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G20: aboliti i dazi fra USA e UE, anche quelli su barche e motori

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Una delle notizie più importanti giunte in questi giorni di G20, che interessa direttamente anche chi lavora nel mondo della nautica e i tanti appassionati di barche Made in USA, è sicuramente l’accordo annunciato da Joe Biden e Ursula Von Der Leyen, a margine del forum sui temi ambientali dei 20 paesi che rappresentano le maggiori economie. Un'intesa per mettere la parola fine all’annosa vicenda dei dazi su acciaio (25%) e alluminio (10%), misura introdotta nel 2018 dall’allora presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, giustificata con la necessità di difendere l’industria siderurgica del proprio paese, “decimata da decenni di commercio internazionale scorretto” e “strategica” per garantire la sicurezza nazionale.

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Una mossa alla quale l’Unione Europea aveva prontamente dato risposta imponendo tasse di ritorsione sull’importazione di una serie di prodotti cult dell'economia statunitense: dalle motociclette ai jeans, dal bourbon whiskey ai succhi d'arancia, fino ad arrivare alle imbarcazioni e ai motori costruiti oltre oceano.

Gli “sherpa” delle rispettive delegazioni, USA e UE, hanno approfittato degli incontri di Roma per lavorare tutti assieme e trovare la quadra sul problema, un accordo che ha permesso di giungere alla formula giusta per bloccare per i prossimi cinque anni i dazi Usa e i contro-dazi Ue su 9,5 miliardi di euro di scambi commerciali.

Che il braccio di ferro voluto da The Donald sarebbe terminato in tempi brevi, d’altronde, lo si era capito sin dai tempi dell’insediamento del presidente Biden, avvenuto a gennaio 2021, e le conferme che il clima fra i due colossi fosse radicalmente cambiato erano poi arrivate qualche mese dopo, lo scorso maggio. Già allora l'Unione Europea e gli Stati Uniti avevano raggiunto un primo accordo per sospendere l’inasprimento dei dazi originariamente ratificato per il 1 giugno.

La tassa sulle importazioni d'imbarcazioni statunitensi, che è stata pari al 25% del valore del bene, per tre anni ne ha praticamente azzerato la commercializzazione in Europa e in Italia, e a risentirne è stato soprattutto il mercato dei fisherman, ambito nel quale i marchi del made in USA vengono considerati un riferimento assoluto, delle vere e proprie icone per gli appassionati della pesca sportiva di tutto il mondo.

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