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Nautica: Sanlorenzo 460 Explorer, Transatlantico

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Sanlorenzo 460 Exp
Sanlorenzo 460 Exp

Sanlorenzo dopo un lungo e approfondito studio della tipologia Explorer o Expedition Vessel (come dicono gli americani) che sta raccogliendo un crescente interesse tra gli armatori che amano navigare a lungo e in zone remote, ha messo a punto, venduto e costruito il 460 Exp, uno scafo dislocante in acciaio e sovrastruttura in alluminio di 460 tonnellate di stazza in soli 42, 8 metri di lunghezza. Lo yacht si sviluppa su cinque ponti e, come ogni Sanlorenzo da oltre 50 anni, è stato costruito seguendo i più elevati standard e realizzato su misura secondo le richieste del proprio armatore.

Le linee esterne del 460 Exp sono imponenti e richiamano i profili delle grandi navi da esplorazione in aree remote del globo. La sovrastruttura si sviluppa principalmente verso la prua dello yacht, nel rispetto e nell’esaltazione della tipologia explorer, lasciando un ampio ponte libero a poppa in grado, durante la navigazione, di ospitare a bordo tender di dimensioni altrimenti impensabili per yacht simili, oltre a diverse attrezzature d’acqua e di terra per consentire a ospiti ed equipaggio di penetrare nelle aree visitate. Una volta all’ancora, il ponte principale del 460 Exp, liberato dagli equipaggiamenti, si trasforma in un ampio solarium dotato anche di una grande piscina riscaldata e attrezzata per il nuoto contro-corrente.
Il ponte inferiore invece accoglie un beach-club dotato di bar che, grazie al portellone apribile e ribaltabile, diventa un’ulteriore terrazza sul mare. Il primo 460 Exp venduto e costruito si chiama Moka, mentre oggi altre quattro unità 460 Exp sono già state vendute e sono ora in fase di costruzione.

Il layout di Moka, come da richieste del proprio armatore americano, è organizzato con cinque cabine ospiti e una palestra al ponte inferiore, un ampio appartamento armatoriale e due vasti saloni al ponte principale e superiore.
I locali riservati all’equipaggio e ai servizi hanno dimensioni molto superiori a quelli di altri yacht di simili dimensioni.
460 Exp ha un’estesa autonomia, oceanica appunto, e una dotazione impiantistica adeguata a lunghe navigazioni. La motorizzazione è costituita da due motori Caterpillar C32 Acert di 983 kW (1319 cv) in grado di coprire - alla velocità economica di 11 nodi - oltre 4000 miglia.

 

LA TRAVERSATA OCEANICA

L’armatore, confortato da queste premesse e sentendosi sicuro dello yacht varato e collaudato dal cantiere alla fine dell’estate 2015, presentato poi al Monaco Yacht Show di fine settembre, completato e testato alla presenza dei propri tecnici e del suo nuovo equipaggio nelle settimane successive ed infine definitivamente consegnato l’11 dicembre 2015, non ha esitato ad affrontare la traversata dell’Atlantico come viaggio inaugurale, per poter immediatamente godere del suo nuovo e fiammante 460Exp durante l’inverno 2016 sulle sponde americane. Decisione quantomeno inusuale trattandosi di un equipaggio quasi del tutto nuovo e che ha avuto solo poche settimane di tempo per familiarizzare con uno yacht che, per quanto ben costruito e collaudato, è pur sempre un prototipo.

Di solito gli yacht anche di queste dimensioni vengono caricati su una delle molte navi che oggi trasportano yacht di là e di qua dell’oceano, perché non hanno l’autonomia necessaria o perché non sono ritenuti idonei per affrontare una traversata oceanica oppure per semplice calcolo di convenienza; Sanlorenzo 460 Exp dispone invece di un’autonomia oceanica e della necessaria affidabilità e seaworthiness che gli consente di attraversare con i propri mezzi l’Atlantico e proprio per affrontare traversate di questo tipo è stato progettato e costruito.

Solo poche ore dopo il brindisi della consegna, Moka parte quindi per il suo viaggio inaugurale:

- L’equipaggio è composto da otto persone oltre al comandante. L’11 dicembre Moka salpa dal porto di Viareggio alla volta di Palma di Majorca, dove attracca il 13 dicembre, dopo 500 miglia di un Tirreno e un Golfo del Leone che non risparmiano le prime onde di burrasca di una lunga navigazione. A Palma, capitale della più grande isola delle Baleari, l’equipaggio imbarca forniture e suppellettili di bordo, e il grosso delle provviste per la traversata. Moka è a suo agio in un mare amico.

- ll 21 dicembre, con il favore di un meteo clemente, Moka riparte alla volta di Gibilterra, il cancello del Mediterraneo. Ancora due giorni di navigazione per coprire 450 miglia.

- Il giorno stesso del suo arrivo, fatto il pieno di combustibile, l’equipaggio mette finalmente la prua di Moka nelle acque dell’Atlantico. Il prossimo scalo è alle Canarie. La stagione non è ideale per affrontare questo tratto di Oceano dove infatti Moka incontra le propaggini di una forte perturbazione che ha il suo centro più a Nord Ovest e che scarica le sue onde
lunghe e imponenti sulla costa africana.

- Il vento e il mare prevalentemente al traverso non creano però eccessive preoccupazioni e Santa Cruz de Tenerife viene raggiunta il giorno di Natale dopo 750 miglia di mare.

- La sosta a Santa Cruz consente di rabboccare i serbatoi e di imbarcare le ultime provviste fresche prima del grande balzo. Ora occorre percorrere oltre 2.700 miglia prima del prossimo scalo d’atterraggio sul continente americano, Saint Martin l’isola delle Antille divisa in due, metà francese, metà olandese.

- Il 28 dicembre Moka salpa da Tenerife. Le onde prevalenti sono quelle dell’aliseo e le giornate passano tranquillamente grazie all’insonorizzazione straordinaria di Moka che non fa scontare all’equipaggio gli oltre 2600 cavalli dei suoi Caterpillar, né rumori o vibrazioni di altri impianti. Di tanto in tanto però il vento ed il mare rinforzano sia in poppa che al traverso,
ma i sistemi di governo e di stabilizzazione contrastano efficacemente le onde oceaniche.

- È il 6 gennaio, Epifania, il Comandante scorge la sagoma scura di Saint Martin all’orizzonte. Moka ha compiuto senza sforzi e senza traumi la traversata atlantica.

- Sbarcato un membro dell’equipaggio, il 7 gennaio già ripartono per West Palm Beach, Florida. Devono coprire 1.100 miglia, più di un terzo della traversata atlantica, passando al largo delle Virgin Islands inglesi e americane e attraversando il canale tra Cuba e le Bahamas.

- Il 10 gennaio la lussuosa cittadina della Florida accoglie lungo le sue sponde Moka.

Dopo oltre 5.600 miglia di navigazione, un mese di mare, di cui 19 giorni interi di navigazione, alla media di circa 12,5 nodi, Moka non mostra segni di affaticamento, né ha subito avarie di sorta. Lo scafo, le attrezzature di coperta, gli impianti non hanno risentito minimamente della lunga navigazione, del moto ondoso ininterrotto.