Azimut 65 Pininfarina, 1991

Azimut 65 Pininfarina, 1991

Azimut Yachts: i primi 50 anni di una storia di coraggio #2-3

Editoriale

19/12/2019 - 13:09
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Stile e Yacht Design: Azimut Yachts sempre all'avanguardia

 

Dopo aver ricordato nella prima parte dell'articolo come Azimut ebbe inizio, nel1969, Roberto Franzoni parla di quelli che sono stati i punti di forza alla base del successo del marchio e poi del Gruppo Azimut/Benetti: stile e design.

 

Quello della copia, fenomeno insopprimibile che attanaglia la creatività degli innovatori, è sempre stato un problema per Azimut. La differenza fra creare e copiare non sta solo nell'originalità dell'idea, nel primato della creatività, ma è il frutto di un processo industriale da cui il prodotto esce come summa di molteplici competenze, frutto di una complessità di investimenti in tutti gli ambiti dell'interesse progettuale.

 

 

La qualità costruttiva, a partire dai materiali, l'ingegnerizzazione raffinata e minuziosa del progetto, le tecnicalità dell'impiantistica, la sicurezza di tutte le componenti della barca e quindi della barca in navigazione, sono il background, il "dietro le quinte" di scelte stilistiche avanzate e coraggiose, che rappresentano certo l'aspetto più attraente, ma che possono essere applicate solamente se parte di un processo complessivo. Non è stupefacente che tanti copino, o anche semplicemente adottino soluzioni identiche, è il destino dei capiscuola.

Ma le copie sono limitate alla facciata, a una porzione del tutto. Sono solo il recupero di alcune parti, certo importanti, di quel processo ideativo, costruttivo, industriale, che fa di una barca Azimut un prodotto unico nel settore.

Le dinamiche interne del cantiere, il centro studi, il centro stile, l'ufficio tecnico, i centri di ricerca, la robotizzazione non sono copiabili, sono interiorizzati nel Dna dell'Azimut e non sono né identificabili, né leggibili da nessuno. Questa organizzazione industriale, e questa approfondita specificità nel sistema produttivo, consentono di offrire agli armatori Azimut la Master Guarantee sui motori, sull'osmosi e sugli scafi per cinque anni, e il Master Service con l'innovazione del doppio tagliando ancora una volta di origine automobilistica. Questi tipi di service, e questa attenzione all'after sale, caratteristiche del mondo maturo e iperconcorrenziale dell'auto, sono stati molto apprezzati da una clientela sempre più esigente, sempre più coccolata, fino a essere viziata, dai produttori di beni di consumo, dalle auto alle cucine, dalle moto agli hi-fi. Azimut è il primo gruppo produttore di motoryacht ad aver metabolizzato questa cultura del servizio post vendita, ad averla trasformata in una dinamica attiva verso il consumatore.

La qualità costruttiva, a partire dai materiali, l'ingegnerizzazione raffinata e minuziosa del progetto, le tecnicalità dell'impiantistica, la sicurezza di tutte le componenti della barca e quindi della barca in navigazione, sono il background, il "dietro le quinte" di scelte stilistiche avanzate e coraggiose, che rappresentano certo l'aspetto più attraente, ma che possono essere applicate solamente se parte di un processo complessivo.

Azimut, fin dai suoi esordi, ha contribuito a creare quell'humus di intelligenze, di elaborazioni, di soluzioni che, dall'industria più avanzata del Paese, si potevano riversare a pioggia anche su altri settori di caratteristiche più artigianali e manifatturiere, nel senso etimologico del termine, come l'industria nautica. Certamente Vitelli e i suoi uomini hanno sempre avuto il coraggio di lanciare non solo il cuore, ma anche il cervello e le idee oltre l'ostacolo, per proporre al mercato non soltanto prodotti, ma prodotti originali, che addirittura potessero diventare generatori di comportamenti d'uso, di stili di vita, di modi nuovi di vivere il mare.

Dai primi passi nella produzione Azimut ha cercato, promosso e sponsorizzato la creatività di giovani architetti e designer. A parte una firma sicura come quella dell’ingegnere genovese Ugo Costaguta per la carena del 105 Failaka, Azimut ha lanciato nel firmamento dei grandi progettisti Terry Disdale, divenuto poi uno dei protagonisti sulla scena della progettazione di megayacht.

Negli anni 90 nasce la collaborazione con il giovane e vitale designer Stefano Righini, un’artista prima di essere uno yacht designer, che Vitelli adotta come stilista della casa e che da allora firma la gran parte delle imbarcazioni del cantiere. Il suo stile personalissimo ha fatto scuola, imponendo il design Azimut come standard dell’industria nautica mondiale, a partire da quella finestra ovale che ha segnato la svolta stilistica degli yacht di Avigliana, alle finestre a pinna di squalo che per il decennio successivo li hanno caratterizzati, alle finestrature a riquadri della serie S.

Negli interni la lunga collaborazione con Carlo Galeazzi ha contribuito a una definizione forte di uno stile Azimut combinato dagli esterni di Righini e dagli interni di Galeazzi che hanno esportato nel mondo quel Made in Italy raffinato ed esclusivo di cui Azimut è divenuto ambasciatore qualificato.

Con i primi anni 2010 entrano in cantiere altre figure creative come Francesco Guida, affermato stilista e designer di composita esperienza, Achille Salvagni, raffinato architetto d’interni, e più recentemente Alberto Mancini, giovane archistar di grande successo già pluripremiato a meno di 40 anni. Tutti introducono linguaggi contemporanei, che rileggono in chiave lussuosa un minimalismo confortevole composto di ricca semplicità, un apparente ossimoro che raggiunge invece vertici espressivi senza fronzoli, ma con la sostanza del segno e del materiale. Appassionato di car design, Mancini si ricollega a quella cultura dell’auto che aveva caratterizzato le origini del cantiere, origini torinesi, origini vicine al più grande fabbricante di auto d’Italia.

Roberto Franzoni

terza e ultima parte dell'articolo

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