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Vincenzo Poerio: Cantieri di Pisa strategici per Tankoa Yachts

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Vincenzo Poerio
Vincenzo Poerio

La news più eclatante di questi giorni, di cui ha dato ufficialità il Sindaco di Pisa lo scorso venerdì, è quella che riguarda i gloriosi Cantieri di Pisa, fondati nel 1945 a Limite sull’Arno da Gino Bini e Antonio Sostegni, e ormai prossimi a entrare nell’orbita di Tankoa Yachts.

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Cantieri di Pisa è un marchio di blasone, per lungo tempo uno dei più apprezzati dagli armatori italiani e poi anche a livello internazionale, ma dal 2005 entrato nell’orbita di proprietà meno capaci e nel toboga di gestioni discutibili che l’hanno portato a un inesorabile declino.

Michele Conti e Vincenzo Poerio
A sinistra il Sindaco di Pisa, Michele Conti, assieme all'amministratore delegato di Tankoa Yachts, Vincenzo Poerio

L’ultimo tassello della sua storia recente è datato 2018 quando Philippe Bacou, titolare dell’agenzia di brokerage e charter monegasca YOTHA, rilevò il cantiere dal fallimento della Mondomarine di Alessandro Falciai, per 2.6 milioni di euro, sperando, ovviamente, di poterlo rilanciare. Purtroppo i fatti non gli hanno dato ragione, Cantieri di Pisa in questi ultimi due anni è rimasto cristallizzato, completamente fermo dal punto di vista produttivo. Tante voci su di esso ma nessun atto concreto che lo abbia messo in condizione di ripartire.

Ora, improvvisamente, arriva quella che tutti immaginano essere la luce in fondo al tunnel. A portarla è Tankoa Yachts – azionista di riferimento Euro Contenti, in passato legato a Baglietto – cantiere guidato da un comandante molto molto esperto, Vincenzo Poerio, da quasi 40 anni nella nautica, la maggior parte passati come CEO al timone di Benetti.

Stamani l’abbiamo intervistato per avere i primi dettagli dell’operazione

Cantieri di Pisa
Cantieri di Pisa

Ingegner Poerio, innanzi tutto, qual è la strategia che vi ha spinto ad acquisire Cantieri di Pisa?

Tankoa Yachts ha bisogno di crescere, non vogliamo fare tante barche, l’idea che abbiamo è sempre quella di portare avanti il concetto di “cantiere boutique”, ma è indubbio che i due slot produttivi di cui disponiamo oggi nella shipyard di Sestri, ci impediscono di mettere in atto qualsiasi strategia di sviluppo. Da qui la necessità di trovare una nuova sede, un nuovo cantiere dove poter produrre sia barche del range di Tankoa Yachts sia nuovi modelli più piccoli, e fra le diverse opzioni vagliate sicuramente quella di Cantieri di Pisa è stata la più interessante.

Cantieri di Pisa, quindi, non produrrà più barche in vetroresina ma solo in metallo?

Motoryacht esclusivamente in metallo fra i 30 e i 45 metri. Saranno barche semicustom nel senso che dal punto di vista del progetto navale verranno utilizzate delle piattaforme definite, da poter impostare in maniera, se mi passa il termine, seriale anche se con il metallo non si utilizzano stampi, per poi ultimarle secondo i gusti e le aspettative del cliente. Saranno navi in acciaio e alluminio non propriamente dislocanti ma in grado di raggiungere velocità attorno ai 20 nodi.

Tankoa Shipyard
Tankoa Shipyard

Quanti modelli proporrete fra i 30 e i 45 metri?

Non so ancora se due o tre metrature differenti, ci stiamo pensando.

E i tre Akhir in composito che Bacou aveva rilevato dal precedente fallimento?

Li prenderemo noi e almeno i due già motorizzati contiamo di poterli vendere in tempi brevi in modo da poter parzialmente rientrare dell’investimento che ci accingiamo a fare.

Avete trattato direttamente con Bacou, a quali condizioni?

Direttamente con Philippe Bacou, una brava persona con tante idee che non è riuscito a concretizzare. Abbiamo raggiunto con lui un accordo di massima che abbiamo presentato anche a Michele Conti, il Sindaco di Pisa, lo scorso venerdì. Ma la transazione non sarà immediata perché adesso deve prima partire la due diligence che dovrà accertare esattamente lo stato dell’azienda. Se tutto va per il verso giusto, entreremo in cantiere a giugno.

L'Akhir 42S dei Cantieri di Pisa
L'Akhir 42S dei Cantieri di Pisa

Può quantificare il costo dell’operazione?

Milioni di euro… non possiamo dare una cifra esatta fino a quando la due diligence non sarà ultimata.

Il Sindaco di Pisa si è dichiarato entusiasta del vostro progetto, significa che anche in termini occupazionali avete dato precise garanzie…

Attualmente in Cantieri di Pisa sono rimasti 22 impiegati, in questo periodo di Covid, tutti in cassa integrazione. Abbiamo assicurato al Sindaco che vogliamo reintegrarli tutti man mano che riprenderemo l’attività produttiva.

Tankoa T450
Tankoa T450

L’ultima volta che abbiamo visitato Cantieri di Pisa, ai tempi della gestione Zambrini, era già evidente che il cantiere avesse bisogno di un profondo intervento per poter tornare a essere efficiente. Immagino che nel frattempo le cose non siano migliorate…

Fra le attività prioritarie ci sarà appunto quella di risistemare i capannoni, di rendere più efficiente lo spazio di cui disporremo perché, lo ripeto, oltre a costruire la nuova linea di yacht dei Cantieri di Pisa, abbiamo bisogno di utilizzare il cantiere anche per costruire i Tankoa del futuro.

A proposito dei nuovi Cantieri di Pisa, avete già scelto lo yacht designer al quale affidare lo sviluppo della nuova gamma?

Ricorreremo sicuramente a una gara, vogliamo che ci sia un apporto d’idee nuove, di soluzioni in grado di migliorare gli standard estetici e di vivibilità delle barche, insomma, di una ventata d’aria nuova. Potrebbe essere interessante lavorare in continuità con le ultime firme che hanno collaborato con Cantieri di Pisa, ma guarderemo sicuramente anche oltre. L’idea che abbiamo resta comunque quella di non costruire tante barche, di fare una produzione numericamente elevata, ma di farle qualitativamente al top, barche belle e ricche di contenuti.

Kitalpha 22 by Luca Dini
Il Kitalpha 22 dei Cantieri di Pisa disegnato da Luca Dini nel 2016

Tankoa Yachts viene percepito come un cantiere molto orientato all’utilizzo delle nuove tecnologie, ad esempio per ciò che riguarda l’uso dei sistemi ibridi e diesel elettrici. Sarà così anche per gli yacht dei Cantieri di Pisa?

La tecnologia nell’ambito delle motorizzazioni, dei sistemi di propulsione, della generazione di energia, sta facendo significativi passi in avanti. Oltre alle tematiche ambientali, tutti questi sistemi contribuiscono a migliorare la fruizione dello yacht, per cui penso che quella dell’ibrido o di sistemi similari sia una strada imprescindibile per la nautica del futuro e Cantieri di Pisa non farà eccezione.

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