Luna Rossa, Bruni e Sirena protagonisti alla Compagnia della Vela
Una serata straordinaria ieri alla Compagnia della Vela di Venezia con ospiti d’eccezione, accolti dal presidente Giuseppe Duca e dal vicepresidente Lamberto Dehò, a partire da uno dei più importanti velisti italiani contemporanei: il palermitano Francesco “Checco” Bruni. Tre partecipazioni olimpiche, titoli mondiali in diverse classi e, soprattutto, timoniere e co-skipper di Luna Rossa Prada Pirelli nelle più recenti edizioni dell’America’s Cup.
A dialogare con lui il velista veneziano Alberto Sonino, affiancato dalla storica voce Rai dell’America’s Cup, Giulio Guazzini. Sonino ha riportato alla memoria i ricordi veneziani con il Trofeo Rizzotti, la regata internazionale a squadre Optimist in cui un giovanissimo Bruni partecipò e vinse: “Per me lui è un ingegnere mancato, un pianificatore, che però ha saputo unire una metodologia rigorosa a una grande creatività ed energia”.
Le immagini proiettate ricordano anche le due tappe veneziane delle America’s Cup World Series del 2012 e 2013, che videro la partecipazione di Luna Rossa.

“Ogni volta che torno a Venezia – racconta Bruni – mi chiedo perché non l’abbia fatto ogni anno. Ho ricordi bellissimi, a partire dal Trofeo Rizzotti che mi aprì la strada verso le Olimpiadi. E oggi voglio dire grazie: oltre alla splendida accoglienza del circolo, ho ritrovato amici arrivati da tutta Italia, cosa che non mi era mai successa altrove. E poi il piacere di arrivare qui in taxi con l’olimpionico Dodo Gorla: non capita tutti i giorni”.
L’incontro ha preso spunto dal suo ultimo libro, “Cosa mi ha insegnato il vento” (Sperling & Kupfer), in cui Bruni ripercorre la propria vita sportiva e personale, rivelando l’uomo dietro vittorie, sconfitte, paure e determinazione.
“Dopo Auckland mi avevano già proposto di scrivere un libro, ma non ero pronto. Dopo Barcellona ho capito che non avrei più timonato una Coppa America ed era il momento di parlare non solo di vela, ma di esperienze di vita. È stato un viaggio introspettivo che mi ha permesso anche di ritrovare tanti amici. Nel libro parlo molto degli allenatori: il loro ruolo è fondamentale per far amare questo sport ai giovani”.

A sorpresa, anche il videocollegamento con il Team Director e Skipper di Luna Rossa, Max Sirena: “Ho avuto la fortuna di regatare con i velisti più bravi al mondo, tra cui Bruni, e il privilegio di trasformare una passione in lavoro. È vero che Luna Rossa non ha ancora vinto la Coppa America, pur essendoci andata vicina, ma è il team più famoso e popolare al mondo. Non solo per i risultati, ma perché grazie a Patrizio Bertelli è nato un vero movimento. La vela è una scuola di vita: il mare ti insegna i tuoi limiti, i tuoi punti forti e l’importanza dell’organizzazione”.
Giulio Guazzini ha aggiunto: “La vela è una grande comunità e i circoli sono cultura del territorio. La Coppa America ne è un esempio: una sfida infinita che coinvolge la vita delle persone. All’inizio non mi piaceva raccontarla, ma vivendo mesi con i team scopri un mondo meraviglioso. I velisti italiani sono conosciuti e contesi ovunque. E tutti ricordano quando Checco urlò: “Siamo italiani! E che cavolo!”. Un grido che bucò lo schermo e fece bene allo sport”. Era il 2021, ad Auckland, quando Luna Rossa conquistò la Prada Cup, accedendo alla finale della 36ª America’s Cup.

Alla domanda sull’evoluzione delle barche di Coppa America, Bruni ha risposto:
“Indietro non si torna. Le barche di oggi sono molto diverse da quelle di una volta. Ho avuto la fortuna di attraversare tutti i cicli, dalle barche dislocanti a quelle volanti. Non ce n’è una più bella: mi piace navigare, cercare la performance e vivere una bella competizione in mare”.
Sirena ha aggiunto: “Le emozioni non dipendono dal tipo di barca o dalla velocità, ma da come vivi la barca e il momento. Forse solo l’alpinismo è simile alla vela: tutto cambia ogni minuto, vento, mare, una cartolina diversa ogni secondo. Siamo fortunati ad avere questa passione. Mi spiace quando sento dire che questa non è più vela: i velisti forti lo sono su ogni barca, e su quelle di Coppa America lo devono essere ancora di più”.
In collegamento per un saluto anche Pablo Soldano, allenatore nonché progettista e tecnico di vele di altissimo livello.
La serata si è chiusa con un annuncio in anteprima dalla Compagnia della Vela: “Cosa mi ha insegnato il vento” è tra i tre finalisti del Premio Patrizia Marincovich.
