Il futuro dei biocarburanti avanzati, le possibili applicazioni nella nautica

Ecologia

28/03/2026 - 18:53

La transizione energetica nel settore dei trasporti marittimi e della nautica da diporto, potrebbe trovare nei biocarburanti avanzati una delle soluzioni tecniche più immediate per ridurre le emissioni senza intervenire radicalmente sulle architetture propulsive esistenti.

Un recente rapporto presentato nell’ambito delle politiche europee per la decarbonizzazione dei trasporti, evidenzia come, entro il 2030, sarà possibile assistere a un aumento significativo della capacità produttiva di questi combustibili rinnovabili, a condizione che venga sostenuto lo sviluppo delle relative filiere industriali.

Secondo l’analisi, i biocarburanti avanzati possono essere prodotti in modo sostenibile all’interno dell’Unione Europea, senza dipendere in maniera critica da specifiche tecnologie o da materie prime concentrate in poche aree geografiche. La crescita della capacità produttiva richiederebbe tuttavia un sostegno finanziario coordinato a livello europeo, finalizzato sia alla costruzione degli impianti industriali sia alla mobilitazione delle materie prime necessarie.

Il rapporto stima che, per colmare il divario tra il costo livellato di produzione (LCoP) dei biocarburanti e il prezzo dei carburanti fossili convenzionali, sarà necessario un sostegno pubblico significativo. Entro il 2030, gli investimenti annuali destinati alla realizzazione di impianti industriali per la produzione di biocarburanti potrebbero oscillare tra 3,8 e 7,5 miliardi di euro.

A questo si aggiungerebbe un ulteriore supporto compreso tra 700 milioni e 1,25 miliardi di euro all’anno, destinato direttamente agli agricoltori e agli aggregatori incaricati della raccolta e fornitura delle biomasse utilizzate come materia prima. Nella prospettiva del 2040, il rapporto indica inoltre la necessità di un livello di sostegno ancora più elevato per lo sviluppo delle infrastrutture di distribuzione.

Dal punto di vista industriale, l’obiettivo europeo è costruire catene del valore integrate che coinvolgano agricoltura, industria energetica e settore dei trasporti. Strumenti finanziari già attivi, come InvestEU, il Meccanismo per collegare l’Europa, il Fondo europeo di sviluppo regionale e i programmi della Politica Agricola Comune, potrebbero essere utilizzati per sostenere lo sviluppo della produzione e garantire l’approvvigionamento delle materie prime.

Accanto agli strumenti finanziari, il rapporto sottolinea anche la necessità di un migliore coordinamento normativo. In particolare viene evidenziata l’esigenza di un maggiore allineamento tra la Politica Agricola Comune e la Direttiva sulle energie rinnovabili, oltre al rafforzamento dei sistemi di registrazione e certificazione della sostenibilità delle filiere.

Per il comparto nautico, l’espansione della produzione di biocarburanti avanzati potrebbe rappresentare una leva importante nella strategia di riduzione delle emissioni. A differenza di altre tecnologie emergenti – come l’idrogeno e le fuel cell – questi combustibili possono essere utilizzati, in larghissima parte, anche nei motori diesel marini e nelle infrastrutture di rifornimento esistenti, riducendo la necessità di interventi strutturali sulle imbarcazioni.

Nel contesto delle politiche europee per il clima e l’energia, i biocarburanti avanzati sono già inclusi nelle principali iniziative normative dell’Unione. Tra queste figurano la direttiva aggiornata sulle energie rinnovabili, il regolamento FuelEU Maritime per la decarbonizzazione del trasporto marittimo, ReFuelEU Aviation per il settore aeronautico e l’obiettivo REPowerEU relativo alla produzione di biometano entro il 2030.

 

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