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62,5 miloni di euro, per la base d'asta del dossier Perini Navi

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Perini Navi
Perini Navi

È stato fissato il prezzo, pari a 62,5 miloni di euro, per la base d'asta del dossier Perini Navi. La procedura si svolgerà il 30 luglio prossimo alle 15,00 presso la sede dell'azienda, in via Coppino a Viareggio, davanti alla Darsena Europa. Il curatore fallimentare Franco Della Santa ha valutato per 23,5 milioni gli stabilimenti viareggini, 21 milioni quelli di La Spezia oltre ad un costruendo veliero per più di 2 milioni. Macchine varie e simili quasi 2 milioni, e avviamento con il marchio, dal 1983 simbolo del Made in Italy per i grandi velieri con motore ausiliario, circa 13 milioni, oltre piccoli altri valori accessori. Il tutto sempre in blocco e in relazione alle due yard di Viareggio e La Spezia.

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Ora le aziende o raggruppamenti di aziende, già interessate potranno partecipare alla complicata procedura previo versamento di 10 miloni di euro d'acconto. Coloro che hanno manifestato pubblico interesse a partecipare all’asta sono, come noto, Sanlorenzo con Ferretti, Italian Sea Group e Palumbo Superyacht. Il curatore lucchese, Franco Della Santa, ha vincolato all’acquisizione il mantenimento in forza dei livelli occupazionali, circa 75 persone. Pesa sui dipendenti la balbettante erogazione della Cassa Integrazione da parte Inps, che solo ieri è arrivata a buon fine con il pagamento. Il sindacato da sempre chiede che sia un gruppo con specifica e consolidata esperienza nella nautica a rilevare e rilanciare Perini Navi, uno dei marchi italiani più famosi nel mondo.

Quella di Perini Navi è una storia che sta appassionando il mondo della nautica e non solo, da oltre un anno e mezzo. Era il dicembre del 2019 quando cominciarono a diffondersi forti indiscrezioni relative alla grave crisi finanziaria che vedeva il cantiere viareggino protagonista. Rumor purtroppo confermati dai fatti che, fra un colpo di scena e l’altro, hanno portato al triste epilogo del fallimento, decretato dal Tribunale di Lucca e confermato poco più di un mese fa dalla Corte di appello del Tribunale di Firenze, cui aveva fatto ricorso Fenix, holding della famiglia Tabacchi che deteneva la maggioranza del cantiere viareggino, e Lamberto Tacoli, che ne era amministratore delegato e presidente.
 

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