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Mercury Marine

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Non si può iniziare la storia della Mercury senza partire da Carl Kiekhaefer, un uomo geniale nato contadino con la passione della meccanica, che gli consentiva di riparare trattori e altre macchine agricole. Convinto delle sue possibilità entrò alla Evinrude per comprendere i segreti di quei motori fuoribordo ancora agli inizi ma già di successo commerciale sul grande mercato americano. Dopo varie esperienze nel 1939 acquisì, col supporto della famiglia, una fabbrica di fuoribordo fallita, ne riorganizzò e modificò la produzione e iniziò una vera e propria marcia trionfale, basta sul continuo progresso tecnico ma anche sulla sua feroce volontà di successo. Famose le sue impiccagioni dei motori della concorrenza nei meeting dei dealer. Fu anche l’inventore dei test di durata che gli consentivano una promozione eccezionale del suo lavoro. Divenne così l’unica alternativa al colosso OMC, che sfruttava al massimo le sue catene di montaggio, mentre Kiekhaefer offriva fuoribordo più brillanti senza perdere in affidabilità, portando, anche in Italia, molti motonauti al successo. Purtroppo non tutti i figli sono entusiasti di seguire le orme dei padri e quando Carl scomparve dopo pochi anni il figlio si convinse a cedere la Mercury, che con Mercruiser aveva messo a punto un ottimo piede per gli entrofuoribordo, sulla scia dell’innovazione lanciata in Svezia dalla Volvo. L’ingresso di nuovi capitali e nuovi entusiasmi creò però una holding prestigiosa, Brunswick, che per prima pensò ad acquisire direttamente cantieri costruttori di barche, piazzando in essi gran parte delle sue produzioni. Tra i più noti in Italia Bayliner, Boston Whaler, Black Fin, Quicksilver, Trophy, Valiant, Quicksilver e Sea Ray.

Nella gamma Mercury che spazia dai 2,5 ai 400 cavalli, ricordiamo gli Optimax, fuoribordo due tempi con alimentazione a iniezione diretta, compresi fra i 75 e i 250 HP; la gamma dei 4 tempi, i Fourstroke, composta da compresi fra i 2,5 e i 150 HP Efi; i Verado, sempre a 4 tempi, sette modelli da 150 a 0 HP, caratterizzati dall’adozione di compressore volumetrico, che danno uno spunto in più.

Gli entrofuoribordo ed entrobordo Mercruiser sono suddivisi in due gamme, benzina - da 180 a 430 HP - e diesel - da 130 a 370 HP - unità termiche che nella versione efb vengono proposte con piedi poppieri della serie Alpha e Bravo I, II e III, questi ultimi con doppie eliche controrotanti.

E infine come non parlare dello Zeus, il più recente dei sistemi di trasmissione e propulsione proposti da Mercury, basato su pod montati in carena. Maggiore efficenza delle eliche, minori consumi, vibrazioni e rumori, ma soprattutto gestione elettronica di flap e timoneria, compreso l'utilizzo di un sistema di governo con joystick, lo rendono particolarmente user friendly per quei diportisti che vogliono provare una nuova dimensione dell'andar per mare.