Itama 70: la prova al Cannes Yachting Festival

Itama 70: la prova al Cannes Yachting Festival

Itama 70: il test in mare del più classico dei motoryacht open Made in Italy

Barca a motore

04/11/2026 - 11:16

Chi ha navigato su un Itama sa che alcune cose non si toccano. La prua lunga e sgombra, il parabrezza che avvolge il pozzetto, il timone all’aria aperta, un profilo basso che non alza sovrastrutture sopra la linea del ponte. Mario Amati, che fondò il cantiere nel 1969, sosteneva che un Itama non deve cambiare ogni anno per inseguire le mode. Il 70 rispetta questa regola. Prova però a rispondere a una domanda che su un open di 21 metri prima o poi arriva: quanto si può chiedere alla vita sottocoperta senza togliere qualcosa a quella in coperta?

La risposta del cantiere passa soprattutto da una scelta: la cabina armatoriale a poppa, in un layout con tre cabine e tre bagni. Abbiamo provato il 70 in occasione della sua prima mondiale al Cannes Yachting Festival di settembre, prima ancora di essere esposto al Salone Nautico Internazionale di Genova. Gli armatori Itama lo avevano già visto a luglio a Porto Rotondo, durante l’Itama Power Circle. La prima unità, quella mostrata ai saloni e oggetto della nostra prova, è scesa in acqua il 21 maggio scorso nel cantiere di Ferretti Group a Marina di Ravenna, con l’armatore e la sua famiglia presenti al varo.

Il secondo capitolo del rinnovamento, con una nuova firma

Per chi non lo sapesse, il nome Itama è il cognome del fondatore, Amati, letto al contrario. Dal 2004 il marchio fa parte di Ferretti Group e oggi la gamma comprende 45RS, 54, 62RS, 70 e l’ammiraglia 75. Il 70 è il secondo dei cinque modelli previsti dal rinnovamento ed era stato anticipato a gennaio al boot di Düsseldorf. Il primo è stato l’Itama 54, 16,44 metri disegnato da Tommaso De Luca e varato a Ravenna l’11 luglio 2025. Da quella barca il 70 eredita il prendisole di prua incassato nella coperta e il design delle vetrate che corrono lungo la fiancata.

Per le linee esterne, però, il gruppo ha cambiato mano. Il progetto è di Vallicelli Design, lo studio romano fondato nel 1976 da Andrea Vallicelli, l’architetto, professore ordinario di Disegno Industriale presso la Facoltà di Architettura di Pescara, che negli anni Ottanta disegnò "Azzurra" per la Coppa America. Un progettista che ha avuto lustro dalla vela ma che è cresciuto nell'ambito dei motoryacht, chiamato qui a lavorare su un’identità tra le più riconoscibili del comparto nautico italiano. Gli interni sono invece di IdeaeItalia, di Alessio Battistini e Davide Bernardini, brillante studio che vanta una lunga collaborazione con il gruppo forlivese, avendo firmato una dozzina di modelli Ferretti Yachts e un paio di Wally sempre per ciò che riguarda l'interior design.

La barca viene costruita a Marina di Ravenna, nel sito che Ferretti ha rilevato da Rosetti Marino nel marzo 2023 e per il quale sono stati investiti circa 40 milioni di euro, poi altri 40 per nuove aree produttive e un centro di ricerca e sviluppo. A regime lo stabilimento dovrebbe aumentare di circa il 20% la capacità produttiva del gruppo.

Il design degli esterni

Il profilo è quello che ci si aspetta da un Itama. L’intervento più importante di Vallicelli è uno di quelli che a colpo d’occhio quasi non si vede: la giunzione tra scafo e coperta è stata portata nella parte più alta dello scafo, al limite del ponte, e il bottazzo ora coincide con la linea di cavallino. Ne nasce una linea convessa da prua a poppa che, secondo il cantiere, guadagna superficie in coperta, soprattutto nella zona prodiera. Lo specchio di poppa riprende l’inclinazione del dritto di prua, aumentando così l’armoniosità delle linee.

La plancetta è mobile e accoglie un tender fino a 3,25 metri, che si mette in acqua direttamente da poppa senza gru. Per entrare nel pozzetto si passa da una porta divisa in due: la parte superiore si apre a pantografo, quella inferiore si ribalta verso l’esterno e diventa un gradino.

A poppa c’è il grande prendisole, che su un Itama non manca mai. Uno schienale integrato lo collega senza interruzioni alla dinette a U con tavolo in teak, così che chi prende il sole e chi è seduto a tavola restano nello stesso spazio. Di fronte, a dritta, il mobile wet bar ha di serie lavello e frigorifero al quale si possono aggiungere ice maker, grill o piano cottura e un secondo frigorifero a cassetto, fino ad avere due punti di cottura. Quando il bar non serve, un cuscino opzionale lo trasforma in una chaise longue e aggiunge un posto al sole in pozzetto. Il bimini elettrico, con illuminazione integrata, si completa con teli laterali e un’estensione verso poppa per ampliare l’ombra quando serve. Sul lato di dritta un passaggio laterale serve per salire a bordo.

La plancia è a sinistra, con una seduta che ospita fino a tre persone. Di serie monta due display touch da 12 pollici con elettronica Simrad, che a richiesta diventano da 16, la misura scelta per il primo esemplare. La timoneria elettroidraulica Xenta può essere abbinata a un joystick di manovra, utile nelle manovre in porto. Sono Xenta anche i correttori d’assetto e le eliche di manovra, con quella di poppa a richiesta.

Come sugli ultimi modelli del marchio, a prua si sale da un’apertura al centro del parabrezza. Il tambuccio per il ponte inferiore è invece spostato verso dritta. Il risultato è che chi va a prendere il sole sul prendisole prodiero non attraversa il passaggio di chi scende sottocoperta, e viceversa.

Il design degli interni

Scendendo si trova un ponte inferiore senza gradini: tutti gli ambienti sono sullo stesso piano di calpestio e ci si muove da poppa a prua senza dislivelli. Le vetrate lungo lo scafo inglobano gli oblò e portano luce naturale in una zona che sugli open tende a restare in penombra. A dritta la dinette ha un divano a L con gavoni e un tavolo allungabile. Di fronte c’è la cucina ad angolo, con un televisore fino a 55 pollici incastonato in una parete, su questa unità, a specchio, così da aumentare la sensazione di spazio a bordo. Lo stivaggio è distribuito con attenzione: stipetti lungo il corridoio e, sotto la scala che collega i due ponti, lo spazio per una lavasciuga.

IdeaeItalia ha lavorato con pelle ed essenze e propone due palette: i toni caldi del dattero oppure quelli più chiari dell’azzurro.

La scelta che più ha condizionato il layout è la cabina armatoriale a poppa, una posizione più comune su open di dimensioni maggiori. Secondo il cantiere permette di sfruttare meglio gli spazi e di ridurre il rumore percepito. Il letto è al centro e a sinistra si apre il bagno privato.

La cabina VIP occupa l’estrema prua. La terza cabina, a sinistra, ha un letto matrimoniale alla francese e, a richiesta, un letto pullman. È la soluzione per chi naviga con figli o con un ospite in più. Il suo bagno ha anche un accesso dal corridoio e fa da bagno di servizio durante il giorno, così gli ospiti non devono entrare nelle cabine.

A richiesta si può avere una cabina equipaggio singola con bagno separato, raggiungibile dal prendisole di poppa senza passare per gli ambienti degli ospiti. Chi gestisce la barca da solo, invece, può trasformare quello spazio in un locale di stivaggio.

Carena e propulsione

La carena è planante, in vetroresina, con trasmissione in linea d’asse. Il dislocamento va da 36.000 chilogrammi a vuoto a 43.000 a pieno carico. I serbatoi portano 4.100 litri di carburante e 700 di acqua. Con quella riserva di gasolio il cantiere dichiara 290 miglia di autonomia in crociera con i motori di serie e 280 con quelli più potenti. Per chi passa molto tempo all’ancora c’è lo stabilizzatore giroscopico Seakeeper NG14, opzionale ma già montato sul primo esemplare.

A chi si rivolge

Il 70 resta un open nel senso più classico: si guida all’aperto, si vive in pozzetto e sul prendisole di prua, e le velocità dichiarate parlano di crociere oltre i 30 nodi. Rispetto agli Itama del passato aggiunge tre cabine con bagno privato, un’armatoriale spostata a poppa, una cucina vera e un ponte inferiore luminoso. È pensato per chi vuole raggiungere in fretta una rada lontana e potersi fermare a dormire con la famiglia o con gli amici. La versione da 1.400 HP già copre questo programma; quella da 1.550 HP aggiunge un paio di nodi per chi la velocità la considera parte del piacere di stare in mare.

La prova

Il mare calmo sottocosta di Cannes ci ha permesso di saggiare innanzitutto le prestazioni offerte dalla coppia di MAN da 1.550 HP con elica a 5 pale, favorendo il raggiungimento di una velocità massima di 38,7 nodi a 2.370 giri al minuto. A questa andatura, lo scafo dell’Itama 70 naviga dolce e senza vibrazioni, anche affrontando le onde di scia incrociate nel trafficato specchio acqueo di Cannes. L’andatura di crociera ideale è intorno ai 25 nodi, ottimo compromesso per raggiungere la destinazione con consumi relativamente contenuti. Durante la navigazione, la configurazione open della coperta da una parte favorisce la visibilità dell’orizzonte e di eventuali ostacoli, dall’altra rende l’area del pozzetto piuttosto ventosa. Ma si sa, gli open non sono fatti per le signore appena uscite dal parrucchiere ma per godersi l'ebbrezza della velocità e il mare in rada. Ciononostante, le qualità di navigazione dell’Itama 70 sono indubbie, con una carena in grado di sviluppare sia velocità sia reattività in manovra, garantendo un raggio di accostata contenuto anche ad andature importanti. Ottima la risposta della timoneria elettroidraulica Xenta, dolce e dall’ottimo feedback, dotata peraltro di funzionalità Autocourse che superati i 12 nodi, dopo un’accostata, riporta automaticamente il timone al centro.

Persone a bordo: 12

Carichi liquidi: Carburante 1.854 litri – Acqua 571 litri

Motorizzazione: 2x1.550 HP MAN con elica a 5 pale

Scheda tecnica

Lunghezza f.t.: m 21,23 – Lunghezza scafo: m 19,30 – Lunghezza al galleggiamento: m 17,21 – Larghezza: m 5,30 – Pescaggio: m 1,75 – Dislocamento a vuoto: kg 36.000 – Dislocamento a pieno carico: kg 43.000 – Riserva carburante: 4.100 litri – Riserva acqua: 700 litri – Portata persone: 16 – Motorizzazione: 2x1.550 HP MAN V12 – Altra motorizzazione: 2x1.400 HP MAN V12 – Layout: 3 cabine + equipaggio (opt.) e 3 bagni.

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