Home > Comunicazione > Press Mare > World Sailing: di male in peggio nell'affaire offshore keelboat

World Sailing: di male in peggio nell'affaire offshore keelboat

 Stampa articolo
World Sailing, voto elettronico contestato
World Sailing, voto elettronico contestato

AGGIORNAMENTO del 13 dicembre 2018

Aggiorniamo la brutta questione con gli ultimi sviluppi pubblicati dal collega Michele Tognozzi di FareVela.net. Innanzitutto, ai tre voti erroneamente attribuiti se n’è aggiunto un quarto, il che abbassa ulteriormente, al 70%, su un quorum richiesto del 75%, i voti favorevoli alla riapertura del caso. Se fossero stati correttamente registrati non se ne sarebbe fatto nulla.

Di maggior interesse è la lettera di uno dei consiglieri, l’ungherese Gyorgy Wossala, 77 anni, che rappresentò la sua nazione nel Soling alle Olimpiadi di Savannah del 1976. Il consigliere non solo ribadisce la sua posizione ma accusa in modo diretto il presidente della Federvela francese di conflitto d’interesse. Nicolas Henard avrebbe presso il posto del consigliere francese senza averne delega, quindi ha votato una modifica, così significativa per tutto il movimento della vela olimpica, per la quale ha pubblicamente dichiarato di aver organizzato a finanziato una attività di lobbying. Wossala richiede quindi di invalidare la votazione della Submission 037/18.

Di male in peggio dalle parti della federvela mondiale, World Sailing. A seguito della Conferenza annuale in Florida avevamo pubblicato queste considerazioni di un delegato italiano, Riccardo Simoneschi: https://www.pressmare.it/it/comunicazione/press-mare/2018-11-17/perche-la-vela-olimpica-nella-burrasca-riflessioni-sarasota-17751

Il nostro pezzo del 4 dicembre, dove si illustra la contestazione del voto che ha permesso di estromettere il Finn e inserire una barca a chiglia per una regata offshore alle Olimpiadi di Parigi 2024, specifica che Tom Ehman, animatore del sito Sailing Illustrated che ha tirato fuori la vicenda, ha inviato una richiesta di chiarimenti a World Sailing. (qui il link all’articolo https://www.pressmare.it/it/comunicazione/press-mare/2018-12-04/world-sailing-sotto-accusa-c-e-del-marcio-in-danimarca-17992)

Tale risposta non è arrivata al sito in questione, ma ai membri del Council e rigetta l’ipotesi di rivedere quanto già approvato. Queste le testuali parole di risposta che si trovano in rete: “Consequentially, whilst we understand that three Council members may have wished to have made a different selection on their voting pad, or indeed to have made a selection at all, there is no conclusive evidence to show any failure of the voting system and the record of the votes should remain as recorded”. Tradotto e riassunto: non si può dimostrare che il voto differente attribuito ai tre consiglieri sia stato causato da problemi tecnici del sistema elettronico, dunque il voto rimane valido.

Peccato che in rete si possa trovare questo video https://youtu.be/-eQorvKnZyc nel quale si evidenziano gli intoppi durante le prove di voto elettronico. A voler esser stata trasparente, World Sailing avrebbe dovuto procedere con un sistema tradizionale e non segreto di voto, ma così non è stato. A voler fugare ogni dubbio si dovrebbe sottoporre nuovamente a votazione la urgent submission, anche se appare evidente che oggi, mancando l’effetto sorpresa che ha colto alla sprovvista i sostenitori del Finn, non avrebbe più il quorum per essere discussa. L’idea che il CEO Hunt vorrebbe far passare è che i tre consiglieri si siano sbagliati a schiacciare il pulsante del vote-pad. Non sussiste infatti l’ipotesi che i tre abbiano cambiato idea successivamente al voto, poiché si sono sempre pubblicamente dichiarati contrari alla Offshore Keelboat e alla urgent submission numero 037/18.

Ripetiamo ancora una volta che non stiamo discutendo dell’opportunità o meno di avere alle Olimpiadi la Offshore Keelboat, ma delle modalità di gestione di World Sailing che appaiono decisamente opache e prestano il fianco a sospetti. Il principale indiziato è il CEO britannico Andy Hunt, mentre il presidente danese di World Sailing, Kim Andersen, appare più come una figura di rappresentanza messa sulla poltrona più alta ad asseverare il lavoro del CEO. Non è chiaro chi dovrebbero essere i beneficiari di queste decisioni: lo sport della vela, asseriscono i diretti interessati, perché altrimenti il CIO sarebbe pronto a “farla fuori”. Però è interessante notare come non si sia più parlato di questa possibilità da quando il vicepresidente e tesoriere del CIO, Ser Miang Ng, si è scagliato contro il modus operandi di World Sailing. Potrebbe essere una conferma indiretta che la mancata permanenza della vela tra gli sport olimpici fosse una scusa per coprire interessi diversi.

Lettera a World Sailing dalle federvela sudamericane
Lettera a World Sailing dalle federvela sudamericane

Lettera a World Sailing dalle federvela sudamericane
Lettera a World Sailing dalle federvela sudamericane

Dopo che alcune federazioni nazionali (MNA), tra cui la nostra FIV, avevano da subito chiarito che il loro voto per ridiscutere della Offshore Keelboat era stato contrario, è arrivata una presa di posizione molto decisa da parte delle federazioni veliche del Sudamerica, cui si spera possano far seguito analoghe azioni da parte delle altre federazioni veliche nazionali. Qui accanto pubblichiamo la lettera messa online da Sailing Illustrated.

In particolare, la lettera sottolinea come il responsabile per l’affidabilità del sistema di voto e la sua correttezza sia il CEO Andy Hunt, si definisce come inadeguata la risposta da lui ricevuta e si chiede una commissione d’inchiesta esterna sull’accaduto. Circa la validità del voto e le decisioni che ne sono conseguite, la lettera propone di chiedere ai tre membri di ratificare ufficialmente il voto come espresso nelle minute contestate, cosa che evidentemente gli interessati non farebbero mai.

Vale la pena notare, inoltre, questo sospetto di un sabotaggio nel voto… una perifrasi per dire che il voto è stato truccato ma non ci sono le prove? Aggiungiamo: chi garantisce la totale certezza che i risultati elettronici non possano essere modificati? Chi avrebbe interesse a sabotare il voto? Che lo sport olimpico, non solo la vela, abbia nel denaro l’elemento predominante è evidente e purtroppo nella natura delle cose umane, ma qui si va oltre la decenza. Allo stato delle cose, se non ci sarà una marcia indietro, non resta che attendere le decisioni finali del Comitato Olimpico ma, lo ripetiamo, qui è un problema di trasparenza e democrazia del massimo organo di gestione dello sport velico.

Giuliano Luzzatto
@gluzzatto

Le ultime notizie di oggi
 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Pressmare