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Kamana Sailing Expedition: addio Pacifico, ecco l'Atlantico

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KAMANA SAILING EXPEDITION
KAMANA SAILING EXPEDITION

È quasi fatta. Mancano “solo” 700 miglia, prua a Sud-Est lungo le coste della Groenlandia.

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Il Plum e tutto l’equipaggio di Kamana Sailing Team sono al momento nella baia di Baffin, hanno alle spalle 2.500 miglia di navigazione e, soprattutto, la zona dei ghiacci a Nord del continente americano.

Ora da Nuuk, capitale della Groenlandia e loro meta finale, li divide una fredda navigazione attraverso lo stretto di Davis, che separa il Nunavut candese dalla grande isola ghiacciata che fa parte del Regno di Danimarca.

Se riuscirà nell’impresa, quello di Kamana Sailing Expedition sarà il primo equipaggio italiano a compere il passaggi o NW “contromano”, quindi da Ovest a Est.

Sono partiti un mese fa, e hanno vissuto molte avventure. I ghiacci artici si stanno già richiudendo alle loro spalle e il comandante della spedizione, Enrico Tettamanti, è stato abile a sfruttare quella fugace finestra meteo che gli ha consentito di passare dall’Oceano Pacifico a quello Atlantico. Molte delle altre barche che hanno tentato, si sono dovute arrendere. L’avventura non è ancora finita, ma il peggio, la parte più dura è dietro di loro.

Nel loro lungo percorso hanno vissuto il momento peggiore a metà agosto, quando sembrava che i venti da Sud addensassero i ghiacci verso un imbuto alla volta di Port Ross, passaggio necessario per arrivare in Atlantico. Hanno anche incontrato condizioni meteo durissime e hanno dovuto slalomeggiare tra pack e iceberg (il Plum non ha uno scafo in acciaio o alluminio, ma in vetroresina, e ogni contatto può essere molto pericoloso); hanno avuto problemi di nebbia e di forti deviazioni magnetiche delle bussole. Una mattina si sono risvegliati con un iceberg che aveva avvolto, ingoiato, la loro ancora e la loro catena, e hanno lottato tutta la notte per poter ripartire.

Ma hanno anche avuto momenti esaltanti, come la tappa di Cambridge Bay, dove la famiglia Kamana è finalmente tornata al completo. Hanno raggiunto l’equipaggio Giulia, il piccolo Kai – moglie e figlio del comandante –  e i compagni di avventura Davide ed Anna Serra con i quattro figli Sofia, Tommaso, Anita e Filippo. Da 6 anni Davide Serra e la sua famiglia sono promotori e sostenitori del progetto Kamana con i Tettamanti e raggiungono Plum nelle esplorazioni più estreme del pianeta, dai tropici ai poli vivendo questa esperienza come valore educativo di crescita per tutta la famiglia.
Una delle pagine più belle del diario di bordo (in allegato) è proprio quella dove sono i ragazzi a raccontare il passaggio a Nord Ovest dal loro punto di vista.

Hanno poi fatto incontri meravigliosi con gli animali polari, a cominciare da orsi, foche e caribù. Ma hanno anche potuto scoprire il mondo degli Inuit, la popolazione di queste terre che hanno incontrato a Ross Strait, Josephine Bay, Taloyoak, Gioa Haven… gente cordiale che li ha accolti come fratelli.

Kamana Sailing Team ha anche avuto il diretto e sincero appoggio delle istituzioni italiane a voce dello stesso Ministro dello Sport, Luca Lotti: “C’è un gruppo di velisti italiani che si è lanciato in un’impresa straordinaria, una delle più affascinanti che si possano vivere in mare, il passaggio a Nord  Ovest. Lo fanno con lo spirito del totale rispetto della natura e dello spazio che si attraversa, senza competitività; aggressiva. Un approccio nobile e appassionato che rende questa prova eccezionale e meravigliosa. A noi non resta che continuare a seguirli in questo splendido viaggio”.

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