Il Monaco Yacht Show 2022

Il Monaco Yacht Show 2022

Monaco Yacht Show: intervista alla direttrice Gaëlle Tallarida

Superyacht

06/10/2022 - 10:09
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Gli Ultra high net worth individuals (UHNWI) ovvero le persone più ricche, quelle con un patrimonio personale superiore ai 100 milioni di dollari, nel 2021 hanno raggiunto quota 84.490. Intercettare i gusti di questi “not ordinary pleople”, di cui 7.070 dispongono di fortune superiori ai 500 milioni, proporre un livello di esclusività consono al loro stile di vita, è ciò che anima il mercato dell’extra lusso, un ambito che vede la nautica, quella delle barche da sogno, quale indiscussa protagonista.

Per il mondo della cantieristica navale focalizzata nell’ambito delle grandi unità da diporto e per tutto ciò che attorno a esso ruota, il Monaco Yacht Show è la vetrina per eccellenza, il boat show imperdibile dove esporre i propri prodotti, un salone nautico unico nel suo genere anche in termini di clientela. Nel contesto di Port Hercule, cuore del Principato e culla dello yachting extra lusso, sede della rassegna, per quattro giorni vengono infatti esposte solo “barche” extra lusso, da 24 metri in su, il cui valore complessivo quest’anno è stato calcolato in circa 54 miliardi di euro. Giustificato, quindi, l’interesse che la rassegna monegasca genera a livello planetario.

Filippo Ceragioli per PressMare, ne ha parlato col direttore del Monaco Yacht Show, Gaëlle Tallarida.

PressMare - Che edizione è stata quella di MYS 2022?

Gaëlle Tallarida - È stata la 31a edizione del Monaco Yacht Show e siamo molto felici di aver avuto la comunità nautica come al solito qui riunita per questo fantastico evento che è l'appuntamento chiave per l'industria e gli amanti dei superyacht; ne abbiamo accolti in esposizione 118, per una lunghezza media di 46,5 metri, partendo dai 24 metri, misura minima per essere ammessi. Abbiamo avuto anche 54 tender di lusso e nell'area avventura c’erano toys, veicoli ed altre cose legate alle possibili esperienze, alle passioni degli armatori di navi da diporto. Sempre molto ampia è stata l’offerta anche in termini di servizi dedicati alle barche e a chi le possiede. C’è una nuova generazione di armatori che non naviga più solo nel Mediterraneo ma sta scoprendo nuovi confini negli oceani come il Pacifico, mete lontane dove si può arrivare a navigare con i superyacht di oggi.


PM -  Lo yachting sostenibile è il leitmotiv del momento: quali iniziative ha intrapreso MYS su questo tema?

GT - Per molti anni abbiamo sentito la responsabilità e la consapevolezza in materia ambientale, perché siamo molto visibili e i media vengono al MYS da tutto il mondo, per cui assieme ai cantieri che stanno trovando soluzioni per rendere le loro barche sempre meno impattanti sull’ambiente, abbiamo trasmesso un forte messaggio di yachting sostenibile. Anche il Monaco Yacht Show è una rassegna che cerca essa stessa di ridurre il proprio impatto sull’ambiente. Pensiamo che durante l’evento ogni persona debba svolgere il proprio ruolo in uno sforzo collaborativo. Per questo abbiamo, ad esempio, posizionato dei distributori d'acqua tutto intorno allo show e a tutti quelli che volevano berla abbiamo dato borracce riutilizzabili, per evitare l’uso delle bottigliette in plastica usa e getta, come tutta la plastica monouso molto dannose per l’ambiente. Per questo stiamo anche innalzando l’attenzione degli espositori per il loro modo di gestire i loro rifiuti, tutti devono avere la consapevolezza necessaria per farlo bene. Il nostro percorso è iniziato da dieci anni e da allora lavoriamo su questo argomento con l'industria del settore nautico. Per questo nella tenda Darse Sud abbiamo creato il Sustainability Hub, progetto sviluppato con la Water Revolution Fundation che ha conoscenze e competenze anche per valutare le aziende che chiedono di esporre in quest'area specifica. L’operazione con la Water Revolution Foundation è in piedi per individuare progetti ecocompatibili. Ricerchiamo aziende che propongono nuove tecnologie tali da rendere lo yachting sostenibile tendendo all’azzeramento dell’impatto ambientale. Alcuni dei sistemi presentati in questa area sono già in uso, come, ad esempio, un nuovo sistema di propulsione elettrica, ma nel padiglione ci sono diverse soluzioni innovative in questo senso. Il percorso per avere un'industria che produce yacht completamente sostenibili, sarà lungo ma dobbiamo farlo assieme ai cantieri. Oggi non possiamo parlare di un’industria verde, ma confidiamo che tutte le principali aziende del settore affrontino questa tematica quotidianamente, al fine di rispondere alle esigenze dei loro clienti. Quello dell’ambiente è un argomento chiave per le nuove generazioni di armatori.

PM - Da quando MYS inizia a lavorare sulla sostenibilità?

GT - Abbiamo iniziato prima che tutti lo sapessero, dal 2005, aderendo al programma “Carbon Neutral”, pagando una commissione per compensare l'emissione di gas. Poi abbiamo unito le forze con la Price Albert II Foundation, nel 2010, facendo loro una donazione annuale per lo sviluppo di un programma ambientale – Alberto di Monaco ha fissato al 2050 la data del Carbon Free per il Principato ndr - e nello specifico per promuovere l'uso di legnami diversi dal teak sulle barche, grazie al progetto “Wood Forever pact”. Questo progetto è destinato agli armatori degli yacht già costruiti e di oltre 40 metri di lunghezza, che si preoccupano della deforestazione e desiderano fare davvero la differenza per l'ambiente, per diventarne ambasciatori, portandoli a scegliere legni diversi dal teak per gli yacht.

PM - Quali sono le attività che MYS mette in atto insieme ai cantieri, per avvicinare i nuovi armatori al mondo dei superyacht?

GT - Anche su questo da qualche anno lavoriamo fianco a fianco con l'industria; abbiamo un apposito comitato che condivide idee e cerca di portare il team che fa parte dello show a pensare a come possiamo accogliere al meglio questi clienti. Quest'anno si è tenuta la sesta edizione del Monaco Yacht Summit, espressamente focalizzata sui clienti. Il summit è un evento ad accesso limitato per persone che si avvicinano allo yachting principalmente come armatori.

Questi potenziali owner possono partecipare al summit incontrando professionisti ed esperti nel loro campi di competenza, legati alla consulenza, gestione, progettazione e costruzione navale. Gli argomenti sono vari come l'intermediazione o il noleggio, oppure cosa devono sapere se vogliono costruire uno yacht. Si tratta di consigli che devono preparare alla complessità della proprietà e dell’uso dei superyacht. L’idea di sviluppare questa conferenza è nata quando, confrontandoci con l'industria dello yacht business in merito alle esperienze di alcuni clienti privati, abbiamo capito quanto la questione potesse apparire complessa. È capitato che per alcuni nuovi clienti l’ingresso nel mondo armatoriale abbia poi generato un’altrettanta veloce uscita da questo mondo. Questo è assolutamente quello che non deve succedere, ed ecco perché ora tutte le aziende di brokerage seguono molto di più i clienti nel loro percorso di scoperta dello yachting. Da parte nostra, appunto, durante il Monaco Yacht Summit che non è assolutamente un evento commerciale, generiamo la condizione per cui i professionisti parlino alle persone, spiegando le loro esperienze, condividendo il loro punto di vista e dando consigli per entrare nel settore della nautica da diporto. Il Monaco Yacht Summit inizia il giorno prima del MYS e continua con la visita guidata nella prima giornata dello show.

PM - A proposito di brockerage, perché quest'anno non abbiamo visto barche esposte nella rada di Monaco? 

GT – A causa delle condizioni meteo che non hanno permesso un ancoraggio sicuro. Il forte Maestrale che ha soffiato nei giorni del MYS ha obbligato la flotta che tipicamente si trova nella baia, a essere spostata a Cap Ferrat, che offre un miglior ridosso.

PM - Abbiamo notato una maggiore presenza di barche a vela esibite dai broker, riflette un maggiore interesse da parte del mercato?

GT - Abbiamo fatto del nostro meglio per mostrare queste bellezze in modo appropriato, insieme, una accanto all’altra e non tra due barche a motore; la linea delle barche a vela è incredibilmente bella e il loro mercato rappresenta circa il 15% del mercato dei superyacht ma spero davvero che questa quota cresca nei prossimi anni. L'esperienza di yacht a vela è incredibile e riorganizzare questa parte di esposizione, concentrando l’offerta degli yacht a vela in una specifica area, mettendo fianco a fianco i cantieri che li producono, i designers, le società che gestiscono gli equipaggi ecc. ha creato un ambiente che ha focalizzato l’interesse degli appassionati. I proprietari dei sailing yacht sono innamorati della vela e della loro barca, sono molto selettivi sul loro prodotto e ricercano sempre nuove soluzioni avendo comunque a bordo tutta la tecnologia possibile. Anche per la vela, come per il resto dello show, negli ultimi due anni abbiamo cercato di sviluppare questa parte dello yachting al fine di offrire ai visitatatori tutti i migliori espositori del mondo riuniti presso lo stesso molo.

PM - Una domanda infine su SYBass e LYBRA: che tipo di collaborazione c'è con le due associazioni che raggruppano rispettivamente i principali costruttori di superyacht e le principali società di broker e charter?

GT - Stiamo collaborando con SYBass e LYBRA, condividiamo assieme a loro molte informazioni, ci confrontiamo riguardo alle loro esigenze, su cosa vogliono al fine di soddisfare le loro necessità e ovviamente per esaudire quelle dei loro clienti. Quest’anno per esempio, come già predisposto l’anno passato, per il primo giorno di fiera l'accesso all’area banchina dello show è stato riservato ai clienti privati. Organizzare tale limitazione d’accesso è un po' impegnativo da un punto di vista logistico, in quanto la maggior parte delle volte le persone non capiscono davvero perché sia così, ma è molto importante che quel giorno il cliente privato, che comunque tipicamente si trattiene per tutta la settimana, sappia che può avvicinarsi alle barche esposte facilmente e che riesca in quella giornata a visitare in maniera completa ed esclusiva i superyacht esposti.


Filippo Ceragioli

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