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Nautica: parliamo di ICOMIA col Vice Presidente Andrea Razeto

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Il Vice Presidente di UCINA Confindustria Nautica e di ICOMIA, Andrea Razeto
Il Vice Presidente di UCINA Confindustria Nautica e di ICOMIA, Andrea Razeto

ICOMIA, the International Council of Marine Industry Associations, è stata costituita, com’è noto, nel 1966, specialmente su spinta della Gran Bretagna, per riunire tutte le associazioni professionali dell’industria nautica del mondo e assumere un ruolo internazionale di rappresentanza.

Era un momento di grande sviluppo del settore e il nuovo istituto della Commissione Europea, creata nel 1958, incominciava a legiferare anche in campo nautico, così specialmente inglesi, olandesi e tedeschi, che seguivano assai più di noi le attività comunitarie, ottennero che ICOMIA potesse svolgere un ruolo di consulenza preventiva sulle Direttive che interessavano in qualche modo la nautica. Anche UCINA Confindustria Nautica ne ha fatto parte dall’inizio, ma solo con Lorenzo Selva, purtroppo scomparso nel 2012, ha ottenuto incarichi di vertice.

Ora la rappresentanza italiana è stata affidata al vicepresidente UCINA Confindustria Nautica Andrea Razeto - titolare della Razeto & Casareto, azienda che produce serramenti e maniglie per il navale e per il diporto nautico - che il 15 giugno 2015 è stato eletto Vicepresidente ICOMIA. È a lui, dunque, che ci siamo rivolti per chiedere notizie sulle principali attività dell’International Council of Marine Industry.

 

Quali sono le principali questioni di cui si sta attualmente occupando ICOMIA?

ICOMIA gestisce al proprio interno 12 comitati tecnici, che affrontano continuativamente, grazie alla partecipazione dei delegati delle associazioni nazionali, la discussione delle principali e più urgenti tematiche di interesse dell’industria nautica. Fra i più recenti successi della Federazione possiamo ricordare l’importantissimo lavoro con le istituzioni europee, svolto insieme a EBI – European Boating Industry, per la nuova Direttiva sulla costruzione delle unità da diporto; il differimento di 3 anni nell’applicazione dei nuovi stringenti limiti di emissione di NOx per i Superyacht >500GT; lo studio per un possibile avvicinamento fra gli standard ISO e quelli americani nell’ambito dei negoziati TTIP; lo sviluppo associativo in aree di importante espansione della nautica, quali il Sudest asiatico e il Sudamerica… Ovviamente si deve anche ricordare la fondamentale attività di lobbying, svolta continuativamente, con le organizzazioni internazionali, in primis l’IMO.

 

Qual è il grado di coinvolgimento dell’Italia – e quindi di UCINA Confindustria Nautica – nelle attività di ICOMIA?

UCINA, rappresentando una fra le tre principali nazioni produttrici di imbarcazioni e di equipaggiamenti nautici a livello mondiale, è sempre stata considerata un punto di riferimento imprescindibile in ICOMIA. La partecipazione di UCINA alle attività direttive e ai comitati tecnici della Federazione è stata significativa e costante negli anni. Attualmente, oltre al mio ruolo di Vicepresidente, è anche da segnalare la Presidenza della Superyacht Division e la Vicepresidenza del Technical Committee da parte dell’ing. Stefano Pagani, responsabile del nostro Ufficio Studi.

 

In estate si svolge tradizionalmente il Congresso generale di ICOMIA: quali sono i progetti per il 2016?

Quest’anno ricorrono i 50 anni dalla fondazione di ICOMIA: il Direttivo ha voluto che l’organizzazione di un Congresso così rilevante per la Federazione fosse affidata a UCINA, un partner storico e di primaria importanza nel panorama dell’industria nautica mondiale. 16 anni dopo l’ultimo congresso in Italia (a S. Margherita Ligure), abbiamo deciso di spostarci nell’Adriatico, in uno dei poli nautici italiani oggi in maggiore crescita: il 50° congresso di ICOMIA, congiuntamente al congresso di IFBSO, la federazione dei principali saloni nautici mondiali, si terrà a Trieste dal 7 al 10 giugno. Il Congresso, a cui sono attesi oltre 100 delegati da tutto il mondo, si preannuncia già come un momento di grande importanza per verificare le prospettive di sviluppo della nostra industria in un periodo congiunturale ancora caratterizzato da un’elevata incertezza di mercato.

 

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