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Tommaso Chieffi, ipotesi di tattica per i match di America's Cup

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36th America's Cup, ETNZ contro Luna Rossa ph.©COR36/Borlenghi
36th America's Cup, ETNZ contro Luna Rossa ph.©COR36/Borlenghi

Siamo finalmente giunti alla finale di Coppa America, al via questo mercoledì (la notte tra martedì e mercoledì in Italia, dalle ore 4 del mattino) nelle acque di Auckland. Le barche sono più o meno nella loro configurazione definitiva che assomiglia molto a quella in cui le abbiamo viste finora. Infatti, come sostiene anche Vascotto, le scelte sono state fatte molto tempo prima e oramai si tratta di piccoli raffinamenti, piccole migliorie che non sconvolgono quella che è l’impostazione generale del progetto stesso. 

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Quindi abbiamo due filosofie radicalmente diverse, con ETNZ che punta tutto sulla velocità della barca in linea retta, anche a scapito un po’ della manovrabilità e dell’abilità di fare match race stretto, mentre Luna Rossa con i suoi foil più generosi ed avanzati rispetto all’arm, è una vera e propria macchina da match race, e proprio nella abilità nel vincere le partenze e nel controllo stretto in un campo di regata reso ancora più esiguo delle delimitazioni laterali, in inglese boundaries, che si gioca le sue migliori carte.

Tommaso Chieffi
Tommaso Chieffi

Immaginiamo che inizi la prima regata in condizioni di vento assolutamente stabile e che il campo di regata sia posizionato in maniera assolutamente perfetta; la prima cosa che mi viene in mente è che ETNZ, per sviluppare le sue alte velocità, deve navigare un po’ più basso un po’ più poggiato per cui in un percorso ideale potrebbe partire sottovento, quindi nella posizione che gli permette di sviluppare la velocità ma che poi presenta il problema di presentarsi sulle mure sbagliate una volta raggiunta l’estremità del campo.

Immaginiamo che Luna Rossa invece parta secondo i crismi del match race, sul lato destro della partenza e controlli la virata dell’avversario fino a raggiungimento del limite sinistro del campo. A questo punto ETNZ avrebbe il diritto di virare, in quanto protetto dall’ostacolo ideale rappresentato dai boundaries e Luna Rossa dovrebbe virare contemporaneamente per lasciare il passo, a questo punto potrebbe adottare la sua solita tattica di navigare per un periodo limitato di tempo in una modalità alta e lenta che toglierebbe alla barca neozelandese il suo punto di forza, ovvero quello di navigare basso e veloce, facendolo morire di quella che si chiama slow death. L’unica altra alternativa che potrebbe avere ETNZ sarebbe di partire su mure opposte, con l’incognita di un salto di vento che potrebbe essere a lei sfavorevole.

Quindi, questa caratteristica di Luna Rossa di poter navigare in diverse modalità, soprattutto quell’alta e lenta che viene privilegiata in ogni partenza del mondo potrebbe essere una freccia in più nella sua faretra. Ipotizziamo che Luna Rossa adotti questa tattica e riesca a tenere ETNZ sotto le vele fino a raggiungimento della boa di bolina, a questo punto la barca neozelandese con le sue ali più piccole potrebbe essere avvantaggiata nello sviluppare velocità teoricamente più alte, ma anche qui si presenta un problema perché la barca che gira per prima la boa di bolina, se imposta bene la parte finale della bolina stessa, scenderà in poppa sul lato di percorso più vantaggioso, e a causa del vento apparente che viene sempre da prua la barca che segue è forzata a ‘splittare’ lato, perché seguendo nella scia non riuscirà mai a superare in quanto cadrà inevitabilmente nella turbolenza della barca che precede, un po’ come succede alle Formula 1 in un circuito stretto.

ETNZ vs Luna Rossa
ETNZ vs Luna Rossa

Quindi, anche qui, potremmo assistere a dei lati di poppa in cui le due barche scendono seguendo i lati opposti del percorso e, solo nel caso in cui una delle due fosse più veloce e riuscisse ad arrivare alla boa di poppa appaiata, sfruttando il cancello (la doppia boa che permette di scegliere su quale lato girare) potrebbe iniziare la seconda bolina spaiata. Anche in questo caso, la barca che conduce la poppa potrebbe studiare la tattica del lato di poppa in modo da risalire di bolina lungo il lato favorevole, creando così le condizioni per mantenere il seppur esiguo vantaggio creato.

Non bisogna dimenticare, infine, che le due barche sono altresì tipizzate per range di vento leggermente diversi, con Luna Rossa che predilige le condizioni di vento leggero fino a 10 nodi, con una sostanziale parità di prestazioni fino al vento medio, di 13/14 nodi, e con una potenziale prevalenza di velocità di ETNZ sopra i 14 nodi. Chiaramente si tratta di supposizioni e, dalle voci che arrivano da entrambi team, si capisce che nemmeno loro sanno come si profileranno queste regate, nonostante le interminabili ore passate al simulatore per provare a immaginare tutte le possibili soluzioni di regata. Come ho già dichiarato, il bello di una Coppa è che non si sa come andrà a finire ed è questo il motivo per cui saremo tutti quanti molto appassionati a seguirla.

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