Yachting, dove sarà la ricchezza secondo Milanović

Yachting, dove sarà la ricchezza secondo Milanović

Dove sarà la ricchezza che comprerà i prossimi yacht? Il futuro dello yachting attraverso la lente di Branko Milanović

Editoriale

23/10/2026 - 12:00
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Per prevedere l'andamento dello yachting siamo abituati a osservare order book, consegne, vendite e dimensione della flotta. Ma per un mercato rivolto alla parte più ricca della popolazione mondiale potrebbe essere altrettanto importante partire da una domanda precedente: dove si sta formando la ricchezza, chi la possiede e quanto è concentrata?

È la prospettiva che emerge applicando allo yachting alcuni dei concetti sviluppati da Branko Milanović, economista noto soprattutto per i suoi studi sulla distribuzione globale del reddito e sulle disuguaglianze.

Branko Milanović al Festival dell'Economia 2018 - Fonte Wikipedia
Branko Milanović al Festival dell'Economia 2018 - Fonte Wikipedia

Non si tratta di attribuire a Milanović previsioni sul mercato nautico. L'esercizio è utilizzare la sua prospettiva come strumento interpretativo e confrontarla con i dati dello yachting.

Il primo effetto è quello di mettere in discussione uno degli indicatori più utilizzati nelle previsioni economiche: il PIL.

Per un'industria di largo consumo è fondamentale sapere quanto crescerà un'economia. Per il superyacht potrebbe essere più importante sapere a chi andrà quella crescita. Due Paesi possono crescere allo stesso ritmo, ma se nel primo l'aumento di reddito e patrimonio è relativamente distribuito e nel secondo si concentra nella fascia più ricca della popolazione, il potenziale generato per il mercato dei grandi yacht può essere molto diverso.

I dati più recenti rendono la questione particolarmente attuale. Secondo UBS, nel 2025 la ricchezza personale mondiale è aumentata del 10,8% in dollari, quasi un milione di persone è entrato nella categoria dei milionari e il 35,7% della ricchezza personale mondiale è concentrato negli Stati Uniti. USA e Cina insieme rappresentano più della metà del totale. Ma UBS rileva anche una crescente divergenza fra ricchezza media e mediana: la crescita patrimoniale non si distribuisce uniformemente.

Un mercato a due velocità?

Anche lo yachting mostra una dinamica tutt'altro che uniforme.

Alla fine del 2025 erano operativi 6.239 superyacht sopra i 30 metri. Nello stesso anno sono stati venduti 215 nuovi yacht oltre questa soglia, contro 200 nel 2024. Ma il dato più interessante emerge scomponendo il mercato: 98 vendite hanno riguardato la fascia 30-40 metri, 64 quella 40-50, 16 quella 50-60, 18 quella 60-80 e 19 yacht hanno superato gli 80 metri, record per quest'ultimo segmento. the-state-of-yachting-2026

La differenza non è soltanto dimensionale. The State of Yachting 2026 evidenzia come gli acquirenti nella fascia 30-40 metri risultino maggiormente sensibili all'incertezza economica, mentre la parte superiore del mercato continua a mostrare una notevole capacità di assorbimento. Lo stesso report si domanda, osservando l'inizio del 2026, se non ci si trovi nuovamente di fronte a un “market of two speeds”. the-state-of-yachting-2026

Applicando la lente di Milanović possiamo quindi formulare un'ipotesi: la sensibilità dello yachting al ciclo economico potrebbe diminuire salendo verso l'estremità superiore della distribuzione patrimoniale.

Non significa che i grandi patrimoni siano immuni dalle crisi. Significa che il rapporto fra costo dello yacht e patrimonio complessivo può diventare sufficientemente piccolo da modificare il peso delle condizioni macroeconomiche sulla decisione di acquisto.

Potremmo definirlo un possibile gradiente della ricchezza dello yachting: maggiore sensibilità economica nelle fasce inferiori e progressiva riduzione dell'elasticità salendo verso i grandi yacht.

Non basta contare i ricchi

La stessa prospettiva suggerisce cautela nell'utilizzare il numero di milionari o UHNWI come semplice indicatore della domanda futura.

Più grandi patrimoni significano certamente un mercato potenziale più ampio. Ma fra possedere la ricchezza necessaria e comprare uno yacht esiste un passaggio fondamentale: la conversione della ricchezza in consumo nautico.

I dati sull'ownership mostrano quanto questa conversione possa essere differente.

SuperYacht Times conosce la nazionalità degli owner di 4.725 yacht sopra i 30 metri, pari al 76% della flotta operativa. Un elemento metodologico importante: viene considerata la nazionalità dell'owner, non la sua residenza. the-state-of-yachting-2026

Gli statunitensi rappresentano il 27,6% delle unità, seguiti da Turchia con il 7%, Grecia 6,2%, Russia 5,2% e Italia 4,9%.

Ma il numero degli yacht racconta soltanto metà della storia.

Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano appena il 3,1% delle unità ma il 6,3% del volume complessivo; l'Arabia Saudita soltanto l'1,9% degli yacht ma il 4,6% del volume. the-state-of-yachting-2026

Emergono quindi due fenomeni distinti: quanta ricchezza entra nello yachting e quanto yacht acquista quando vi entra.

Conversione e intensità

Possiamo provare a trasformare questa distinzione in due indicatori sperimentali.

Il primo, Wealth-to-Yachting Conversion, misurerebbe quanto efficacemente la popolazione patrimonialmente in grado di acquistare un superyacht in un determinato Paese si trasforma effettivamente in ownership nautica.

Il secondo, Wealth-to-Yacht Intensity, misurerebbe invece l'intensità di quella partecipazione: dimensione e volume medio degli yacht e presenza nelle fasce 60+ e 80+ metri.

Non sono indicatori sviluppati da Milanović, ma una nostra applicazione della sua lente distributiva allo yachting.

Gli Stati Uniti sembrano rappresentare un modello ad alta conversione, con una base di ownership molto ampia. Arabia Saudita ed Emirati mostrano invece caratteristiche di elevata intensità, con una quota numericamente inferiore di yacht ma una presenza proporzionalmente molto maggiore in termini di volume.

Questa distinzione può diventare particolarmente utile per individuare i mercati futuri. Una crescita della popolazione molto ricca in un Paese non garantisce infatti automaticamente una crescita dello yachting. Potrebbe semplicemente indicare un potenziale non ancora convertito.

La geografia della ricchezza non basta

Il caso russo dimostra il limite di qualsiasi relazione automatica fra patrimonio e ownership.

La quota russa della flotta sopra i 40 metri è scesa dal 9,1% nel 2022 al 7,3% all'inizio del 2026 su base comparabile; considerando l'attuale statistica sopra i 30 metri, la quota è del 5,2%. Il report mette questa diminuzione in relazione con gli effetti delle sanzioni. the-state-of-yachting-2026

La ricchezza è quindi una condizione necessaria, ma non sufficiente.

Sanzioni, mobilità dei capitali, fiscalità, regolamentazione, infrastrutture, cultura nautica e possibilità di utilizzare internazionalmente l'asset possono modificare profondamente il rapporto fra patrimonio e yacht.

Per prevedere la domanda futura dovremmo quindi sovrapporre almeno tre geografie: quella della ricchezza, quella dell'ownership e quella dell'utilizzo.

Cosa significa per i prossimi anni

Nel breve periodo, 12-24 mesi, questa lettura suggerisce la presenza di mercati parzialmente differenti.

Nelle fasce dimensionali inferiori continueranno probabilmente a pesare maggiormente costo del denaro, inflazione, fiducia, rapporto fra nuovo e usato e disponibilità immediata. Nel top-end potrebbero invece assumere un peso relativamente maggiore concentrazione dei grandi patrimoni, performance degli asset finanziari e imprenditoriali, fiscalità e geopolitica.

Anche il mercato dell'usato conferma la necessità di non leggere i numeri in modo uniforme. Nel 2025 le transazioni sono salite a 353, ma contemporaneamente le riduzioni dei prezzi richiesti hanno superato complessivamente il miliardo di euro. Il mercato cresce, dunque, ma aumenta anche il potere selettivo degli acquirenti. Nella parte superiore, invece, SuperYacht Times registra una dinamica più positiva, coerente con quella osservata nel new-build oltre i 60 metri. the-state-of-yachting-2026

Sul medio periodo, tre-cinque anni, diventerà ancora più importante capire dove si formeranno le nuove élite patrimoniali e quale rapporto avranno con lo yachting.

Nel 2025 UBS registra quasi un milione di nuovi milionari, di cui oltre 440.000 negli Stati Uniti, mentre segnala una crescita particolarmente dinamica anche delle fasce patrimoniali comprese fra 5 e 100 milioni di dollari. Per la fascia più estrema, UBS rileva inoltre quasi 3.000 miliardari nel mondo nel 2025, con 196 nuovi self-made billionaires e un'accelerazione contemporanea del trasferimento intergenerazionale della ricchezza. 

Ma il numero dei ricchi non sarà sufficiente. Bisognerà capire la loro età, l'origine del patrimonio, la mobilità internazionale, il rapporto con il mare e soprattutto la capacità dell'industria di trasformare un potenziale cliente prima in utilizzatore e successivamente in owner.

Perché la vera domanda non è quanti ricchi ci saranno.

È quanti di loro vorranno uno yacht.

La lente di Milanović porta quindi a una conclusione semplice ma importante: per prevedere il futuro dello yachting non basta osservare quanto crescerà l'economia mondiale. Bisogna osservare chi intercetterà quella crescita.

I dati sembrano già suggerire che, salendo verso la cima della distribuzione patrimoniale, il mercato possa comportarsi in maniera differente: maggiore sensibilità economica nelle fasce dimensionali inferiori e maggiore resilienza nelle superiori, fino al record registrato nel 2025 dagli yacht oltre gli 80 metri.

Il futuro dello yachting potrebbe quindi dipendere meno dalla crescita media della ricchezza mondiale che dalla sua distribuzione, concentrazione, geografia e capacità di trasformarsi in ownership.

Fonti e riferimenti

Branko Milanović — lavori sulla distribuzione globale del reddito, disuguaglianza e capitalismo contemporaneo; Stone Center on Socio-Economic Inequality, CUNY Graduate Center. 

UBS, Global Wealth Report 2026 — utilizzato per i dati sulla crescita e distribuzione della ricchezza personale mondiale e sull'evoluzione della popolazione milionaria. Il report copre 56 mercati che rappresentano oltre il 92% della ricchezza mondiale. 

UBS, Billionaire Ambitions Report 2025 — utilizzato per i dati relativi alla fascia dei miliardari, alla creazione imprenditoriale di nuovi patrimoni e al trasferimento generazionale.

SuperYacht Times, The State of Yachting 2026 — fonte dei dati relativi a flotta, vendite new-build e brokerage, segmentazione dimensionale e nazionalità dell'ownership. I dati citati nell'articolo fanno riferimento al report allegato e al database SuperYacht Times iQ. the-state-of-yachting-2026

Filippo Ceragioli

 

La prossima puntatà andrà online martedì 27 ottobre

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