Blue Marina Awards: La sostenibilità dei marina entra nella fase adulta

Blue Marina Awards: La sostenibilità dei marina entra nella fase adulta

Blue Marina Awards: La sostenibilità dei marina entra nella fase adulta

Portualità

Da Assonat
07/06/2026 - 10:39
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La seconda tappa 2026 dei Blue Marina Awards (bluemarinaawards.com), ospitata da Marina Uno in Friuli Venezia Giulia, ha segnato un passaggio significativo nel dibattito sulla portualità turistica italiana: la sostenibilità non può più essere trattata come un tema reputazionale, ma come una questione industriale.

L’iniziativa Blue Marina Awards, promossa con il partenariato istituzionale di Assonat-Confcommercio, continua a consolidarsi come spazio di confronto tra operatori, istituzioni e stakeholder impegnati nell’evoluzione sostenibile della portualità turistica italiana.

Il punto emerso con maggiore chiarezza è che i marina stanno cambiando funzione. Non sono più soltanto infrastrutture al servizio della nautica da diporto, ma piattaforme territoriali in cui convergono turismo, energia, mobilità, ambiente, accoglienza, sicurezza e innovazione.

Questa trasformazione richiede però un cambio di metodo. Non basta dichiarare attenzione all’ambiente, installare qualche servizio innovativo o comunicare genericamente l’impegno verso la sostenibilità. La nuova fase richiede dati, pianificazione, investimenti coerenti e capacità di misurare i risultati.

“La sostenibilità utile è quella che entra nelle scelte gestionali. Se non modifica consumi, servizi, investimenti, procedure e rapporto con il territorio, resta comunicazione”, ha dichiarato Walter Vassallo, ideatore dei Blue Marina Awards.

La tappa di Marina Uno ha affrontato come primo tema del dibattitola transizione energetica. Elettrificazione, ricarica, efficientamento, autoproduzione e comunità energetiche rappresentano opportunità concrete, ma non possono essere affrontate con interventi isolati. Il rischio è confondere il simbolo con la strategia.

«Il Friuli Venezia Giulia è la prima regione italiana per numero di posti barca, con oltre 15.000 ormeggi disponibili, la seconda per numero di marina e la terza a livello nazionale per incidenza dell’economia del mare sul sistema produttivo regionale – ha dichiarato l’Assessore regionale alle Attività Produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini –. Il mare, le marine e l’intera fascia costiera rappresentano un ecosistema economico di grande valore e straordinaria vitalità. Si tratta di un settore che in regione coinvolge oltre 2.000 lavoratori tra imprese artigiane, attività commerciali e industria, con eccellenze riconosciute anche nella costruzione di imbarcazioni e navi. A questo si aggiunge una visione strategica che la Regione porta avanti da tempo: il Friuli Venezia Giulia è stato infatti tra i primi in Italia a dotarsi di una normativa specifica dedicata alla nautica, con l’obiettivo di sostenerne la crescita, favorirne lo sviluppo e rafforzarne la competitività.»

Una colonnina di ricarica, da sola, non fa la transizione energetica di un marina. Serve conoscere i consumi, stimare la domanda futura, valutare la capacità della rete, integrare energia rinnovabile dove possibile e costruire servizi coerenti con l’evoluzione della nautica elettrica.

“La transizione energetica nei marina deve essere progettata. Non è una dotazione da aggiungere, ma un’infrastruttura da integrare nel modello di gestione”, è il messaggio emerso dal confronto.

Il secondo tema è quello dell’accoglienza. Il cliente nautico contemporaneo non compra solo un ormeggio: cerca esperienza, efficienza, sicurezza, servizi digitali, connessione con il territorio e qualità nella relazione. Ma il marina non è più soltanto un’infrastruttura per chi arriva via mare. Può diventare anche per il turista costiero un luogo da vivere, un presidio qualificato del waterfront e un passaggio naturale tra mare e territorio. In questa prospettiva, il marina diventa un abilitatore di economia locale, capace di intercettare pubblici diversi e generare valore oltre la sola nautica da diporto.

“Siamo orgogliosi di ospitare questo importante appuntamento, un’occasione di confronto che pone al centro il ruolo delle marine e delle filiere ad esse collegate: quella turistica e quella della cantieristica nautica ha dichiarato il Presidente del Consorzio Marine Lignano, Giorgio Ardito -. I  marina rappresentano una delle principali porte di accesso a Lignano e contribuiscono in modo significativo all’attrattività del territorio».

Il valore non si esaurisce dentro i pontili. Si estende a ristorazione, ospitalità, mobilità, escursioni, cultura del mare, servizi tecnici e filiere territoriali”.

“Il marina competitivo è quello che genera valore anche fuori dai propri confini fisici. È una porta di accesso al territorio, non un’infrastruttura chiusa su se stessa”, ha sottolineato Vassallo.

Il terzo punto riguarda l’ambiente. La gestione dei rifiuti, la qualità delle acque, la riduzione della plastica, l’uso di prodotti meno impattanti, il monitoraggio e l’educazione degli utenti sono ormai ambiti essenziali. Ma anche qui la differenza la fa il metodo.

La portualità turistica deve passare dalla buona pratica isolata al sistema gestionale. Deve poter dimostrare ciò che fa, documentarlo, confrontarlo e migliorarlo nel tempo.

È qui che i Blue Marina Awards provano a introdurre un elemento di discontinuità: criteri oggettivi, verifiche documentali, benchmark e valutazione progressiva. Non un premio inteso come semplice riconoscimento, ma uno strumento per far emergere standard più avanzati.

A rafforzare questo approccio è anche il BESI – BMA EventSustainability Index, l’indicatore sviluppato dai Blue Marina Awards per misurare la sostenibilità degli eventi della Blue Economy, combinando emissioni operative di CO₂ per partecipante, qualità della gestione ambientale e mobilità dei partecipanti. La misurazione effettuata sulla tappa di Marina Uno ha restituito valori altamente performanti, dimostrando che anche gli eventi possono essere valutati con lo stesso criterio richiesto ai marina: meno dichiarazioni generiche, più dati verificabili.

“È stato un momento di confronto particolarmente utile per approfondire e comprendere come la sostenibilità nella portualità turistica stia evolvendo da principio generale a leva strutturale di sviluppo e competitività. In questo contesto, i marina saranno chiamati ad assumere un ruolo sempre più strategico nei territori, integrando qualità dei servizi, innovazione, attenzione ambientale e capacità di generare valore economico e sociale. Il percorso avviato dai Blue Marina Awards conferma l’importanza di investire in cultura gestionale, collaborazione e qualità progettuale”, afferma Bruno Santori, Vice Presidente Vicario Assonat-Confcommercio.

La call to action che arriva da Marina Uno è molto concreta.

I marina devono iniziare a misurare meglio. Devono programmare investimenti energetici e digitali su base pluriennale. Devono costruire reti territoriali. Devono rendere verificabili le proprie politiche ambientali. Devono trattare l’accoglienza non come un servizio accessorio, ma come una componente strategica della competitività.

La fase delle dichiarazioni generiche è finita. La sostenibilità della portualità turistica italiana entra ora in una fase più adulta: meno immagine, più governance; meno slogan, più dati; meno iniziative isolate, più sistemi integrati.

I marina che sapranno interpretare questa trasformazione non saranno solo più sostenibili. Saranno anche più competitivi.

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