Mondiale 12 Metri a Imperia, i Grand Prix riportano in mare l’America’s Cup di Newport e Fremantle
Mondiale 12 Metri a Imperia, i Grand Prix riportano in mare l’America’s Cup di Newport e Fremantle
Imperia e il ponente ligure sono avvolti oggi da una "maccaja" opprimente, quella cappa di umidità e foschia che cancella l’orizzonte e confonde mare e cielo. Ma quando dalla bruma emergono le vele dei 12 Metri impegnati negli ultimi allenamenti prima del Mondiale, lo spettacolo conserva intatta la sua forza. Scafi bassi sull’acqua, lunghi circa venti metri, grandi superfici veliche e manovre che richiedono ancora equipaggi numerosi: sono barche che appartengono a un’altra epoca dell’America’s Cup, ma vederle navigare insieme sul mare prospiciente Imperia restituisce immediatamente immagini rimaste nella memoria di almeno due generazioni di appassionati.Da domani, sabato 29 agosto, fino a martedì 1° settembre Imperia ospita infatti il 2026 ITMA World Championship, il Mondiale dei 12 metri Stazza Internazionale che assegna il titolo della divisione Grand Prix, la generazione più evoluta dei Twelve. La Class Rule ITMA identifica come Grand Prix, Division A, gli scafi con chiglia alata e/o costruiti dopo il 1983 fino al 1987, includendo espressamente Australia II, la barca che proprio nel 1983 cambiò la storia dell’America’s Cup. Sono gli anni della massima evoluzione di una formula nata molto prima: la International Rule risale infatti ai primi del Novecento e il numero “12” non indica affatto la lunghezza della barca. È il risultato di una formula di stazza che mette in relazione diverse misure dello scafo, bordo libero e superficie velica. Il rating finale deve risultare pari a 12.
Le dimensioni reali sono ben altre. Kookaburra II, per esempio, misura 20,12 metri fuori tutto, con 3,79 metri di baglio e quasi 25 tonnellate di dislocamento; Kookaburra III arriva a circa 20,20 metri. È proprio questo uno degli aspetti che può sorprendere chi si avvicina per la prima volta alle classi metriche: un 6 Metri, un 8 Metri o un 12 Metri non prendono il nome dalla loro lunghezza reale, ma dal numero prodotto dalla formula di stazza.

Per la vela italiana il richiamo più immediato è naturalmente quello dell’America’s Cup 1983 a Newport. Fu l’anno di Azzurra, prima sfida italiana alla Coppa lanciata dallo Yacht Club Costa Smeralda, con Cino Ricci skipper, Mauro Pelaschier al timone e Tiziano Nava alla tattica. Azzurra arrivò fino alle semifinali della prima Louis Vuitton Cup e soprattutto trasformò la vela in un fenomeno popolare anche in Italia. Quarantatré anni dopo, Nava è skipper e randista di KZ5, con lui Pietro D'Alì al timone e Flavio Favini alla tattica. KZ5 appartiene invece alla storia neozelandese a Fremantle: costruita in composito per la campagna di Sir Michael Fay, fu uno dei trial horse utilizzati nello sviluppo della futura Kiwi Magic KZ7 e arrivò seconda al Mondiale dei Twelve del 1986. A Imperia la barca batte il guidone dello Yacht Club Italiano.
Quattro anni dopo Newport, a Fremantle 1987, l’Italia arrivò con due sfide, Azzurra per lo Yacht Club Costa Smeralda e Italia per lo Yacht Club Italiano. Al timone di Italia c’era Tommaso Chieffi, con Aldo Migliaccio skipper. Anche Tommaso torna in un ruolo decisivo, tattico su Kookaburra III, timonata dall’armatore Maurizio Vecchiola. E proprio Kookaburra III fu il Defender australiano dell’America’s Cup 1987, scelta al termine delle selezioni interne per affrontare Stars & Stripes ’87 di Dennis Conner, che vinse il Match 4-0 e riportò la Coppa negli Stati Uniti. Quella di Fremantle fu l’ultima America’s Cup disputata con i 12 Metri: dopo venne l’anomalo Deed of Gift Match del 1988 con la Big Boat KZ1 battuta dall'agile catamarano Stars and Stripes con cui Conner si riprese la Coppa. Dal 1992 sarebbe iniziata l’era degli IACC.
Il confronto tra le due Kookaburra sarà uno dei motivi di interesse di questo Mondiale. Kookaburra II è armata da Patrizio Bertelli e campione del mondo in carica dopo il titolo conquistato a Porquerolles nel 2024, fu uno degli scafi sviluppati da Taskforce ’87 per difendere la Coppa in Australia; la seconda vinse le Defender Selection Series e arrivò al Match. A Imperia al timone di Kookaburra II ci sarà Torben Grael, tattico di Luna Rossa nelle tre campagne di America’s Cup del 2000, 2003 e 2007, mentre Vecchiola porterà Kookaburra III con Chieffi alla tattica. A bordo di quest’ultima ci saranno inoltre altri nomi che attraversano la storia italiana della Coppa, quali Aldo Migliaccio, Andrea Merani e Vittorio Landolfi.
La entry list ufficiale comprende sette barche: Kookaburra II, Kookaburra III, KZ5, Kiwi Magic KZ7, France F1, French Kiss e South Australia. Quasi una sintesi dell’ultima stagione dei Twelve in Coppa. Kiwi Magic fu l'innovativa barca neozelandese di Chris Dickson, arrivata alla finale della Louis Vuitton Cup 1987 dopo avere dominato gran parte delle selezioni; French Kiss, progetto di Philippe Briand con Marc Pajot skipper, raggiunse le semifinali della stessa Louis Vuitton Cup; South Australia partecipò alle selezioni australiane per la difesa. France appartiene invece a una generazione precedente: varata nel 1970 per il barone Marcel Bich, fu la prima barca francese a prendere parte alle selezioni degli sfidanti dell’America’s Cup.
Sono nomi e colori che riportano inevitabilmente a una Coppa molto diversa da quella odierna. A bordo si navigava con quindici persone, le manovre richiedevano forza e coordinazione, le barche pesavano oltre venti tonnellate e il match race si giocava a pochi metri dall’avversario. Ma quella fu anche un’epoca di ricerca tecnologica estremamente sofisticata: dalla chiglia alata di Australia II nel 1983 ai primi Twelve neozelandesi costruiti in composito, fino ai sistemi di acquisizione dati e di modellazione delle vele utilizzati a Fremantle. Non erano affatto barche “antiche” nel momento in cui correvano la Coppa: rappresentavano lo stato dell'arte della progettazione velica del loro tempo.
Il programma prevede un massimo di sei prove su percorsi a bastone nel Golfo di Imperia, due prove al giorno, con la possibilità di una terza in caso di recuperi. Il Mondiale si concluderà martedì 1° settembre. Le previsioni per domani indicano aria molto leggera mentre il 31 dovrebbe entrare vento un po' più sostenuto dai quadranti nordorientali.
Attraverso la maccaja oppure ormeggiate in banchina assieme alle prime vele d'epoca che animeranno la città senza soluzione di continuità a partire dal 1 settembre, i 12 Metri continuano ad avere una qualità che nessuna formula di stazza riesce a misurare: è difficile non fermarsi a guardarli.
Giuliano Luzzatto
©PressMare - riproduzione riservata

