Addio a Re Harald di Norvegia, il sovrano velista che vinse il Mondiale One Ton
Addio a Re Harald di Norvegia, il sovrano velista che vinse il Mondiale One Ton
Re Harald V di Norvegia, scomparso oggi all’età di 89 anni, è stato uno dei pochi sovrani per i quali la vela non ha rappresentato soltanto una passione o un’attività di rappresentanza, ma un’autentica carriera agonistica, condotta per decenni ai massimi livelli internazionali. Nato nel 1937, Harald aveva ereditato l’amore per il mare dal padre Olav V, campione olimpico nella classe 6 Metri ai Giochi di Amsterdam del 1928. Partecipò a tre edizioni consecutive delle Olimpiadi, regatando nei 5.5 Metri e nei Soling: Tokyo 1964, dove fu anche portabandiera della Norvegia durante la cerimonia d’apertura, Città del Messico 1968 e Monaco di Baviera 1972.
La prima barca chiamata Fram gli fu regalata dal nonno, Re Haakon VII, per il suo undicesimo compleanno, nel 1948: era un 12.5 kvm krysser, una barca norvegese in legno lunga circa 7,60 metri progettata da Christian Jensen, con la quale il giovane principe iniziò a frequentare assiduamente i campi di regata. Da allora il nome avrebbe accompagnato una lunga successione di yacht, arrivata fino a Fram XVII. In norvegese fram significa “avanti” ed è anche il nome della nave polare costruita da Colin Archer per Fridtjof Nansen, amico e consigliere di Re Haakon e fonte d’ispirazione anche per Olav. Fram venne utilizzata successivamente nelle spedizioni polari di Otto Sverdrup e Roald Amundsen.
Il risultato più importante arrivò nel 1987, quando l’allora principe ereditario conquistò a Kiel il Campionato del Mondo One Ton Cup con Fram X, progetto di Bruce Farr. Fu il punto più alto di una lunga serie di campagne attraverso diverse generazioni di yacht da regata, dagli IOR agli IMS, fino a Farr 40 e TP52. Nel suo palmarès figurano anche l’argento mondiale del 1982, il bronzo del 1988 e il titolo europeo IMS conquistato nel 2005 con Fram XV. Il suo contributo alla vela d’altura andò oltre l’attività personale: nel 1995 Re Harald, insieme all’italiano Pasquale Landolfi, al tedesco Willi Illbruck e al greco Yannis Costopoulos, donò la Royal Cup Challenge Trophy, destinata alla classe IMS 50, allora massima espressione della vela a rating. Dal 2012 il trofeo è assegnato ai TP52 e proprio in questi giorni è in palio a Lanzarote nella quarta tappa della 52 Super Series 2026.
Accanto alle barche moderne, Harald tornò a regatare con Sira, l’8 Metri S.I. del 1938 appartenuto al padre e sottoposto a un accurato restauro. Parlando nel 2016 della propria passione, spiegò: “Una delle cose che amo della vela è che al vento non importa chi tu sia: soffia nello stesso modo per tutti. Sta a te capire come affrontarlo”. Aggiunse inoltre di amare la competizione più della semplice navigazione: “Non vado mai in barca per fare crociera. Se esco a vela è per regatare o per allenarmi in vista di una regata”. In banchina Re Harald camminava in compagnia dei marinai del suo equipaggio - forse erano anche le sue guardie del corpo ma non lo davano a vedere - ed era una persona affabile, un velista appassionato, sempre disponibile a parlare di barche e regate.
Nel 2022, a 85 anni, partecipò ancora al Mondiale 8 Metri di Ginevra, concludendo al decimo posto con Sira. Sarebbe stata la sua ultima grande competizione prima dell’annuncio del ritiro. Dal 1994 Re Harald ricopriva inoltre il ruolo di presidente onorario di World Sailing. La sua figura resta legata a un modo molto concreto di vivere la vela: al timone e insieme all’equipaggio era innanzitutto un concorrente, capace di misurarsi con alcuni dei migliori velisti della propria epoca e di continuare a farlo per tutta la vita.
Images copyright The Royal Court of Norway
Giuliano Luzzatto
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