Il relitto del Bayesian nel porto di Termini Imerese
Naufragio del Bayesian, nuovi accertamenti
Il naufragio del Bayesian, il sailing yacht di 56 metri varato da Perini Navi nel 2008 e affondato nella notte del 19 agosto 2024 al largo di Porticello, in Sicilia, continua a essere al centro delle indagini della Procura di Termini Imerese. Secondo quanto riportato dall’agenzia Adnkronos e da altre ricostruzioni giornalistiche emerse nelle ultime ore, un nuovo sopralluogo effettuato nei giorni scorsi dal procuratore capo Angelo Vittorio Cavallo, insieme ai consulenti tecnici incaricati dalla Procura, avrebbe consentito di acquisire ulteriori elementi sulla dinamica che portò alla perdita dell’unità.
Le verifiche si stanno svolgendo sul relitto dello yacht, recuperato dal fondale di circa 49 metri e oggi custodito nel porto di Termini Imerese. Al lavoro vi sono l’ingegnere Alessandro Biriaco, Antonio Scamardella, docente di Architettura e Statica della Nave presso l’Università di Napoli, e Alberto Marinò, ordinario di Costruzioni e Impianti Navali all’Università di Trieste.
Sebbene la consulenza tecnica non sia ancora conclusa e la relazione finale sia attesa nei prossimi mesi, dalle informazioni filtrate emergerebbe un orientamento preliminare degli accertamenti. Gli esperti starebbero infatti valutando se l’equipaggio abbia sottovalutato il rapido peggioramento delle condizioni meteorologiche e se le misure adottate per fronteggiare la burrasca siano state adeguate. Attualmente risultano indagati il comandante James Cutfield, l’ufficiale di macchina Tim Parker Eaton e il marinaio di guardia Matthew Griffiths. Le ipotesi di reato sono naufragio e omicidio colposo plurimo. Ricordiamo che nel naufragio persero la vita sette persone: l’imprenditore britannico Mike Lynch, la figlia Hannah Lynch, il cuoco di bordo Recaldo Thomas, Jonathan e Judy Bloomer e Chris e Neda Morvillo.
Tornando alle indagini, uno degli aspetti sui quali è stata posta particolare attenzione durante gli accertamenti, secondo Adnkronos, riguarda la posizione della chiglia mobile del Bayesian, che al momento dell’affondamento sarebbe stata mantenuta in configurazione rialzata. Si tratta di un elemento significativo per un grande yacht a vela di questo tipo, poiché l’abbassamento della deriva, del peso superiore a 60 tonnellate, consente di abbassare sensibilmente il baricentro dell’unità. Nel caso del Bayesian, la movimentazione della chiglia comportava una variazione del pescaggio da circa 4 a quasi 10 metri. Con la deriva completamente estesa, lo yacht avrebbe potuto contare su un maggiore momento raddrizzante e quindi su una superiore capacità di contrastare le forze sbandanti generate dalle raffiche di vento sul maestoso armo a sloop del Bayesian – disponeva di un albero in alluminio di 75 metri, alto quanto un palazzo di 25 piani - e dalle condizioni di mare avverso. Le verifiche dei consulenti starebbero quindi cercando di comprendere quale ruolo abbia avuto la configurazione della chiglia nella perdita di stabilità dell’imbarcazione durante il passaggio del fronte temporalesco che investì l’area di Porticello.
Resta comunque prematuro trarre conclusioni definitive. La perizia non è stata ancora depositata e la Procura non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sui risultati degli accertamenti in corso. Gli investigatori dovranno valutare in modo integrato tutti i fattori coinvolti, dalle condizioni meteo alle procedure operative adottate a bordo, fino alle caratteristiche tecniche dello yacht. La Procura di Termini Imerese ha tempo fino a febbraio 2027 per completare le indagini preliminari e valutare le eventuali responsabilità nella tragedia.
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