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Deriva monotipo d'epoca: il Cusio, una bella rarità

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Il Cusio
Il Cusio, la deriva monotipo restaurata da Piero Marchese

Oggi siamo abituati a vedere, anche nei raduni, derive piuttosto recenti, veloci e interessanti. Ma ricordo, tra le barche di una volta, di cui molte ancora naviganti, che prima della seconda guerra mondiale si costruivano alcune classi di derive nazionali, come la Lupa, il Ballilla del mare, il Beccaccino e il Dinghy 12 p.

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Però non erano molto diffuse sia per il loro costo sia per la scarsa propensione degli italiani alla vela, allora più portati al canottaggio.

La deriva Cusio
La deriva Cusio, il suo disegno d'epoca

Oltre a queste derive ho trovato nel corso di un bel raduno a Mantova un esemplare assai raro di Cusio. E' una deriva che probabilmente pochi conoscono, oggi fatta risorgere da Piero Marchese di Monza, suo felice proprietario.

E' una barca di bordo libero basso, per cui l'equipaggio, di due persone al massimo, si bagna il sedere e non solo se trova un'onda anche piccola (ma che importa?), ha una lunghezza di metri 4,00, larghezza di metri 1,20, altezza (?) di costruzione di centimetri 30, superficie velica originale di metri 8,46. Il pozzetto è di metri 3,60 per 0,60, con un paraonde abbastanza alto a prora con sotto un po' di spazio per riporci qualche oggetto. La barra è sdoppiata a forcella, per la presenza del circuito di scotta, i cui bozzelli sono montati all'estremità poppiera della coperta.

La deriva Cusio in navigazione
La deriva Cusio in navigazione

Il monotipo Cusio nel 1938 costava 1.800 Lire, molto meno di altre derive, ed era di costruzione semplice e pratica, in robinia e gelso per le ossature, mentre il fasciame era in larice e mogano.

Era una barca adatta a tutti, poco ingombrante e facile da mettere a terra e venne costruita dal cantiere Anchisi di Orta San Giulio, sul lago d'Orta, detto anche Cusio.

Nell'esemplare di proprietà di Piero Marchese, chi sa quando, qualcuno ha montato un bompresso e Piero ha lavorato con passione e competenza per restaurare la barca, con la quale partecipa ai raduni della nostro Associazione della Vela Classica del Garda, come farà anche l'8 giugno a Moniga del Garda. Bravo Piero!

Gino Ciriaci

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