Massimo Perotti, Executive Chairman di Sanlorenzo
Sanlorenzo entra nella cordata per rilevare The Italian Sea Group
Dopo mesi di crisi, ipotesi sul futuro del gruppo e commissari giudiziali al lavoro sul percorso di risanamento, The Italian Sea Group trova per la prima volta un interlocutore industriale con un nome, un peso e una firma: Sanlorenzo. Il gruppo guidato da Massimo Perotti ha annunciato l’adesione al progetto promosso dalla costituenda Polo Nautico Carrara S.r.l. (PNC), la società con funzioni consortili promossa per presentare una manifestazione di interesse, corredata da un’offerta cauzionata, per l’acquisizione dell’intero complesso aziendale del cantiere di Marina di Carrara.
A muovere le prime carte è stato Riccardo Cima, che ha presentato la manifestazione di interesse in nome e per conto dei promotori di PNC sia a TISG sia ai commissari giudiziali nominati dal Tribunale di Firenze, dopo il deposito della domanda di accesso con riserva a uno strumento di regolazione della crisi ai sensi dell’articolo 44 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. L’offerta contiene anche l’impegno a partecipare all’eventuale procedura competitiva che dovesse essere avviata per la cessione dell’azienda.
L’obiettivo dichiarato di Polo Nautico Carrara va oltre la semplice acquisizione del complesso aziendale. La nuova società avrà infatti funzioni consortili e nasce con l’intento di salvaguardare i livelli occupazionali, favorire la ripresa delle attività industriali, sostenere la filiera produttiva e preservare sul territorio le infrastrutture necessarie alle attività di costruzione, refitting, alaggio e varo.
La struttura prevista per PNC assegna il 10% del capitale a una società italiana che Riccardo Cima costituirà insieme ad alcuni fornitori di TISG; il restante 90% dovrebbe invece essere detenuto da due o tre cantieri navali di livello internazionale, con i quali sono in corso interlocuzioni in fase avanzata. In questo contesto Sanlorenzo ha confermato l’intenzione di partecipare al capitale della nuova società con una quota di minoranza e ha rilasciato una lettera di patronage a garanzia delle obbligazioni assunte con l’offerta, fino a un importo pari al 10% del prezzo di acquisto.
Sul tavolo c’è l’intero complesso aziendale di TISG, che dovrà essere trasferito senza debiti e senza crediti. Più articolata la questione delle commesse in corso, la cui prosecuzione e il completamento saranno subordinati alla negoziazione diretta con i rispettivi armatori. Sebbene l’offerta indichi un prezzo per l’acquisizione, sarà la procedura a determinare l’eventuale prezzo base e le modalità della gara competitiva.
“Abbiamo scelto di aderire a questa operazione perché crediamo che il ruolo di un’impresa leader non si misuri soltanto dalla capacità di creare valore economico, ma anche dalla responsabilità di tutelare l’occupazione, preservare competenze strategiche e garantire la continuità di attività produttive che rappresentano un patrimonio fondamentale per il territorio”, ha dichiarato Massimo Perotti. L’Executive Chairman di Sanlorenzo ha inoltre richiamato il contributo già fornito dal gruppo allo sviluppo del Polo Nautico di Viareggio, indicando nella solidità industriale e nella visione di lungo periodo gli elementi che Sanlorenzo intende mettere a disposizione del progetto.
L’efficacia dell’offerta resta subordinata all’esito positivo della due diligence sul complesso aziendale, all’indizione della procedura competitiva e al verificarsi delle ulteriori condizioni previste. La proposta è inoltre formulata sul presupposto che la cessione avvenga nell’ambito di una procedura concorsuale che consenta il trasferimento dell’azienda libero da gravami e senza responsabilità solidale dell’acquirente per i debiti pregressi.
Al di là degli aspetti procedurali, il comunicato segna un passaggio importante nella vicenda The Italian Sea Group. Per la prima volta dall’avvio della crisi emerge infatti un progetto industriale strutturato, sostenuto da uno dei principali gruppi della nautica italiana e aperto al coinvolgimento di altri cantieri internazionali e dei fornitori della filiera. Se l’operazione dovesse concretizzarsi, potrebbe rappresentare il punto di partenza per il rilancio delle attività produttive del cantiere di Marina di Carrara e per la salvaguardia delle competenze industriali sviluppate nel distretto.
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