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Giovanni Costantino: The Italian Sea Group in Borsa per accrescere visibilità e fiducia

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Giovanni Costantino
Giovanni Costantino, presidente di The Italian Sea Group

Il 26 febbraio scorso il cantiere The Italian Sea Group, che costruisce i motoryacht a marchio Admiral e Tecnomar, ha presentato la domanda di ammissione alla quotazione in Borsa sul MTA. Global coordinator dell’operazione è Intermonte, che agirà anche in qualità di sponsor e specialista. Berenberg è joint bookrunner. Ambromobiliare agisce in qualità di advisor finanziario. L’advisor legale incaricato è Dentons Europe studio legale tributario, mentre DLA Piper Italy agisce in qualità di advisor legale per il global coordinator. BDO Italia è la società di revisione incaricata e soggetto per lo svolgimento delle verifiche sul business plan e sul sistema di controllo di gestione. I profili fiscali sono curati dallo studio legale tributario PwC TLS mentre Long Term Partners/OC&C Italy agisce come advisor strategico per l'analisi del mercato. Abbiamo chiesto i retroscena della quotazione e i piani per il futuro di The Italian Sea Group al suo Ceo, Giovanni Costantino.

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PressMare - Come mai The Italian Sea Group ha deciso di quotarsi?

Giovanni Costantino - Questa decisione è nata dalla considerazione che la Borsa, secondo noi sinonimo di trasparenza e futuro, ci permetterà di acquisire sempre maggiore capacità attrattiva sia per nuovi talenti sia verso mercati internazionali strategici per il nostro sviluppo.

PM - Quali sono le tempistiche della quotazione?

GC - Stiamo lavorando per una quotazione entro la primavera/estate 2021. Lo scorso 26 febbraio abbiamo presentato a Borsa Italiana la domanda di ammissione a quotazione su MTA con obiettivo il segmento STAR.

The Italian Sea Group, Marina di Carrara
La sede di The Italian Sea Group a Marina di Carrara

PM - Da tempo si parla di una quotazione dell'azienda. Da quanto è allo studio? Come mai avete deciso di quotarvi proprio adesso?

GC - Il processo di quotazione è stato avviato negli ultimi mesi del 2019, ma la pandemia ci ha indotto a modificare i nostri piani iniziali. Abbiamo confermato tutti gli investimenti che avevamo pianificato, nonostante il contesto particolarmente difficile, a dimostrazione della nostra forza e delle caratteristiche che in poco più di un decennio ci hanno reso un importante player a livello internazionale nel nostro settore. Ci quotiamo per acquisire sempre maggiore visibilità e per rafforzare ulteriormente la fiducia del mercato internazionale verso la nostra azienda. I nostri clienti infatti sono tutti stranieri, e come detto poc’anzi, la quotazione che è sinonimo di azienda trasparente, certificata e strutturata, non potrà che essere una fonte di maggiore sicurezza e quindi un ulteriore vantaggio competitivo per noi.

PM - Come pensate di utilizzare i proventi della quotazione?

GC - I proventi saranno utilizzati per sostenere l’attuazione dei nostri obiettivi strategici, tra cui il consolidamento della posizione di mercato nel settore della nautica di lusso di grandi dimensioni, con focus sulla realizzazione di yacht fino a 100 metri di lunghezza, il miglioramento della percezione dei nostri marchi – Admiral e Tecnomar - attraverso accordi di collaborazione con i più famosi marchi del settore lusso e l’aumento della nostra capacità produttiva, anche attraverso possibili acquisizioni di cantieri, qualora si dovessero presentare opportunità interessanti.

The Italian Sea Group
The Italian Sea Group potrà ospitare navi fino a 80 metri

PM - La vostra crescita futura sarà interna o per acquisizioni?

GC - Perseguiremo la nostra crescita attraverso ulteriori investimenti per aumentare gli spazi dedicati alle attività di produzione e refitting del nostro cantiere. In questa direzione sono in corso di realizzazione importanti investimenti per l’ampliamento dell’area produttiva in ottica 4.0, al fine di poter sviluppare ulteriormente il business della Divisione Shipbuilding e della Divisione NCA Refit. Inoltre, continueremo nel percorso di ampliamento della gamma dei prodotti offerti attraverso la produzione di superyacht sempre più grandi e con standard qualitativi di altissimo livello, potenzieremo la nostra presenza in alcuni mercati esteri strategici per il nostro business, oltre a sviluppare l’attività di brand extension con marchi del luxury (fashion e high technology italiano) in linea con l’elevato posizionamento di The Italian Sea Group. Infine ad oggi non escludiamo la possibilità di valutare opportunità di crescita per linee esterne a supporto dell’ampliamento della nostra capacità produttiva.

PM - Può spiegarci in cosa consiste la vostra collaborazione con Imperial?

GC - Imperial è uno tra i più importanti broker a livello internazionale, un nostro partner consolidato con il quale siamo in grado di condividere know-how, valori e scopi. Collaboriamo da diversi anni, grazie anche all’alta stima e fiducia reciproca nella gestione di progetti sempre più importanti e innovativi; attualmente con loro abbiamo diverse commesse di grandi dimensioni.

Siamo molto onorati di collaborare con questo solido partner certi che ne deriveranno grandi soddisfazioni da parte di entrambi.

Crocus, Admiral di 48 metri
Crocus, motoryacht Admiral di 48 metri, venduto da Imperial

PM - Nel febbraio scorso avete comunicato che state studiando il dossier di Perini Navi. Parteciperete quindi all'asta per comprarla?

GC - Lo scorso 2 febbraio abbiamo comunicato di aver dato mandato ai nostri consulenti di verificare contenuti, tempi e modalità di partecipazione alla futura procedura competitiva del fallimento Perini Navi. Abbiamo come obiettivo quello di valutare attentamente e verificare, una volta identificati i cespiti che verranno appresi all’attivo fallimentare, se esistono i presupposti e le condizioni per prendere parte all’eventuale procedura di asta competitiva. Riteniamo di poter essere il partner ideale per Perini Navi, rispetto alla prosecuzione del brand e alla tipicità del prodotto. Tra l’altro, da qualche anno ci occupiamo del refit di alcune navi Perini e diversi ex collaboratori dell’azienda sono venuti a lavorare da noi, consentendoci così di acquisire il know-how per la costruzione delle navi a vela. Inoltre, credo sia fondamentale mantenere in Italia uno storico brand - protagonista della vela di lusso a livello mondiale - come Perini Navi, che rappresenta un interesse strategico per il nostro Paese.

Tecnomar for Lamborghini 63
Tecnomar for Lamborghini 63

PM - Quali nuovi progetti intendete lanciare in futuro?

GC - Una delle principali linee di sviluppo di The Italian Sea Group è l’attività di brand extension con marchi del luxury (fashion e high technology italiano), in linea con l’elevato posizionamento della nostra azienda. In questa direzione s’inserisce la partnership con Automobili Lamborghini, siglata a maggio 2020 per la progettazione e realizzazione di Tecnomar for Lamborghini 63, il nuovo motor yacht della flotta Tecnomar, che sarà costruito in edizione limitata. È una formula che prende spunto dal modello SIAN uscito in edizione limitata in 63 pezzi. L’accordo rappresenta l’incontro dell’eccellenza del mondo della nautica con quello delle vetture super sportive: è un progetto di forte sinergia che declina con coerenza i valori del marchio Lamborghini in uno yacht unico e all’avanguardia.

Continuando a parlare di progetti per il nostro futuro e partendo dalla considerazione che siamo da sempre molto attenti alla formazione dei giovani sia in termini di crescita professionale che personale, stiamo lavorando a un progetto che mi entusiasma molto e che prevede la creazione di una nostra Academy, con un programma di formazione che si avvarrà di docenti altamente qualificati provenienti da: università, enti di classifica, studi di consulenza navale.

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