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Prada Cup, l’opinione di Tommaso Chieffi sul girone di andata

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American Magic capsize ph. Borlenghi/COR36
American Magic capsize ph. Borlenghi/COR36

Tattico di fama mondiale, con 4 campagne di America’s Cup, una Louis Vuitton Cup vinta (Il Moro di Venezia), una partecipazione olimpica in 470 con il fratello Enrico (quinti a Los Angeles) ben 28 campionati del mondo e il Louis Vuitton Trophy di Nizza, nel 2010 sulla rinata Azzurra, vinti, Tommaso Chieffi è uno dei velisti italiani più conosciuti e stimati a livello internazionale. Siamo lieti di ospitare le sue riflessioni sulla 36ma America’s Cup, le cui Challenger Series, la Prada Cup, sono in corso ad Auckland, in Nuova Zelanda.

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Tommaso Chieffi
Tommaso Chieffi

Appena terminati i primi due Round Robin della Prada Cup ad Auckland, si possono trarre le prime conclusioni: innanzitutto le prestazioni ritrovate da parte del redivivo team inglese di Ineos UK. A fare da contrappunto la grande debacle della barca americana, capitanata da Terry Hutchinson che ha avuto una fine settimana non proprio felice.

Da cosa siano stati determinati questi cambiamenti di fronte è difficile a dirsi, sicuramente Ineos Team UK ha cambiato molto, sia sulla barca che nel modo di condurla, potendosi concentrare maggiormente sulle regate, parte in cui l’accoppiata Ben Ainslie e Gilles Scott si è rivelata imbattibile. Ineos UK ha infatti cambiato quasi tutto il sistema di controllo dei foil, la forma della randa, sia regolandola più piatta che cambiando il boma e, infine, il timone; ma soprattutto gli inglesi hanno rivisto la modalità di spostamento dell’equipaggio nel cambio di bordo. Tutto assieme ha fatto sì che la barca da brutto anatroccolo sia diventato il cigno di questa manifestazione.

Ineos Team UK ha lavorato anche sui movimenti dell'equipaggio a bordo
Ineos Team UK ha lavorato anche sui movimenti dell'equipaggio a bordo ph.Borlenghi/COR36

Sorte inversa per American Magic, che nelle regate di prenatalizie era sembrata l’unica barca in grado di contrastare lo strapotere di Team New Zealand. Così non è stato in questo primo girone anche perché, complice una giornata di vento molto leggero, American Magic ha dimostrato i suoi limiti nel range inferiore di vento. Ciliegina sulla torta, un brutto rovesciamento nell’ultima giornata con vento forte e con mare reso particolarmente ostico dalla corrente uscente dal Golfo di Hauraki. Si è trattato della giornata forse più spettacolare corsa in questo primo weekend di regate, dove abbiamo visto una Luna Rossa a suo agio anche in condizioni di vento a lei non favorevoli, un Team Ineos UK sempre molto determinato e tatticamente fortissimo, e un American Magic anche particolarmente ispirato da un punto di vista tattico, ma con un errore clamoroso nell’ultimo lato che gli è costato la regata e il prossimo weekend di regate. Le immagini hanno fatto il giro del web e anche dei telegiornali: Patriot, la barca di American Magic, viene investita da un colpo di vento particolarmente forte che fa consigliare al randista Paul Goodison di scegliere, al cancello di bolina, la boa di dritta con una successiva e più tranquilla strambata. Invece il suggerimento non viene preso in considerazione dal timoniere Dean Barker che prova comunque la manovra più difficile sulla boa di sinistra, con una virata e immediata poggiata che si conclude, malauguratamente per loro, con un rovesciamento e conseguente semi affondamento causato dallo sfondamento di una porzione di carena sulle cui cause non paiono esserci ancora certezze ufficiali.

American Magic danneggiata, operazioni di recupero  ph. Borlenghi/COR36
American Magic danneggiata, operazioni di recupero ph. Borlenghi/COR36

Adesso per America Magic si tratterà di una corsa contro il tempo per prepararsi alle regate di semifinale essendo oramai fuori dei giochi per partecipare al girone di ritorno, il Round Robin 2. Come si presenteranno alle prossime regate rimane un punto interrogativo, la falla aperta in conseguenza dell’atterraggio con l’ingresso di tonnellate di acqua salata all’interno dell’imbarcazione ha creato non pochi problemi in particolare alla complessa attrezzatura elettronica di bordo. Con un America Magic fuori dai giochi per la parte conclusiva dei Round Robin, la sfida rimane tra Ineos Team UK e Luna Rossa.

Dovesse Luna Rossa vincere nel prossimo weekend entrambi i match contro gli inglesi la situazione risulterebbe di parità e Luna Rossa si aggiudicherebbe il diritto di entrare direttamente in finale di Prada Cup grazie alla discriminante della vittoria nell’ultima regata. Se viceversa Ineos Team UK si aggiudicasse anche una sola delle manche da disputare, sarebbe automaticamente in finale con la prima e unica vittoria.

Luna Rossa, Prada Cup RR1   ph. Borlenghi/COR36
Luna Rossa, Prada Cup RR1 ph. Borlenghi/COR36

Cosa si è visto in questi giorni di regate? Fondamentalmente delle ottime regate anche da un punto di vista spettacolare, con l’eccezione della seconda giornata dove il vento era estremamente leggero, si sono toccati in alcuni momenti tre nodi di intensità, e dove è stata più evidente la differente ottimizzazione delle barche per quanto riguarda il range di vento, con Luna Rossa probabilmente la più adatta alle condizioni di vento leggero, dove sembra particolarmente agile nel decollo, mentre Ineos UK e American Magic sono più orientate a un range di vento alto, dove i foil più piccoli e le forme più aggressive dello scafo, appaiono più efficaci. Comunque vada l’esito del girone di rientro dei Round Robin, mi aspetto una semifinale e una finale estremamente combattute, per le quali è prematuro fare dei pronostici certi.

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