Andrea Pezzini, fondatore Floating Life
Il format Floating Life: servizi in aumento e clienti a numero chiuso
Yacht management, in primis e originariamente. Ma anche charter, broker, new build, owner representative e surveyor
I servizi del gruppo svizzero Floating Life sono ormai molto diversificati, e ad alto valore aggiunto, ma hanno un comune denominatore: la massima personalizzazione, l’attenzione ai dettagli e l’aderenza a principi etici a cui non si transige.
La filosofia impostata dai fondatori Andrea Pezzini e Barbara Tambani fa sì che l’azienda si concentri sulla qualità del servizio, sulla fiducia reciproca con i clienti, molti dei quali di lunghissima data, e non vada alla ricerca dei numeri, sia pure in un percorso che dalla fondazione ha portato una crescita costante, anche negli anni più difficili per il settore della nautica.
Un esempio?
“Attualmente abbiamo 32 persone in organico e gestiamo circa 26 barche: il rapporto è quasi 1:1, mentre molti dei nostri competitor sono 4:1 o anche 5:1. Intendiamo restare così, mantenendo un numero chiuso di clienti e relativi yacht da gestire, per garantire la massima accuratezza del servizio”, spiega pacatamente Pezzini dall’alto della sua esperienza che vanta più di 100 barche seguite, in vari ruoli.
Anche il fee per il servizio di yacht management è fisso, una scelta che si traduce in maggiore trasparenza e controllo dei costi per il cliente, e, per l’azienda, in garanzia di flusso di cassa regolare.
Il servizio di owner representative e surveyor, anch’esso sviluppato su un portfolio selezionato di progetti, ha visto un importante impulso negli ultimi mesi, con l’assegnazione di due incarichi per seguire la realizzazione di un Maiora M 30 e di un superyacht di 42 metri, entrambi in costruzione in Italia, che si aggiungono a un Baglietto full custom di 48 metri.
Il team della divisione New Build dedicata di Floating Life, nata nel settembre 2024, coordina la supervisione tecnica, le revisioni contrattuali, il controllo delle fasi di costruzione e gestisce il rapporto quotidiano con i cantieri, un’attività che può essere delicata vista la complessità dei progetti. Quando Floating Life entra in un progetto, diventa il primo interlocutore tra armatore e cantiere: tutte le informazioni tecniche vengono analizzate e veicolate attraverso un unico referente, lasciando all’armatore la decisione finale.
“Oggi il ruolo del surveyor, o perito, va ben oltre la semplice supervisione tecnica: in molti progetti le attività del perito si sovrappongono sempre più a quelle del rappresentante dell'armatore e spesso finiscono per coincidere, diventando di fatto un unico ruolo. Questo è uno dei motivi per cui Floating Life inizialmente prende incarichi come surveyor e successivamente anche responsabilità più ampie in qualità di rappresentante dell'armatore, grazie alla sua capacità di coordinare armatori, cantieri, fornitori e figure tecniche coinvolte durante l'intero processo di costruzione” spiega Pezzini.
L’obiettivo è quello di lavorare al fianco del cantiere per tutelare gli interessi dell’armatore lungo tutto il processo di realizzazione dello yacht. Grazie all’esperienza maturata su numerose costruzioni, questo ruolo può inoltre rappresentare un supporto concreto per il cantiere stesso, aiutando a individuare soluzioni efficaci e magari anche meno costose.
Il punto finale, sintetizza il fondatore del gruppo, è semplicemente garantire che la barca in costruzione abbia il minor numero di problemi possibile. L’armatore investe un pochino di più sul progetto ma questo poi mette in condizione la barca di avere un valore sensibilmente più alto in caso di rivendita.
L’attenzione ai dettagli, che nel concreto nel caso di barche di nuova costruzione si può tradurre in un gran numero di “osservazioni” fatte al cantiere, è massima. “Alcuni cantieri a volte sono sorpresi dal numero dei nostri remarks, ma poi spesso ci chiedono di assisterli nella parte tecnica” sorride Pezzini, a sottolineare come una certa pignoleria venga infine apprezzata e interpretata come sinonimo di serietà e rigore professionale.
Non c’è un range definito per le barche gestite da Floating Life: “Indicativamente parliamo di yacht intorno alle 500 GT ma il nostro focus non è sulle dimensioni, è sulle persone: noi prendiamo il cliente, non la barca”.
I servizi dell’azienda si completano anche, nella parte amministrativa, con la responsabilità dei change order e a volte anche di rappresentanza della leasing company, che chiede di firmare gli stati di avanzamento lavori.
Cambia il contesto, non la filosofia, che ha portato alla crescita ininterrotta di Floating Life dal 2002: offrire un servizio altamente personalizzato, basato su competenza, trasparenza e attenzione al dettaglio.
Riccardo Masnata
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