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È scomparsa Giorgia Zeni Gessner de Sambuy, una grande giornalista

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Al centro della foto Giorgia Gessner
Al centro della foto Giorgia Gessner. Si riconoscono Vincenzo Zaccagnino, a sinistra, Roberto Franzoni, a destra della bionda Ted de Vries, dell'HISWA

Se n’è andata Giorgia Zeni Gessner de Sambuy, detta “Pucci”, e con lei scompare non solo un’altra memoria storica di quelli che sono stati gli anni ruggenti della nautica da diporto, ma soprattutto una maestra di giornalismo nautico. Ha contribuito alla nascita di una cultura nautica nel dopoguerra, quando andar per mare divenne un fenomeno nazional popolare. Nata a Roma 88 anni fa, viveva a Milano dove si era sposata due volte avendo tre figli e quattro nipoti.

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Cardigan blu, scarpe rigorosamente da barca e sigaretta sempre accesa: la ricordiamo così come ricordiamo la sua bravura nel mestiere dello scrivere, per lei la prima passione assieme a quella di navigare a vela.

Giornalista professionista ha diretto riviste nautiche di primaria importanza – Forza 7, Vela e Motore, fondatrice di Barche – Barche della Gessner! - ed è stata per molti anni freelance collaborando per un lungo periodo con Vincenzo e Matteo Zaccagnino a Yacht Capital. Ha scritto vari libri: “ Il navigabene” per Sperling & Kupfer, due volumi dell’Enciclopedia “Il Mare”, per De Agostini e “Io, quest’estate” per la Emmme Edizioni. Ha collaborato, con articoli sempre di argomento nautico, sul Corriere della Sera, Corriere d’Informazione e il Secolo XIX. Ha tradotto, sia dal francese sia dell’inglese, vari libri per Mursia.

Una sua frase: «Il difficile è essere stringati. Quando sai scrivere non è un problema farla lunga: si può scrivere un libro su uno spazzolino da denti»

Buon Vento Giorgia!

Fabio Petrone

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