Giovanni Costantino
TISG, Costantino ha incontrato i sindacati: avviato piano di rilancio
The Italian Sea Group ha avviato un confronto diretto con le organizzazioni sindacali nell’ambito della fase di crisi che sta interessando il gruppo. All’incontro, svoltosi ieri a Marina di Carrara, ha partecipato il presidente Giovanni Costantino in persona, affiancato da Massimo Aragiusto e dal direttore delle risorse umane Alberto Ferri, che ha risposto alle richieste di chiarimento avanzate da FIOM-CGIL, FIM-CISL e UILM-UIL.
Nel corso del confronto, Costantino ha ricostruito le cause della situazione attuale, indicando in responsabilità gestionali pregresse l’origine degli extra costi emersi su alcune commesse. Il presidente ha inoltre illustrato le linee d'intervento messe in campo, che comprendono la rinegoziazione dei debiti con i fornitori e il riequilibrio dei rapporti contrattuali con gli armatori.
Secondo quanto emerso, una parte dell’indotto – circa trenta aziende su un totale di circa duecento coinvolte – ha già sottoscritto accordi per la revisione delle condizioni economiche, con l’obiettivo di contribuire al recupero della liquidità. Parallelamente, sarebbero in corso nuove intese con gli armatori, finalizzate a ristabilire l’equilibrio economico delle commesse.
Nel comunicato diffuso al termine dell’incontro, The Italian Sea Group ha definito la propria posizione come quella di una realtà industriale con un portafoglio ordini rilevante, impegnata in un percorso di normalizzazione che prevede tre direttrici principali: la ricostruzione della situazione amministrativa e finanziaria, la definizione di accordi con i fornitori e la riattivazione progressiva delle attività produttive a partire dal mese di aprile.
Alcune lavorazioni risultano già riprese, mentre il gruppo indica come priorità la continuità operativa e la tutela dell’occupazione, pur in assenza, al momento, di indicazioni dettagliate sul piano industriale complessivo richiesto dalle organizzazioni sindacali.
L’incontro si è svolto in un clima definito collaborativo, ma resta aperto il confronto sulle prospettive industriali e occupazionali, in un contesto che continua a essere monitorato anche a livello territoriale per le ricadute sull’indotto locale.
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