Vittorio Ruello: Il mare non è solo scenario, ma sistema economico e culturale
Vittorio Ruello: Il mare non è solo scenario, ma sistema economico e culturale
Nel panorama della nautica internazionale, Vittorio Ruello unisce esperienza operativa e visione culturale. Shipbroker con attività nei mercati del Mediterraneo e nei principali bacini mondiali, esperto in ecologia marina e autore, Ruello sviluppa oggi un progetto che integra economia del mare, comunicazione e produzione mediatica.
Lo abbiamo intervistato per approfondire il legame tra attività marittima, narrazione e sviluppo territoriale.
PressMare - La sua attività internazionale come shipbroker e i rapporti con porti e realtà marittime in diversi Paesi quanto incidono sulla sua produzione editoriale e mediatica?
Vittorio Ruello - Incidono in modo determinante. Il mare, per me, non è mai stato un elemento astratto o esclusivamente narrativo. È un sistema complesso fatto di logistica, economia, relazioni internazionali, sostenibilità ambientale.
L’esperienza maturata tra Mediterraneo e mercati extraeuropei mi ha permesso di osservare come porti, marina e cantieristica siano nodi strategici di sviluppo. Nei miei libri e nei progetti media porto questa visione concreta: il mare come infrastruttura economica e come spazio culturale.
PM - Lei parla di “Triarchia” come metodo applicabile anche alla nautica. Di cosa si tratta?
VR - Triarchia è un sistema di comunicazione strategica che integra tre dimensioni: identità, mercato e narrazione.
Nel settore nautico significa superare la semplice promozione commerciale di charter, brokeraggio, cantieri o marina resort. Occorre raccontare l’esperienza del mare, il bisogno che intercetta e il valore che genera.
Turismo nautico, servizi portuali, refitting, ospitalità e comunicazione internazionale devono dialogare tra loro. Solo così si costruisce un posizionamento competitivo stabile.
PM - Ha accennato alla possibilità di sviluppare un polo nautico e mediatico in Sardegna. Quale modello immagina?
VR - La Sardegna possiede condizioni naturali e strategiche uniche nel Mediterraneo. Ma il potenziale può essere ulteriormente valorizzato attraverso un’integrazione tra porticcioli turistici, servizi nautici evoluti, cantieristica specializzata e comunicazione internazionale.
Un polo nautico e mediatico significherebbe attrarre investimenti, rafforzare l’indotto e promuovere il territorio non solo come destinazione turistica, ma come hub del Mediterraneo.
La comunicazione, in questo contesto, diventa leva economica e non semplice supporto promozionale.
PM - Cinema e serialità stanno tornando a raccontare il mare. Quale impatto può avere questo fenomeno sul settore?
VR - L’impatto è significativo. Serie TV, documentari e produzioni cinematografiche ambientate sul mare generano visibilità internazionale e attivano dinamiche di promozione territoriale molto efficaci.
Il mare è uno spazio narrativo potente: identità, avventura, tecnologia, sostenibilità. Se integrato in una strategia coordinata, può favorire turismo nautico, eventi, investimenti e reputazione internazionale. Stiamo anche lavorando a format e serie ambientate tra Mediterraneo e mercati internazionali, dove il mare è protagonista economico oltre che narrativo.
PM - Genova e la tradizione ligure del mare rappresentano un patrimonio storico rilevante. Quale prospettiva vede per il loro rilancio?
VR - Genova è storicamente uno dei cuori marittimi del Mediterraneo. Oggi può rafforzare questo ruolo integrando tradizione, innovazione e comunicazione.
Cantieristica, saloni nautici, editoria specializzata e produzione mediatica possono contribuire a rilanciare una cultura marittima che non è solo memoria storica, ma asset economico attuale.
PM - Quali sono i suoi prossimi progetti?
VR - Sto lavorando a nuovi libri e a format per serie TV e progetti documentaristici legati al mare. Parallelamente, continuo a sviluppare progetti di comunicazione nautica internazionale, con l’obiettivo di connettere economia marittima, territorio e narrazione.
Il mare, oggi più che mai, richiede una visione integrata: infrastruttura, industria, cultura e media devono procedere insieme.
Angelo Colombo
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