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La nautica, i Navicelli e il PD toscano

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Un dettaglio del Canale dei Navicelli visto con Google Maps
Un dettaglio del Canale dei Navicelli visto con Google Maps

Come abbiamo avuto modo di scrivere più volte, la Toscana è la Regione forse più sensibile alle potenzialità di investimenti e posti di lavoro che possono essere creati dalle attività nautiche. Un’ulteriore conferma ci è venuta ieri dall’incontro che il presidente regionale Enrico Rossi ha avuto con il Presidente della spa Navicelli, Giovandomenico Caridi, la startup industriale della metallurgia innovativa e della manifattura additiva, Numanova, e i cantieri nautici, le darsene, i rimessaggi, insomma gli operatori di settore dell’area. La premessa per sottolineare l’atavica vocazione dell’area per la nautica, tanto è vero che nel territorio tra Pisa e il mare le iniziative imprenditoriali nella nautica sono tantissime e interessano a livello progettuale e di startup anche l’Università si Pisa e sue emanazioni.  La predisposizione è antica, visto che il Canale dei Navicelli è nato per comune volontà di Pisa e Livorno nel lontano ‘500. Senza dimenticare le attività cantieristiche esistenti e poi sviluppate dai Medici a Limite sull’Arno, nello splendore di Firenze, che poi hanno avuto come erede lo storico Cantieri di Pisa, proprio sui Navicelli, poi imitato da cantieri più recenti, che usufruiva appunto nei decenni scorsi di quella via d’acqua più navigabile e sicura per portare le sue belle imbarcazioni e poi navi da diporto a Livorno, al mare. Per questo abbiamo apprezzato l’iniziativa del presidente della Regione, Enrico Rossi, di incontrare ieri a Pisa, amministratori e operatori di quell’area per promuovere un accordo di programma tra Regione, Comune di Pisa e Navicelli spa, che dovrebbe superare i nodi ancora non sciolti per il pieno utilizzo dell’area. Il suo viaggio sarà stato anche elettorale, ma per quanto ci riguarda è un’importante testimonianza del sostanziale valore che il PD riconosce alla nautica, sapienza che nasce dall’amministrazione di gran parte se non totalità dei comuni costieri toscani, e vuole attrarre altre iniziative e investimenti. "Potremmo inserire nell'accordo - ha spiegato il presidente - la soluzione ai nodi infrastrutturali che limitano le vostre potenzialità, a partire dalla necessità di scavare il fondale fino a raggiungere una profondità di 3,5 metri. Poi avviare gli interventi sulla foce per fare in modo da garantire l'entrata e l'uscita delle navi. Infine, dobbiamo sciogliere il nodo rappresentato dalla scarsa altezza del ponte dell'autostrada che scavalca il canale, finanziando la realizzazione di una conca di navigazione che permetta di abbassare il livello dell'acqua di almeno un metro per rendere possibile il transito di yacht fino a 70 metri di lunghezza".

E’ evidente l’entusiasmo suscitato tra gli operatori presenti e rappresentati che hanno confermato la volontà già espressa di intervenire con propri capitali alla realizzazione. Così Rossi ha concluso "Credo che la Regione potrebbe intervenire sulle rate di un eventuale mutuo. In ogni caso vi invito a partecipare a breve ad una riunione a Firenze per definire meglio tutti gli aspetti. Il mio obiettivo à quello di arrivare alla firma di un Accordo di programma entro un paio di mesi". Almeno in Toscana la nautica non costituisce un tabù e siamo certi che anche se, come sembra, Rossi dovesse assumere l’incarico di segretario del PD, il programma sarà sicuramente attuato. Perché Renzi non stimola la ripresa della nautica anche in altre regioni governate dalla sinistra?

LP

 

 

 

 

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