Route du Rhum: Beccaria al comando degli IMOCA, tre italiani nei primi sette Class40, Joyon scuffia
Ambrogio Beccaria guida la flotta IMOCA, Francesca Clapcich è sesta. Nei Class40 Rosetti, Sericano e Fornaro occupano rispettivamente la quarta, sesta e settima posizione. Laperche primo negli Ultim, mentre la regata registra già incidenti importanti, tra cui la scuffia di Francis Joyon e la collisione che ha costretto Violette Dorange a fermarsi.
La Route du Rhum 2026 parla italiano. A poco più di 24 ore dalla partenza da Saint-Malo, Ambrogio “Bogi” Beccaria è al comando della flotta IMOCA con Allagrande Mapei, davanti a Sam Goodchild, dal quale lo separano appena 3,2 miglia. Ma è soprattutto il risultato complessivo degli skipper italiani a meritare attenzione: Francesca Clapcich è sesta tra i 22 IMOCA in regata, mentre nei Class40 Luca Rosetti occupa la quarta posizione, Matteo Sericano la sesta e Andrea Fornaro la settima. Tre italiani nei primi sette di una flotta di 49 barche, con Rosetti a 10,9 miglia dal leader Guillaume Pirouelle e Sericano e Fornaro rispettivamente a 12,3 e 15,2 miglia. Sono le posizioni rilevate dalla classifica ufficiale alle 18:55 di lunedì 2 novembre, un avvio particolarmente positivo per la rappresentanza italiana impegnata nella tredicesima edizione della transatlantica in solitario.
La prima notte ha messo subito alla prova gli skipper. Dopo una partenza relativamente tranquilla, il vento è aumentato più rapidamente del previsto e il mare incrociato ha reso difficile mantenere a lungo velocità elevate alle andature portanti. Beccaria ha interpretato questa prima fase con un approccio aggressivo, portandosi immediatamente nelle posizioni di testa e ingaggiando un duello serrato con Goodchild, al timone di MACIF Santé Prévoyance. I due si sono alternati al comando, con il franco-britannico più veloce nella parte centrale della giornata di lunedì e l'italiano nuovamente davanti negli ultimi rilevamenti. “Sono partito all'attacco, mi sentivo sicuro. Pensavo che gli altri sarebbero stati un po' più prudenti nelle prime ore e, viste le condizioni, volevo provare a mettermi davanti. Ero talmente vicino alla linea che per un momento ho temuto di essere partito in anticipo”, ha raccontato Beccaria.
Il piano iniziale dell'italiano è stato modificato dall'aumento anticipato del vento, che gli ha sconsigliato un cambio di vela nelle condizioni particolarmente impegnative della notte. “Sam ha fatto esattamente quello che avrei voluto fare io, ma non me la sono sentita di effettuare un cambio di vela. Le condizioni erano troppo estreme”, ha spiegato Beccaria, riconoscendo la buona conduzione dell'avversario. Goodchild, da parte sua, ha sottolineato quanto sia difficile tenere il passo dell'italiano: “Ambrogio è veloce e l'unico modo per restargli davanti è continuare a spingere al massimo”. Alle loro spalle Corentin Horeau, su MACSF, occupa la terza posizione a 17,6 miglia, seguito da Jérémie Beyou su Charal ed Élodie Bonafous. Il gruppo dei primi tre è riuscito a costruire un certo margine sul resto della flotta, con differenze di velocità che hanno già prodotto distacchi considerevoli: dopo circa 500 miglia percorse dai battistrada, tra il primo e l'ultimo IMOCA si registrano circa 260 miglia.
Molto positiva anche la prestazione di Francesca Clapcich, che con 11th Hour Racing ha guadagnato terreno rispetto all'ottava posizione occupata nella mattinata, portandosi al sesto posto, a 65,3 miglia da Beccaria. La velista triestina ha raccontato di avere inizialmente faticato a trovare la velocità del gruppo di testa, riuscendo poi a recuperare ritmo dopo una strambata. “Durante la notte ho avuto qualche difficoltà a tenere il passo dei primi, ma dopo la strambata sono finalmente riuscita a ritrovare velocità e ritmo. Spero che ora ci sia una bella fase di navigazione veloce per un giorno circa”, ha spiegato, aggiungendo di voler approfittare delle prossime ore per riposare in vista del fronte meteorologico che la flotta dovrà affrontare. Per Clapcich è particolarmente significativo riuscire a mantenersi nel gruppo dei migliori in una classe caratterizzata dalla presenza di numerosi IMOCA di ultima generazione.
Nei Class40 la situazione è altrettanto interessante. Al comando c'è Guillaume Pirouelle, su Sogestran Seafrigo, seguito da Jules Bonnier e Pierre Leboucher. Luca Rosetti è quarto, a sole 0,2 miglia dal terzo, mentre Matteo Sericano e Andrea Fornaro occupano la sesta e settima posizione, racchiusi in meno di cinque miglia. Rosetti, che era stato al comando nella mattinata e in alcuni rilevamenti successivi, ha raccontato una prima notte particolarmente movimentata, con alcune straorze provocate dal mare incrociato e due scotte rimaste aggrovigliate, costringendolo a intervenire per risolvere il problema. “Nel complesso stiamo andando bene, siamo nel gruppo di testa e in una buona posizione. C'è ancora moltissima strada da fare”, ha spiegato, raccontando di velocità di 20 nodi, con punte di 23-24, e indicando nella depressione prevista nella zona delle Azzorre uno dei prossimi passaggi da affrontare con attenzione.
La presenza di tre italiani così vicini ai primi rappresenta uno degli elementi più significativi di questo avvio di regata. Rosetti, vincitore della Mini Transat 2023, affronta la sua prima Route du Rhum con il Class40, mentre Sericano e Fornaro confermano di poter navigare nelle posizioni di vertice di una classe estremamente competitiva. Le differenze rimangono ancora molto contenute e la graduatoria può cambiare rapidamente anche in funzione delle scelte tattiche. Il gruppo principale ha seguito la curvatura dell'anticiclone, mentre Ian Lipinski, su Crédit Mutuel, ha scelto una rotta più settentrionale, proseguendo verso nord-ovest e creando una separazione laterale di oltre 60 miglia. Una scelta strategica che potrebbe dare risultati soltanto nei prossimi giorni, quando le differenti traiettorie torneranno a confrontarsi.
La situazione è invece complicata per Marco Guerra, quarto italiano impegnato nei Class40, che a bordo di Imagin'Act-Socomec ha riscontrato problemi all'elettronica fin dalla partenza, infiltrazioni d'acqua e movimenti anomali della chiglia. Dopo essersi consultato con il team ha deciso di dirigersi verso Port-La-Forêt per uno scalo tecnico. L'arrivo è previsto intorno alle 22 di lunedì e l'obiettivo è verificare le condizioni della barca, effettuare le necessarie riparazioni e, se possibile, riprendere la traversata.
La Route du Rhum ha già registrato incidenti importanti. Il più grave riguarda Francis Joyon, vincitore dell'edizione 2018, che ha scuffiato con il trimarano ORMA Océans mentre era al comando dei Vintage Multi. L'incidente, comunicato dall'organizzazione nel pomeriggio di oggi, lunedì 2 novembre, ha portato all'attivazione dei soccorsi. Il navigatore francese, 70 anni, è rimasto illeso. Joyon era tornato alla Route du Rhum a bordo di uno storico trimarano del 1994, lo stesso con il quale aveva conquistato la Transat inglese del 2000, e aveva dimostrato fin dalle prime ore di essere ancora estremamente competitivo.
Un altro episodio ha coinvolto Violette Dorange, al timone dell'IMOCA Initiatives-Cœur, e Romain Pilliard, sul trimarano Use It Again, entrati in collisione nelle ore successive alla partenza, poco dopo il passaggio della boa di Cap Fréhel. L'urto ha provocato danni al foil di dritta dell'IMOCA e a uno scafo laterale del trimarano, costringendo entrambi a raggiungere Roscoff. Dorange ha poi deciso di trasferirsi a Lorient per effettuare le riparazioni. “È stato un incidente di regata, come a volte accade. Poco dopo la partenza, superata la boa di Fréhel, il vento è aumentato. Romain ha dovuto effettuare una manovra che ha portato Use It Again sulla mia rotta e non ho avuto il tempo di modificare le regolazioni per evitare la collisione. L'impatto è stato violento” ha raccontato la giovane navigatrice francese, che non intende rinunciare alla traversata. “Il mio obiettivo rimane raggiungere la Guadalupa. Appena terminate le riparazioni ripartirò per completare la mia prima Route du Rhum”. Per riuscirci dovrà tagliare il traguardo prima della chiusura della linea d'arrivo, prevista il 3 dicembre.
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Tra i Class40 Quentin Le Nabour ha disalberato quando si trovava nelle prime cinque posizioni. Lo skipper non ha riportato ferite e ha provveduto a mettere in sicurezza la barca per raggiungere il porto più vicino. Problemi anche per Anthony Marchand, costretto a interrompere temporaneamente la corsa di Actual Ultim 4 a causa di un'avaria al timone centrale. Il trimarano ha fatto rotta verso l'Irlanda per tentare una riparazione.
Al vertice degli Ultim continua intanto la corsa di Tom Laperche su SVR Lazartigue, che precede Armel Le Cléac'h su Banque Populaire XI di 31,3 miglia. Charles Caudrelier è risalito in terza posizione con il nuovo Gitana 18, a 59,6 miglia dal leader, superando Thomas Coville su Sodebo Ultim 3, ora quarto. La prestazione di Caudrelier è particolarmente interessante perché il suo trimarano, al debutto in una grande competizione oceanica, aveva mostrato qualche difficoltà nelle condizioni di vento leggero dopo la partenza, prima di trovare velocità più elevate nelle successive ore di navigazione. Nei rilevamenti più recenti Gitana 18 procede a 34,7 nodi, vicino ai 35,6 del leader Laperche. Negli Ocean Fifty Basile Bourgnon su Edenred continua a essere uno dei principali protagonisti, dopo avere fatto registrare una punta di 43,1 nodi, nuovo record di velocità per il suo trimarano.
La prossima fase della Route du Rhum potrebbe modificare sensibilmente le classifiche. Gli Ultim stanno raggiungendo una stretta zona di transizione meteorologica a ovest delle Azzorre, tra due sistemi di alta pressione, con un fronte poco attivo caratterizzato da pioggia, vento debole e una rotazione che potrebbe raggiungere i 180 gradi. Due le opzioni principali: scendere subito verso sud-sud-ovest attraverso un corridoio di vento settentrionale, accettando numerose strambate, oppure proseguire maggiormente verso ovest per attraversare una dorsale anticiclonica e cercare successivamente condizioni più favorevoli. IMOCA e Ocean Fifty dovrebbero affrontare lo stesso passaggio nelle prossime 24-36 ore, mentre per i Class40 la partita strategica è già cominciata.
Per gli skipper italiani, protagonisti di un inizio di regata particolarmente convincente, il primo obiettivo sarà conservare il contatto con il gruppo di testa e interpretare al meglio le scelte meteorologiche dei prossimi giorni. La traversata verso Pointe-à-Pitre è ancora lunga, gli incidenti e le avarie delle prime 24 ore stanno a dimostrare quanto sia importante preservare l'integrità delle barche.
Giuliano Luzzatto
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