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GerrisBoat: la start up italiana che guarda al futuro della nautica

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GerrisTender, evoluzione del progetto GerrisBoats
GerrisTender, evoluzione del progetto GerrisBoats

GerrisBoat è la start up fondata lo scorso febbraio dagli ingegneri e progettisti Massimo Verme e Roberto Rossi di Verme Projects. Si tratta di una realtà che ha preso piede solo negli ultimi mesi ma sta già attirando l’attenzione degli appassionati di nautica, dei professionisti del settore e di alcune amministrazioni pubbliche.

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“GerrisBoat”… Un nome curioso che evoca il piccolo “Gerris”, l’insetto capace di pattinare sugli specchi d’acqua sfiorandola con i soli tarsi delle zampe. E qualcosa di simile fanno le barche pensate e progettate dallo studio Verme Projects di Lavagna, luogo in cui è nata l’idea di produrre imbarcazioni ecologiche, a impatto sostenibile, che possano essere fruibili per diversi scopi. Inizialmente immaginate per il trasporto pubblico in Water Taxi e Shuttle le GerrisBoat, safe foiling elettrici ad alta tecnologia ed efficienza, sono state oggetto di un accurato studio orientato alla valutazione delle esigenze e delle criticità degli spostamenti su acque interne come laghi, fiumi o canali navigabili in Italia e all’estero.

GerrisBoats
Il progetto GerrisBoats

Mezzi di questo genere devono avere requisiti ben precisi: devono essere poco rumorosi, formare poca onda, avere bassi consumi e quindi costi contenuti, essere sicuri e accessibili a chiunque… Tutti input che hanno attivato il complesso processo progettuale che ha portato all’ideazione di imbarcazioni con peculiarità dimostrate, come le GerrisBoat.

Si tratta di una piattaforma nautica con uno scafo unico nel panorama tecnico attuale, costituito da un siluro propulsivo sommerso, che include tutti i componenti di propulsione primaria, commutabili in un impianto a idrogeno o a GNL (gas naturale liquefatto). Oltre a essere notevolmente silenzioso, è munito di ali e flap e di due scafi laterali mobili, che scorrono su montanti. La configurazione è pertanto quella di un trimarano di circa 12 metri, caratterizzato da scarsa resistenza all’acqua e conseguente ridotta formazione di onde, con corpo centrale e sovrastruttura intercambiabile che può quindi essere considerata alla stregua di un allestimento.

GerrisBoats
GerrisBoat

Grazie alla sua configurazione, la GerrisBoats genera un limitato spostamento d’acqua durante il foiling anche a bassi regimi, quindi è all'interno del limite di energia delle onde previsto dalle amministrazioni, nell'intera gamma di velocità operative.

Il pescaggio è limitato, il che permette di superare il problema di navigazioni in acque soggette a limitazioni.

In aggiunta, l’assetto è regolabile: i due scafi laterali mobili fanno sì che la posizione della piattaforma Gerris possa essere modificata rispetto alla superficie dell’acqua, fino a raggiungere l’altezza del molo. Ne deriva che chiunque, dal disabile alla signora in abito da sera, possa imbarcarsi facilmente e in totale sicurezza.

Le carene laterali hanno un'altra importante funzione per l'accessibilità: le simulazioni effettuate hanno infatti dimostrato che controllano il rollio a barca ferma più efficacemente di altri mezzi di stabilizzazione, inclusi quelli giroscopici.

Massimo Verme
Massimo Verme

Altro elemento di notevole interesse è il trim control durante la navigazione, che favorisce un assetto praticamente orizzontale del mezzo in movimento, privilegiando il comfort in ogni fase dello spostamento perché la barca non plana, la prua non si alza e le onde hanno una incidenza praticamente nulla sullo scafo.

Immaginiamo una situazione-tipo. Quando si avvicina al molo, a bassa velocità, la piattaforma di GerrisBoat assume un assetto a trimarano. La barca arriva in banchina per l’imbarco dei passeggeri, viene attivata la stabilizzazione del rollio mediante regolazione in altezza delle carene laterali e lo scafo è portato in linea con il molo. A questo punto la passerella si apre senza dover ricorrere a pedane o rampe ausiliarie per l’accesso a bordo.

Una volta completata questa operazione, GerrisBoat è pronta per ripartire e volare sui suoi foil e sui flap che vengono controllati elettronicamente. Vola a velocità molto più basse rispetto ad altre imbarcazioni foil per mezzo di un controllo elettronico delle ali immerse. La potenza installata è molto bassa, 50 kW, il che è sinonimo di bassi consumi e le batterie garantiscono un’autonomia di quattro ore nel profilo operativo standard e necessitano di un’ora di tempo per la ricarica completa.

Roberto Rossi
Roberto Rossi

Ma veniamo al foiling: dalle recenti applicazioni abbiamo imparato che l’impiego di “ali”-i foil- abbinate allo scafo regala maggiore portanza, ovvero spinta perpendicolare verso l’alto in planata, tale che lo scafo si solleva dall’acqua, liberandosi dal disturbo delle onde favorendo, conseguentemente, una navigazione più confortevole. Nulla di nuovo, se si pensa che Forlanini a inizio secolo aveva già concretizzato un prototipo di foil e che dagli anni ‘50 il loro utilizzo era già diffuso per usi civili. Dagli aerei si è poi passati a un crescente impiego nella nautica, per gli aspetti positivi pocanzi descritti. Ma chi ha già avuto occasione di sperimentare l’elettrizzante sensazione di “volare sull’acqua” saprà che a velocità elevate corrisponde maggiore instabilità e in caso di arresto dovuto a un guasto o a un malfunzionamento l’impatto sulla superficie può essere violento e pericoloso. Nelle regate professionali si è ovviato a questo problema studiando ali regolabili; GerrisBoat ha fatto lo stesso, migliorando stabilità e manovrabilità del mezzo e l’accurata progettazione ha fatto sì che le strutture laterali mobili permettano un atterraggio morbido senza rischi in caso di imprevisti!

Pertanto, potremmo definire le GerrisBoat delle barche da “piacevole passeggio”, in estrema sicurezza.

GerrisTender
GerrisTender, evoluzione del progetto GerrisBoats

Non stupisce che questa startup sia riuscita a coinvolgere nomi altisonanti della nautica internazionale, manager e tecnici che hanno scelto di sostenere lo sviluppo progettuale ed economico di questa idea. E non è un caso che GerrisBoat sia già stata premiata in occasione del recente Salone Nautico di Genova con il “Design Innovation Award” per la categoria multiscafi. La motivazione? La citiamo: “Per una nuova concezione di utilizzo dello scafo a servizio di ampia gamma di utenze. Per l’impiego di sistemi di propulsione full-electric, con varianti a idrogeno, e l’elevata autonomia consentita dalla bassa resistenza all’avanzamento.”

C’è ben poco da aggiungere: GerrisBoat non ha inventato nulla di nuovo ma probabilmente ha realizzato un progetto piuttosto completo che colma alcune lacune dei suoi principali competitor, legate specialmente alla sicurezza della navigazione in foiling e all’accessibilità a bordo, grazie a una versatilità dell’approccio in banchina. L’assetto in navigazione, così orizzontale e stabile è senza dubbio un ulteriore punto di forza, unitamente alla facilità di manutenzione delle batterie e dell’intero sistema di propulsione.

Mancava però qualcosa a questa iniziale idea: l’appeal, elemento così apparentemente frivolo ma in fondo prezioso. A volte la bontà di un progetto non sfugge all’occhio attento di chi di qualità se ne intende… Ma altre volte non basta, specie in un settore che di cose belle e ben fatte ne “sforna” parecchie e c’è bisogno di un tocco in più per farsi notare, almeno in prima battuta.

GerrisBoats
GerrisBoats

GerrisBoat e gli ingegneri di Verme Design hanno capito che il progetto di una start up chiede di essere anche appetibile e seducente per attirare l’attenzione nel complesso mercato nautico: ecco perché hanno già implementato il loro prototipo in lavorazione e alla proposta del taxi boat si aggiunge quella di un affascinante tender per mega yacht, con una estetica più accattivante e soluzioni ancor più innovative come il siluro ritraibile dello scafo per abbattere i limiti di pescaggio… giusto per dare qualche anticipazione.

Tanti fatti e concetti chiari, per una start up tutta italiana che spera di veder presto realizzato il suo primo prototipo.

Massimo Verme è un ingegnere e progettista impegnato da quasi 30 anni nel design integrato, che ha fatto di esperienza, innovazione tecnologica e affidabilità tre fattori imprescindibili.

La sua carriera vanta all’attivo ben 8 brevetti e svariati premi, riconoscimenti e pubblicazioni, per il contributo offerto in modo trasversale a settori eterogenei, sfruttando competenza e rigore professionali e facendo un eccellente uso della contaminazione. Ma la sua predilezione è la progettazione nautica e sebbene non si definisca un “uomo di mare”, è un uomo e un professionista “di nautica”. 

All’inizio di quest’anno, insieme a Roberto Rossi ha fondato GerrisBoat e persegue con appassionata determinazione la sua idea di costruire una imbarcazione elettrica, un safe-foiling con tutte le carte in regola per inserirsi nel settore del trasporto pubblico in acque interne e, con piccoli accorgimenti, risultare interessante anche per altri impieghi. Consapevole della competitività che regna nel settore nautico, ha parallelamente ideato una configurazione più glamour, adattabile all’esclusivo impiego come tender per yacht di lusso.

Il suo impegno è sinonimo di quella voglia di fare, tutta italiana, che inizialmente motiva i giovani talenti e  alimenta poi la passione di chi intorno a quella vocazione ha costruito un mestiere, forte delle proprie idee e della volontà di vederle prender forma.

Priscilla Baldesi

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