Ferretti, Weichai vince il voto ma Kkcg contesta
Assemblea azionisti Ferretti, vince Weichai
Weichai si è aggiudicata la maggioranza dei voti nell'assemblea di Ferretti Group convocata il 14 maggio per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione. L'azienda cinese detiene la maggioranza relativa del gruppo nautico attraverso Ferretti International Holding, con il 39,5% del capitale.
L'assemblea si era aperta con una doppia richiesta da parte dei rappresentanti di Azur, la società riconducibile a Kkcg, titolare di una partecipazione del 23,23%. Azur ha chiesto di inibire immediatamente l'esercizio del diritto di voto in capo a Ferretti International Holding per l'intera partecipazione detenuta nella società. In subordine, ha chiesto il rinvio dell'assemblea a una data successiva alla conclusione degli accertamenti in corso da parte delle autorità competenti. Entrambe le richieste non sono state accolte.
I legali di Azur hanno sostenuto che dal 2016 Ferretti ha creato al proprio interno una divisione dedicata allo sviluppo di imbarcazioni per il settore della difesa, denominata Ferretti Security Division (FSD), che utilizza tecnologie sviluppate nel settore civile per la progettazione e costruzione di imbarcazioni ad uso militare destinate a committenti istituzionali nazionali e internazionali. Secondo la ricostruzione di Azur, basata su fonti pubbliche e articoli di stampa, l'obbligo di notifica alla Presidenza del Consiglio previsto dalla normativa Golden Power non sarebbe mai stato adempiuto dal gruppo Weichai, che pur controllando Ferretti ai sensi dell'art. 93 del Testo Unico della Finanza avrebbe consapevolmente operato in violazione di tali obblighi.
Azur ha inoltre sollevato la questione di recenti acquisti azionari. Secondo l'azionista di minoranza, diversi soggetti di nazionalità cinese o comunque collegati al gruppo Weichai avrebbero acquisito di recente partecipazioni significative in Ferretti in vista dell'assemblea. Tale circostanza, secondo Azur, potrebbe configurare un'azione di concerto o celare l'esistenza di patti parasociali occulti tra i soggetti coinvolti.
Le conseguenze ipotizzate da Azur si articolano su due piani normativi. Sul versante italiano, si profilerebbe una violazione degli obblighi di pubblicità previsti dall'art. 122 del TUF per i patti parasociali, con possibili effetti sulla validità delle delibere assembleari assunte con il voto determinante di tali soggetti. Sul versante della normativa di Hong Kong, dove Ferretti è quotata, emergerebbe l'obbligo in capo ai soggetti coinvolti di promuovere in solido un'offerta pubblica di acquisto totalitaria sulle azioni Ferretti.
Azur ha precisato che quanto esposto è stato oggetto di un dettagliato esposto indirizzato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e trasmesso per conoscenza alla Consob e a Ferretti in data 11 maggio 2026.
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