersail, che ci ha raccontato le prossime tappe del programma, dai test strutturali al varo e alle prime prove in mare. Ma l’intervista riserva anche un’anticipazione sull’equipaggio: dopo Giulia Conti e Shannon Falcone, il prossimo nome sarà quello di un grande navigatore oceanico straniero, con diversi giri del mondo all’attivo, due dei quali vinti. Voltolini non ne rivela ancora l’identità, lasciando aperta una domanda destinata ad alimentare la curiosità degli appassionati.
Enrico Voltolini, finalmente abbiamo visto Ferrari Hypersail. Possiamo chiamarla "la bestia"?
"Sì, sono felice che abbiate potuto vedere questa barca, che è stupenda. È un progetto in gestazione da parecchio tempo e adesso stiamo arrivando al dunque. Tra pochi mesi ci trasferiremo nella nuova base di Livorno e, come sapete, il varo è previsto per la fine di marzo".
Come avverrà il trasferimento dal cantiere a Livorno, attraverso il Canale dei Navicelli?
"La barca verrà caricata su una chiatta, che sarà trainata da un rimorchiatore lungo il canale fino al porto di Livorno".
Quando avverrà il primo vero contatto di Hypersail con l’acqua?
"Il primo contatto con l’acqua avverrà in occasione del varo ufficiale, che sarà una festa. Al momento non è previsto un varo tecnico. Prima effettueremo i test strutturali a terra e successivamente procederemo con il varo ufficiale".
Come saranno organizzati i test strutturali?
"Abbiamo previsto diverse fasi. La prima riguarda i test strutturali a terra, con l’albero installato, durante i quali applicheremo dei carichi statici. Seguiranno i test strutturali in mare, effettuati trainando la barca senza l’albero e successivamente le prove sotto vela".
Sono stati annunciati Giulia Conti e Shannon Falcone. Perché avete scelto proprio loro?
"È una decisione che abbiamo preso come team. Giulia ha partecipato a quattro Olimpiadi in tre classi diverse ed è la vincitrice della Women’s America’s Cup. Era una persona che desideravo fortemente avere nel gruppo e sono davvero felice che abbia deciso di sposare questo progetto.
Shannon, invece, lo conosco dai tempi della mia prima America’s Cup. All’epoca, forse, era stato lui a scegliere me! Ha un’enorme esperienza sia nella navigazione oceanica sia in Coppa America, che ha vinto due volte. È un elemento che non poteva mancare in un progetto di questo tipo".
Per Hypersail conta di più l’esperienza sulle barche foiling o quella nella navigazione oceanica?
"In realtà entrano in gioco competenze diverse. Chi proviene dalla navigazione oceanica ha un’esperienza specifica nella gestione della navigazione, dei sistemi e della meteorologia, tutti aspetti che vengono affrontati in maniera differente nell’America’s Cup o in SailGP. Per questo abbiamo bisogno di riunire nel team persone con esperienze diverse, che possano portare il proprio know-how e la propria visione, contribuendo alla crescita dell’intero gruppo".
Tra i prossimi arrivi ci sarà quindi anche un grande navigatore oceanico?
"Assolutamente sì. Il prossimo nome sarà proprio quello di un navigatore oceanico di grandissima esperienza. Ha già alle spalle diversi giri del mondo, due dei quali vinti. E non sarà l’unico specialista di questo tipo a entrare nel team".
Senza rivelarne il nome, puoi almeno dirci se sarà italiano?
"Non è italiano".
Hypersail esprime una grande capacità tecnologica italiana. Ne sei orgoglioso?
"Sì, assolutamente. È un progetto molto italiano, al quale partecipano tantissime aziende del nostro Paese. Personalmente mi piacerebbe avere un equipaggio interamente italiano, ma in questo momento non credo sia possibile. Coinvolgere persone provenienti dall’estero, con un’esperienza enorme, può essere anche un’opportunità per far crescere i navigatori italiani. Credo che questa sia la strada giusta".
Torniamo alla tecnica. Rispetto agli Ultim, e in particolare a Gitana 18, quanto margine di sviluppo ha ancora Hypersail?
"Dal punto di vista dell’evoluzione siamo naturalmente molto più indietro rispetto agli Ultim, perché quella è una piattaforma che esiste da diversi anni e ha ormai raggiunto un livello di sviluppo vicino al limite. Noi invece partiamo da una piattaforma totalmente nuova, da un concetto nuovo, e quindi abbiamo ancora molti margini di miglioramento e diversi punti percentuali di prestazione da poter guadagnare in futuro".
Quando vedremo Ferrari Hypersail per le prime prove in mare?
"Se tutto procederà secondo i piani, nei primi giorni di aprile cominceremo i test di traino a Livorno. Ci vedrete andare avanti e indietro davanti alla Terrazza Mascagni".
E le prime navigazioni a vela?
"Appena avremo completato i test di traino senza albero e verificato che tutto sia andato bene. Se anche i controlli non distruttivi, gli NDT, confermeranno che non ci sono criticità, potremo iniziare le prove a vela".
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