66° Salone Nautico di Genova: industria, mercato e internazionalizzazione al centro dell’edizione 2026

66° Salone Nautico di Genova: industria, mercato e internazionalizzazione al centro dell’edizione 2026

66° Salone Nautico di Genova: industria, mercato e internazionalizzazione al centro dell’edizione 2026

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15/09/2026 - 18:08
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Non soltanto una vetrina di barche, yacht, componenti e accessori, ma uno strumento industriale attraverso il quale la nautica italiana incontra i mercati internazionali, sviluppa opportunità di business, dialoga con le istituzioni e prova ad avvicinare al mare nuove generazioni di potenziali diportisti. È questa la funzione attribuita al 66° Salone Nautico Internazionale di Genova nel corso della prima parte della conferenza stampa di presentazione, tenutasi questa mattina a Milano, a Palazzo Edison, con gli interventi di Confindustria Nautica, delle istituzioni liguri e di ICE Agenzia.

Beatrice Biagetti

Ad aprire l’incontro è stata Beatrice Biagetti, che ha ricordato la collaborazione avviata nel 2015 tra Fondazione Edison e Confindustria Nautica, inserendola nell’attività di studio dei settori industriali italiani a maggiore valore aggiunto. La nautica, ha sottolineato, rappresenta uno dei pilastri del Made in Italy: un comparto fortemente orientato all’export, capace di contribuire alla competitività internazionale del Paese e tra quelli che hanno registrato i maggiori tassi di crescita nell’ultimo decennio.

Un quadro ripreso da Piero Formenti, presidente di Confindustria Nautica, che ha indicato nella collaborazione scientifica con Fondazione Edison uno degli strumenti attraverso i quali l’associazione costruisce le proprie analisi economiche. La nuova edizione de La Nautica in Cifre sarà presentata il 30 settembre, alla vigilia dell’apertura del Salone. Formenti ha richiamato una filiera che ha raggiunto 8,6 miliardi di euro di fatturato, attiva oltre 13 miliardi di valore aggiunto e quasi 170.000 occupati, con circa il 90% della produzione destinato ai mercati esteri. Numeri che, secondo il presidente, impongono ora soprattutto di consolidare la posizione raggiunta dall’industria nautica italiana sui mercati mondiali.

Piero Formenti

In questa prospettiva Formenti ha collocato il Salone Nautico, organizzato direttamente dall’associazione confindustriale di categoria e considerato non soltanto uno spazio espositivo, ma una piattaforma di relazione fra industria, mercato e istituzioni. Competitività, innovazione, sostenibilità, giovani, formazione e internazionalizzazione saranno quindi i temi trasversali dell’edizione 2026, riflettendo le priorità che Confindustria Nautica individua per l’intero comparto. Un ruolo che richiede, ha aggiunto, una collaborazione continua con le istituzioni nazionali e territoriali.

Proprio sul rapporto tra nautica e territorio si è concentrata Silvia Salis, sindaca di Genova, definendo il comparto uno dei principali elementi dell’identità internazionale della città. Fra i progetti annunciati figura l’avvio, nell’area dell’ex Mandraccio, delle prime sezioni sperimentali di una scuola dedicata alle professioni del mare, con l’obiettivo di rispondere alla crescente domanda di manodopera qualificata e di competenze tecniche da parte della cantieristica e dell’intera filiera. La sindaca ha inoltre richiamato la necessità di sviluppare percorsi formativi specifici per gli equipaggi degli yacht, ipotizzando a Genova un corso trasversale fra formazione alberghiera e nautica. L’obiettivo è anche favorire una maggiore permanenza in città delle unità e dei relativi equipaggi durante i periodi di refitting invernale, trasformandoli in una componente stabile dell’economia locale.

Silvia Salis

Salis ha posto l’accento anche sulla necessità di avvicinare i giovani alla nautica e sullo sviluppo del FuoriSalone, anticipando per venerdì 2 ottobre l’Energy Live, evento gratuito sponsorizzato da Iren in Piazzale del Mandraccio, con DJ Nova e un palco mobile e rotante a 360 gradi. Il programma complessivo degli eventi cittadini collegati al Salone sarà presentato successivamente.

Il rapporto tra manifestazione e infrastrutture portuali è stato invece al centro dell’intervento di Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Paroli ha sottolineato come il porto non debba essere letto esclusivamente attraverso traffici commerciali e passeggeri: manifestazioni come il Salone generano ricadute economiche e sociali sul territorio e contribuiscono alla proiezione internazionale del sistema produttivo italiano. Da qui il sostegno dell’Autorità portuale a un evento che, oltre ai giorni di apertura al pubblico, impegna gli spazi portuali nelle fasi di allestimento e disallestimento.

Matteo Paroli

La prospettiva è ora quella di ampliare ulteriormente gli spazi destinati alla nautica. Nel nuovo Piano Regolatore Portuale in fase di elaborazione, ha spiegato Paroli, sono previste nuove aree per cantieristica, refitting e diporto, con un sostanziale raddoppio delle superfici nautiche attraverso l’espansione verso mare, la realizzazione di nuove darsene e l’incremento delle aree a terra. Nel comparto portuale genovese legato alla blue economy e in particolare alla nautica lavorano oggi, secondo i dati citati dal presidente, circa 4.800 persone, in larga parte giovani. L’ampliamento infrastrutturale dovrebbe quindi sostenere sia la crescita industriale sia, in prospettiva, quella degli spazi a disposizione dello stesso Salone Nautico.

Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, ha invece insistito sulla doppia natura della manifestazione: commerciale, perché il Salone deve generare vendite e occasioni di business, ma anche culturale, perché rappresenta uno dei luoghi nei quali può nascere la passione per la navigazione e per il mare. Bucci ha ricordato la propria esperienza personale di bambino portato dal padre al Salone, indicando proprio nella capacità di avvicinare nuovi appassionati uno degli investimenti di più lungo periodo per l’intero comparto.

Marco Bucci

Il presidente della Regione ha quindi richiamato il peso economico di una filiera da oltre 8 miliardi di euro di fatturato, fortemente esportatrice e capace di creare occupazione non soltanto nelle aree costiere, ma lungo una catena di fornitura diffusa su tutto il territorio nazionale. Una struttura produttiva nella quale rientrano grandi cantieri, PMI, aziende dell’accessoristica e fornitori specializzati che concorrono alla costruzione di un prodotto identificato sui mercati internazionali con il design, la creatività e lo stile italiani. In quest’ottica, il Salone deve essere considerato contemporaneamente un investimento commerciale immediato e uno strumento per costruire i clienti della nautica di domani.

Bucci ha inoltre ricordato gli interventi in corso nell’area del Waterfront di Levante, citando l’albergo e la Fabbrica delle Idee, opere già finanziate e avviate che dovranno completare l’infrastruttura destinata a supportare la manifestazione e le attività che vi gravitano intorno.

La dimensione internazionale è stata infine affrontata da Matteo Zoppas, presidente di ICE Agenzia, intervenuto in collegamento. Zoppas ha richiamato il ruolo del Salone di Genova come riferimento internazionale per una cantieristica italiana che, nel segmento degli yacht oltre i 24 metri, rappresenta circa il 50% della produzione mondiale. Una leadership che, secondo il presidente di ICE, non può però essere considerata acquisita definitivamente: anche le manifestazioni fieristiche devono continuare a evolvere, innovare il proprio format e rafforzare l’attrattività nei confronti di espositori e operatori internazionali, anche alla luce della concorrenza di altri saloni.

Matteo Zoppas

Tra le possibili direttrici di sviluppo, Zoppas ha indicato una maggiore integrazione con altre eccellenze del Made in Italy legate all’universo dello yacht e al profilo dei suoi armatori: arredamento e materiali, sport, benessere, ciclismo e altri prodotti premium, fino agli elicotteri utilizzati sui grandi yacht. Un modello che punta ad ampliare il Salone oltre il prodotto nautico in senso stretto, costruendo attorno all’imbarcazione un ecosistema di filiere italiane complementari.

Parallelamente resta centrale il sostegno alle piccole e medie imprese e alle unità di dimensioni inferiori. È in questa direzione che ICE ha rafforzato il programma di incoming internazionale: i buyer invitati passano dai 70 della precedente edizione a 180 nel 2026, comprendendo non soltanto potenziali acquirenti di superyacht ma importatori, distributori e dealer interessati alle diverse fasce del mercato nautico. A questi si aggiungono oltre 80 giornalisti internazionali, per i quali ICE organizza viaggio e permanenza, oltre a un progetto dedicato alle startup e a una campagna di comunicazione internazionale a sostegno del Salone e del Made in Italy.

Per Zoppas, la nautica deve contribuire ulteriormente alla crescita dell’export italiano, all’interno dell’obiettivo governativo di portare le esportazioni nazionali verso quota 700 miliardi di euro. Il rafforzamento dell’incoming di operatori, della comunicazione internazionale e del collegamento con le altre filiere del Made in Italy rappresenta quindi una delle leve attraverso cui il 66° Salone Nautico Internazionale di Genova punta ad ampliare il proprio ruolo commerciale e industriale sui mercati esteri.

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