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Nautica: il Salone Nautico a Genova, Venezia o Buggerru

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Il Salone Nautico di Genova
Il Salone Nautico di Genova

Il presidente di UCINA, Carla Demaria, ha recentemente diffuso una lettera aperta a seguito del clamore suscitato dalla notizia che l’Associazione, attraverso la controllata I Saloni Nautici S.p.A, organizzerà il prossimo salone nautico a Venezia. 

Soprattutto attraverso i media locali, la città, le sue intellighenzie, i suoi politici, hanno espresso forti perplessità sull’opportunità da parte di Confindustria Nautica di andare a dare supporto diretto, addirittura organizzandolo, a un nuovo boat show nella splendida cornice di Venezia, temendo che così facendo venga messa a repentaglio la permanenza del Salone Nautico là dove è quasi sempre stato. La Demaria ha scritto ai giornali per ribadire che il rischio non sussiste, che il Salone Nautico di Genova è un patrimonio da difendere e che Venezia non sarà in concorrenza ma in pratica complementare.

A tal proposito, da sempre affermiamo che il Nautico di Genova è certamente stato tra i più importanti Boat Show del mondo. Con sagacia l’Ente Fiera di Genova affidò, a suo tempo, l’organizzazione della manifestazione alla Anicmann (poi UCINA Consornautica e infine UCINA Confindustria Nautica), l’associazione di settore, insoddisfatta di una sua esperienza espositiva al Castello Sforzesco di Milano. Anicmann, comprendendo le potenzialità della sede, convinse i suoi associati a partecipare in massa raggiungendo subito, all’inizio, un grande successo. Ma mentre UCINA si è dedicata negli anni con impegno nella riuscita del Nautico, la città di Genova, che per diritto nel CDA esprime politicamente la scelta del presidente della Fiera, ha sempre considerato la struttura e le sue iniziative come una dipendenza dell’amministrazione cittadina, un affare da gestire semplicemente attraverso logiche politiche, nell’accezione più bieca del termine, senza alcun rispetto per quelli che per più di 50 anni hanno frequentato la Fiera per il Nautico, portando miliardi nelle casse dell’ente fieristico e della città. Qualcuno che come noi di Saloni ne ha frequentati un po’, ricorderà sicuramente il periodo in cui l’amministrazione di turno aveva ben pensato di trasformare i parcheggi antistanti la fiera in un campo nomadi. Pensate se i comuni di Cannes o Dusseldorf si sognerebbero mai di fare una cosa del genere! Senza poi parlare della fatiscenza delle strutture che abbiamo visto sgretolarsi nel tempo senza che qualcuno intervenisse, lasciando spesso proprio a Ucina l’ingrato compito di togliere le castagne dal fuoco per la soluzione di tanti problemi. Come molti, a Genova in tanti anni ne abbiamo viste di tutti i colori e delusi dalla città anche in termini di accoglienza turistico/alberghiera, di organizzazione ecc. in passato abbiamo scritto più volte che Genova non meritava il Nautico perché non ne sentiva i problemi. Mai verità fu più reale, oggi più che mai ne siamo convinti: Genova fa di tutto per non meritarsi la nautica. Dunque, anziché allarmarsi per quel che potrebbe essere il destino del Nautico con Venezia, quelli che hanno levato gli scudi contro la Demaria si rimboccassero le maniche dando finalmente risposte concrete a tutti noi che, anche solo visitando il Salone una volta, pagando un solo biglietto, abbiamo contribuito a fare di Genova la capitale della nautica italiana. Altrimenti, restando così l’andazzo, meglio per tutti cambiare e allora ben venga Venezia, Buggerru o qualsiasi altro comune voglia investire seriamente sulla nautica. 

 

 

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