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Marina Cala de’ Medici nuovamente sede del corso istruttori FIV

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Il corso Istruttori FIV (Federazione Italiana Vela) di 1° Livello
Il corso Istruttori FIV (Federazione Italiana Vela) di 1° Livello

Ha avuto inizio questo martedì, e si concluderà domenica 24 marzo, presso il Porto turistico di Rosignano Marina Cala de’ Medici, sede dello Yacht Club omonimo, il Corso Istruttori FIV (Federazione Italiana Vela) di 1° Livello, discipline derive, tavole a vela, kiteboard, yacht e monotipi a chiglia. Partecipano a questa edizione del corso anche i ragazzi della Fondazione Exodus Onlus di Don Antonio Mazzi dell’Isola d’Elba, che dal 1990 si occupa del recupero e del reinserimento professionale di giovani con problemi di dipendenze o di marginalità sociale, ragazzi con problemi di giustizia, per lo più minorenni, così come disabili psichici, fisici e sensoriali, attraverso percorsi legati al mare e alla vela. I ragazzi pernottano a bordo del loro Hallberg-Rassy 49 “Maria Teresa”, che per la durata del corso è ospite del Cala de’ Medici.

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Il corso FIV, che rappresenta il primo dei tre moduli previsti ai fini dell’ottenimento del brevetto, è costituito da una parte teorica in aula, che si sta svolgendo presso la sala conferenze Mistral del Porto Cala de’ Medici, e una parte pratica in acqua che prevede delle uscite in mare che si svolgono con due Etchells messi a disposizione dallo Yacht Club Cala de’ Medici e alcune derive (quattro Tridenti e due 420) fornite dal Circolo Velico Antignano. 

Il corso Istruttori FIV (Federazione Italiana Vela) di 1° Livello
Il corso Istruttori FIV (Federazione Italiana Vela) di 1° Livello

“Il brevetto di Istruttore di 1° Livello di Vela (Istruttore di base) abilita all’insegnamento presso le scuole di vela FIV delle nozioni fondamentali teoriche e pratiche per la disciplina prescelta e abilita a organizzare attività promozionali quali il VelaScuola e il VelaDay, nel rispetto delle norme di legge e delle normative FIV vigenti”, si legge nel bando del corso. “La Federazione Italiana Vela sta puntando molto sull’attività formativa sia come comitato II Zona che come formazione nazionale. È per noi una grande opportunità quella di organizzare questi corsi, sia dal punto di vista formativo che da quello comunicativo”, fanno sapere i componenti dello staff docenti impegnati nella gestione della didattica di questi intensi giorni di istruzione.

Per quanto riguarda la Fondazione Exodus Onlus dell’Isola d’Elba, è grazie ad alcune donazioni e al recupero di derive abbandonate che è stato possibile per loro iniziare a strutturare i progetti in mare, ed è nel 1995, con l’arrivo della “Bamboo” (un Baltic 51 a vela), regalata da un anonimo milanese, che è cambiato sostanzialmente il loro navigare.

“Il successo di questa sperimentazione, sia in termini ri-motivazionali che di reinserimento professionale, ha portato i nostri progetti anche fuori dall’Isola d’Elba, proponendo la barca a vela e l’itineranza in mare come ambiente educativo adatto a tutti, bambini come adulti, abili e diversamente abili. La vela appassiona, esalta il singolo nel lavoro di gruppo, evita di isolarsi, insegna ad aver fiducia negli altri, in noi stessi e nell’autorevolezza del comando. Si riscopre così il valore della barca, del mare e del viaggio.

È in questa direzione che dal 2016, come firmatari di un Protocollo d’intesa con la Lega Navale Italiana sezione di Portoferraio, affidiamo ad alcuni dei nostri ragazzi la cura e la manutenzione della base, che si trova nello splendido golfo di Portoferraio, e delle derive, in un percorso che porta i più motivati ad iscriversi ai corsi per ottenere il titolo di istruttore di vela FIV ed entrare così nel mondo del lavoro”, ci racconta Stanislao Pecchioli, responsabile del settore mare della sede la “Mammoletta” della Fondazione Exodus.

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