The Italian Sea Group a Marina di Carrara

The Italian Sea Group a Marina di Carrara

TISG in bilico tra crisi e rilancio: azienda, istituzioni e sindacati oggi riuniti in prefettura

Editoriale

30/03/2026 - 08:25

 

Oggi, 30 marzo, rappresenta un passaggio potenzialmente determinante per il futuro di The Italian Sea Group, il gruppo della cantieristica nautica con base a Marina di Carrara fondato e guidato da Giovanni Costantino. Dopo settimane di crescente complessità sul piano finanziario, industriale e sociale, il sistema di interlocuzioni attivato dall’azienda è chiamato a fornire indicazioni più concrete sul percorso di risanamento.

Il punto di caduta della vicenda è noto: l’emersione di extra-costi su diverse commesse in costruzione, che ha inciso sulla marginalità e sulla liquidità del gruppo, aprendo una fase di tensione che si è rapidamente riflessa anche sul titolo in Borsa e sui rapporti con stakeholder e filiera.

La scelta di ricorrere alla composizione negoziata della crisi segna il passaggio formale a una fase strutturata di gestione delle criticità. La procedura, avviata a metà marzo, prevede l’affiancamento di un esperto indipendente, Enrico Terzani, presidente dell'Ordine dei commercialisti di Firenze, e l’attivazione di misure protettive del patrimonio nei confronti dei creditori, con l’obiettivo di favorire la continuità aziendale e il riequilibrio economico-finanziario.

Sul fronte della filiera, sono in corso accordi con i fornitori, finalizzati a consentire una ripresa progressiva delle attività. L’indotto interessato coinvolge circa 1.500 addetti, elemento che evidenzia la rilevanza territoriale della vicenda.

Parallelamente, è stato avviato un confronto con 17 società armatrici titolari di commesse in essere. In questo ambito viene richiesto loro un contributo economico aggiuntivo, con l’obiettivo di riequilibrare i maggiori costi sostenuti sui progetti in costruzione. Operazione tutt'altro che semplice.

Si lavora anche sul sistema bancario, con il quale è in corso un’interlocuzione per la ristrutturazione dell’indebitamento. Un passaggio che segue l’operazione già realizzata nel giugno 2025, quando Monte dei Paschi di Siena, UniCredit e Deutsche Bank avevano concesso a TISGun finanziamento complessivo pari a 115 milioni di euro.

Sul piano delle cause, la linea indicata dal vertice aziendale è chiara: la crisi sarebbe riconducibile a irregolarità nella gestione delle commesse, con un sistema interno che avrebbe alterato dati contabili e flussi informativi. Da qui la decisione di procedere con un’azione legale nei confronti di alcuni ex dirigenti apicali.

Il quadro si inserisce in una fase già segnata da segnali di debolezza: rallentamento delle nuove commesse, erosione della cassa e necessità di un intervento diretto dell’azionista di riferimento, Giovanni Costantino che è anche il fondatore del gruppo carrarino, con un finanziamento da 25 milioni di euro per sostenere la liquidità e garantire la continuità operativa.

Sul fronte dei mercati finanziari, la reazione è stata immediata e significativa, con un forte ridimensionamento della capitalizzazione e oscillazioni marcate del titolo, a conferma della perdita di fiducia degli investitori nel breve periodo. Il titolo TISG, quotato all’Euronext Milan, solo nell’ultimo Performance mese ha fatto registrare un  -58,68%, chiudendo venerdì a 0,91 euro per azione.

Accanto alla dimensione finanziaria, si è aperto un fronte sociale rilevante. Le organizzazioni sindacali hanno espresso preoccupazioni sia per i dipendenti diretti sia, soprattutto, per l’indotto, dove si concentrano i rischi maggiori legati ai ritardi nei pagamenti e all’incertezza sui tempi del risanamento.

Il tema della filiera è centrale per un gruppo come TISG, che opera su commesse complesse e ad alta integrazione industriale, dove la continuità produttiva dipende da una rete articolata di fornitori, subappaltatori e lavorazioni specialistiche.

In parallelo alla gestione della crisi, la scorsa settimana si è registrato anche un riassetto dell’azionariato, con la riduzione della partecipazione da parte di Marc Coucke, imprenditore belga entrato nel capitale di TISG nel 2021, acquisendo una partecipazione del 11,395, che ha diluito portandola al 9,753%. Un elemento che contribuisce a ridefinire gli equilibri societari in una fase già delicata.

A livello internazionale, la vicenda è seguita con attenzione anche dalla stampa specializzata, che evidenzia come la situazione del gruppo rappresenti uno dei casi più rilevanti recenti nel segmento dei superyacht, sia per dimensioni industriali sia per implicazioni sulla governance.

È in questo contesto che il 30 marzo assume un valore particolare. Per oggi è infatti previsto un vertice convocato dal prefetto di Massa-Carrara convocato dal Prefetto, con la partecipazione di Giovanni Costantino o dei suoi rappresentanti, della Sindaca della città, Serena Arrighi, dell’Autorità portuale e delle organizzazioni sindacali. Il tavolo rappresenta un momento di verifica del percorso avviato: da un lato l’avanzamento della due diligence interna e delle analisi sulle commesse, dall’altro lo stato delle trattative con banche, clienti e stakeholder di cui vi abbiamo parlato.

Più che una soluzione immediata, è realistico attendersi indicazioni su tempi, strumenti e perimetro del piano di risanamento. In altre parole, il passaggio da una fase emergenziale a una fase strutturata.

Per The Italian Sea Group si tratta di un momento cruciale: la capacità di mantenere la continuità industriale, preservare la filiera e ristabilire un equilibrio finanziario credibile determinerà non solo l’esito della crisi, ma anche il posizionamento futuro della nautica italiana: nella vicenda c'è in gioco anche la credibilità della nostra yacht industry.

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