Giovanni Costantino

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TISG, un video di Costantino accende il web: attesa per due diligence e confronto con i sindacati

Editoriale

04/03/2026 - 10:00

Grande eco ha suscitato nelle ultime ore un video circolato ieri su WhatsApp nel quale Giovanni Costantino, fondatore e amministratore delegato di The Italian Sea Group, viene ripreso mentre esprime con toni accesi la propria posizione sulla situazione che sta attraversando il gruppo.

Il polo industriale da lui costruito nel tempo, aggregando marchi della nautica di fascia alta del Made in Italy, si trova infatti ad affrontare una fase complessa dopo l’emersione di extra costi nella gestione di alcune commesse per navi da diporto attualmente in costruzione.
Solo poche settimane fa lo stesso Costantino era intervenuto direttamente nella struttura finanziaria dell’azienda, immettendo nelle casse – attraverso la holding di famiglia GC Holding – 25 milioni di euro destinati a rafforzare la liquidità del gruppo e a garantire la continuità delle attività industriali.
Nel video il manager non cita nomi, ma punta apertamente il dito contro quelli che definisce “scellerati” e “figure apicali dell’azienda”, ritenuti responsabili delle anomalie emerse nella gestione delle commesse. La scena si svolge nello stabilimento di Marina di Carrara, dove Costantino si rivolge a un gruppo di dipendenti del cantiere.

I toni del discorso sono all'inizio pacati, poi urla: “25 milioni di euro, la mia famiglia li ha messi senza sapere che cosa questi scellerati avessero combinato… l’ho fatto immediatamente per l’azienda, per salvare l’azienda, per voi tutti (dipendenti), per i clienti, per il sistema, per il territorio, per i fornitori, per la mia reputazione di professionista serio, grande lavoratore, persona corretta e onesta. Io sono questo uomo e ho sempre camminato a testa alta e continuerò a farlo. Questa condotta scellerata e irresponsabile, totalmente irresponsabile, non è però riuscita perché l’azienda non chiude. L’azienda va avanti e i responsabili pagheranno il conto. Fosse l’ultima cosa che la vita mi consentirà di fare. Pagheranno il conto.”
Nel suo intervento Costantino ha spiegato che il gruppo sta lavorando alla definizione di un piano di risanamento, parallelamente all’avvio di iniziative legali nei confronti di coloro che verranno individuati come responsabili delle irregolarità.
“Un pool di professionisti di alto livello sta lavorando incessantemente al mio fianco sia alle azioni che avvieremo nei confronti dei responsabili sia e soprattutto a un piano di risanamento in piena continuità dell’azienda e nel pieno rispetto dei clienti, delle commesse in progress e di tutti gli altri… Non ci sarà nessuna cassa integrazione e il lavoro continuerà, ripartiremo entro la fine del mese di marzo”.
Le dichiarazioni del fondatore arrivano mentre la società ha avviato una due diligence forensic affidata a KPMG, con l’obiettivo di accertare l’entità degli extra costi emersi nella gestione delle commesse e individuare eventuali responsabilità interne.
Sul fronte sindacale, tuttavia, per avere risposte occorrerà attendere. Stando a quanto riportato da Silvia Pieraccini su T24, l’incontro che si è svolto il 3 marzo tra i rappresentanti dei lavoratori e l’azienda nello stabilimento di Marina di Carrara non ha infatti fornito i chiarimenti attesi dai circa 530 dipendenti del gruppo.
Al tavolo erano presenti la Rsu e le segreterie dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil, mentre per l’azienda hanno partecipato il direttore delle risorse umane e alcuni legali incaricati di assistere la società. Secondo quanto riferito dai sindacati, nel corso dell’incontro non sono emerse indicazioni su diversi punti ritenuti prioritari: i tempi di pagamento delle imprese dell’indotto – che coinvolgono circa mille addetti – le prospettive nel caso in cui il sistema bancario decidesse di non proseguire nel sostegno finanziario al cantiere e la destinazione dei 22 milioni di euro che, dopo il pagamento degli stipendi per circa tre milioni, dovrebbero essere rimasti disponibili della somma complessiva di 25 milioni recentemente immessa dal socio di maggioranza.
La società ha rinviato i chiarimenti a un nuovo incontro con le organizzazioni sindacali fissato per il 30 marzo, data entro la quale dovrebbe essere completata la due diligence forensic. Nel frattempo è previsto un ulteriore passaggio istituzionale: il 12 marzo si terrà il tavolo convocato dal prefetto di Massa-Carrara con la partecipazione della sindaca di Carrara, dei sindacati e della stessa azienda.
La vicenda si inserisce inoltre in un contesto societario segnato da recenti cambiamenti nella governance. Giovanni Costantino ha infatti assunto anche la carica di presidente dopo le dimissioni di Filippo Menchelli; hanno lasciato il consiglio di amministrazione anche il vicepresidente Marco Carniani e la consigliera Laura Tadini.
Sul piano societario si avvicina ora un passaggio considerato strategico. Entro la fine della settimana il consiglio di amministrazione rimasto in carica – attualmente composto da quattro membri su sette – dovrà riferire al collegio sindacale sulle iniziative da intraprendere per affrontare la situazione emersa dopo la richiesta di pagamento ricevuta da International Factor Italia (Ifi), società di factoring del gruppo Bnp Paribas. Tra le opzioni possibili figura anche il ricorso alla composizione negoziata della crisi.

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