L'Admiral Galileo 82m, il megayacht in costruzione nel cantiere The Italian Sea Group di Marina di Carrara
The Italian Sea Group chiede l’uscita dal segmento STAR di Borsa Italiana
Il Consiglio di Amministrazione di The Italian Sea Group ha deliberato la richiesta di esclusione volontaria dal segmento STAR di Borsa Italiana. La decisione è motivata dall’esigenza di semplificare l’operatività e affrontare la situazione finanziaria, mentre il gruppo resterà quotato su Euronext Growth Milan.
Il Consiglio di Amministrazione di The Italian Sea Group, gruppo attivo nella nautica di lusso con i marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti, NCA Refit e Celi 1920, ha deliberato di richiedere a Borsa Italiana l’esclusione volontaria dal segmento STAR, avviando le procedure necessarie per formalizzare la richiesta entro la giornata.
Il gruppo continuerà comunque a rimanere quotato sul segmento Euronext Growth Milan (EGM), il mercato dedicato alle piccole imprese, caratterizzato da requisiti e obblighi regolamentari più contenuti rispetto al segmento STAR, riservato alle società di medie dimensioni che rispettano specifici standard di liquidità del titolo, trasparenza informativa e governance societaria.
Dal punto di vista tecnico non si tratta di un’uscita dalla Borsa né di un’operazione di buyback (riacquisto di azioni proprie), ma di una richiesta di esclusione da uno specifico segmento di mercato. La società rimarrà quindi quotata, cambiando però il mercato di riferimento e passando da un segmento con requisiti più stringenti, come lo STAR, a uno caratterizzato da obblighi regolamentari più leggeri.
La decisione arriva in una fase complessa per il gruppo con sede a Marina di Carrara, che si trova ad affrontare difficoltà finanziarie emerse dopo la scoperta di extra costi su alcune commesse di maxi yacht attualmente in costruzione.
In una nota diffusa nella tarda serata del 6 marzo, la società ha spiegato che la scelta è motivata dalla necessità di “semplificare e ottimizzare le attività aziendali e le risorse a disposizione, consentendo una maggiore flessibilità operativa e permettendo di focalizzarsi su quanto necessario al fine di affrontare la situazione finanziaria”.
Nel corso della riunione del 6 marzo il Consiglio di Amministrazione ha inoltre riferito al Collegio Sindacale ai sensi dell’articolo 25-octies del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII). In particolare, la società ha indicato di stare tenendo in considerazione le posizioni debitorie emerse nell’analisi dell’esposizione debitoria, con l’obiettivo di gestire le posizioni scadute in modo coerente con le disponibilità finanziarie e con gli incassi operativi stimati nel periodo considerato.
Secondo quanto comunicato, il gruppo intende affrontare la situazione con strumenti interni, senza ricorrere a misure stragiudiziali come la composizione negoziata o a procedure concorsuali.
Parallelamente, The Italian Sea Group ha segnalato di essersi attivata per garantire la regolare prosecuzione dell’avanzamento delle commesse e dei relativi flussi di pagamento in entrata, nell’ambito della normale operatività aziendale.
Il Consiglio ha inoltre deliberato la cooptazione dell’avvocato Pietro Smeriglio come consigliere non indipendente e non esecutivo. Smeriglio, che non è titolare di azioni della società, non siederà nei comitati endoconsiliari.
L’ingresso del nuovo consigliere avviene dopo le dimissioni di Filippo Menchelli, Marco Carniani e Laura Tadini, che avevano lasciato i rispettivi incarichi nel Consiglio di Amministrazione. A Smeriglio sarà inoltre attribuita la qualifica di datore di lavoro, ruolo che lo porterà a rappresentare l’azienda nei rapporti con le organizzazioni sindacali.
Sul contesto industriale e finanziario del gruppo pesa anche una fase particolarmente delicata che si è aperta negli ultimi mesi. Le difficoltà sono emerse dopo la rilevazione di extra costi su alcune commesse di superyacht in costruzione, con conseguenti tensioni sulla liquidità aziendale. Nel febbraio 2026 l’amministratore delegato e principale azionista Giovanni Costantino è intervenuto direttamente nella struttura finanziaria del gruppo attraverso la propria holding.
In parallelo resta aperta l’indagine giudiziaria relativa al naufragio del sailing yacht Bayesian, unità di 56 metri costruita da Perini Navi e affondata nell’agosto 2024 al largo di Porticello, in Sicilia. Il relitto è stato recuperato nel giugno 2025 per consentire accertamenti tecnici e le indagini risultano tuttora in corso.
Nel frattempo, secondo indiscrezioni circolate negli ambienti finanziari, tra le ipotesi che sarebbero state valutate nelle ultime settimane vi sarebbe anche l’interesse dell’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio, attraverso il family office LMDV Capital, per un possibile intervento nel capitale del gruppo. Rumors non confermati ma che ieri hanno consentito al titolo di recuperare in Borsa tanto da risalire sopra quota 2 euro, per l'esattezza 2,13, facendo segnare un + 12,46%.
In questo quadro, l’uscita dal segmento STAR rappresenta uno dei primi passaggi di una fase di riorganizzazione che il gruppo dovrà affrontare nei prossimi mesi. L’evoluzione della situazione finanziaria, l’esito delle verifiche interne e le eventuali operazioni sul capitale saranno elementi determinanti per comprendere quale potrà essere il percorso industriale di The Italian Sea Group e la stabilità operativa dei cantieri di Marina di Carrara, realtà che occupa circa 650 lavoratori e che negli ultimi anni ha rappresentato uno degli attori più visibili della cantieristica italiana nel segmento dei superyacht full custom.
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