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Andrea Fantini porta l’Italia alla Route du Rhum

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Andrea Fantini
Andrea Fantini

La vela oceanica si riunisce oggi a Parigi per la conferenza stampa di presentazione della Route du Rhum, la prestigiosa regata transatlantica in solitario che prenderà il via domenica 4 novembre a Saint-Malo, con arrivo in Guadalupa. A rappresentare l’Italia ci sarà Andrea Fantini, a bordo del Class40 Enel Green Power. Lo skipper ferrarese è pronto ad affrontare una delle tappe più importanti, e al tempo stesso sfidanti, del suo progetto sportivo personale: partecipare in solitario alle più importanti ed estreme regate oceaniche. A sostenerlo, l’Innovation Partner Enel Green Power, gli Official Partner Akran Intellectual Property e Credimi e i Technical Partner Slam, Ubi Maior Italia, Garmin Marine, Solbian e Porto Mirabello.

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Quando una regata si tiene ogni quattro anni, come la Route du Rhum – Destination Guadeloupe, è inevitabile che ci sia una grande attesa nel mondo della vela. Quella che sta per iniziare, per giunta, non sarà un’edizione qualsiasi. Innanzitutto perché il 2018 è l’anno in cui la Route du Rhum spegne quaranta candeline: la prima edizione si era infatti tenuta nel 1978 ed era stata vinta dal canadese Mike Birch. In occasione di questo anniversario importante, inoltre, si è segnato il record assoluto di partecipazioni a una regata transatlantica. Inizialmente infatti gli organizzatori avevano posto un limite massimo di cento iscritti, ma già mesi prima della partenza l’hanno dovuto alzare per far fronte all’ondata di iscrizioni. Al momento, gli skipper censiti nel sito ufficiale sono 123.

Il Racing Village apre i battenti mercoledì 24 ottobre, dando il via a dieci giorni di eventi e attività sportive e non. Domenica 4 novembre la flotta partirà da Saint-Malo (Bretagna) con destinazione Pointe-à-Pitre (Guadalupa), per un totale di 3.542 miglia nautiche da percorrere in solitario, senza scalo e senza assistenza. 

La partecipazione è aperta a monoscafi e multiscafi, suddivisi in diverse classi veliche:
●    ULTIME, trimarani super performanti di lunghezza fuori tutto uguale o superiore a 60 piedi.
●    MULTI50, multiscafi di 50 piedi spettacolari e molto veloci.
●    IMOCA, i monoscafi della Vendée Globe, con o senza foil.
●    CLASS40, monoscafi pensati per le navigazioni oceaniche in solitario o in doppio. 
●    RHUM, la categoria in cui confluiscono tutte le imbarcazioni che non rientrano nelle altre classi, suddivise a loro volta in monoscafi e multiscafi.

Proprio nella classe Rhum c’è l’unico altro nome italiano di una regata a netta prevalenza francese (come spesso accade nei grandi appuntamenti oceanici): è quello di Andrea Mura, che gareggia a bordo dell’Open 50 Vento di Sardegna. 

Andrea Fantini si presenta nella categoria più affollata (53 skipper iscritti) e quindi - si può prevedere - più agguerrita, quella dei Class40. Nato a Ferrara nel 1982, Andrea scopre la passione per il mare fin da ragazzo, con le prime uscite sulla barca di famiglia. Il 2006 è l’anno della sua prima traversata atlantica: da allora naviga senza sosta attraversando gli Oceani e macinando record, a bordo di barche prestigiose come il Class40 e il Maserati VOR70 capitanato da Giovanni Soldini. Dopo questa importante formazione in equipaggio, inizia a dedicarsi anima e corpo al suo progetto personale, un’avventura sportiva e umana: prendere parte alle regate oceaniche più prestigiose del mondo, con il sogno della Vendée Globe, il giro del mondo in solitario, senza scalo né assistenza.

Andrea naviga sul Class40 ITA55 Magalè, una barca che ha una storia di tutto rispetto (è stata progettata da Guillaume Verdier per Giovanni Soldini) e per questo biennio gareggia con il nome di Enel Green Power. A partire dall’estate 2017 il Class40 è stato sottoposto a un intenso refitting, che l’ha reso competitivo e pronto ad affrontare sfide oceaniche di primissimo livello. Proprio un anno fa Andrea si stava preparando per affrontare la Transat Jacques Vabre (4.350 miglia in doppio da Le Havre, Normandia, a Salvador de Bahia, Brasile) interrotta a causa dell’impatto della barca con un UFO (oggetto galleggiante non identificato) al largo del Portogallo, che ha distrutto un timone e costretto al ritiro dopo pochi giorni dalla partenza. I mesi successivi sono stati fittissimi: prima i lavori per riparare il danno al timone, poi la stagione in Mediterraneo, costellata di appuntamenti sportivi. Ad aprile è arrivata la grande soddisfazione della Garmin Marine Roma per 1 (Riva di Traiano-Lipari-Riva di Traiano): primo posto tra i solitari, secondo assoluto dopo Endlessgame e vittoria della Coppa Challenge dedicata a Paolo Venanzangeli. Dopo questa regata in solitario, è stato il turno della 151 Miglia, in doppio con Alberto Riva, e della Rolex Giraglia, in equipaggio. 

Da allora, tutta l’attenzione è stata focalizzata sulla Route du Rhum. Ai fini della qualifica, il comitato di regata ha richiesto di navigare in solitario per 1.200 miglia, di cui almeno 120 con vento contrario almeno a 5 Beaufort (una scala internazionale di misurazione delle condizioni meteo in mare). Andrea ha rispettato e superato questo requisito, navigando da Cadice a Lorient, in Bretagna, dove si è stabilito per altre preziose settimane di lavori in cantiere e allenamenti presso La Base, il cuore pulsante della vela oceanica internazionale.

Con la partenza fissata per il 4 novembre, la Route du Rhum si svolgerà nel pieno dell’inverno del Nord Atlantico. Le depressioni in arrivo dal Nord America che spazzano il golfo di Biscaglia, il vento forte, l’acqua ghiacciata, l’intenso traffico di navi nel canale della Manica: questo lo scenario più verosimile per la parte iniziale della regata. Tipicamente i primi cinque giorni sono particolarmente duri, dopodiché le possibilità sono due. Chi segue la rotta che passa a nord dell’anticiclone delle Azzorre (la rotta ortodromica, più breve) deve attraversare una o forse due depressioni, con fronti freddi associati. Se invece si segue una rotta che passa a sud, la situazione migliora più velocemente, perché è improbabile che sopraggiungano depressioni al di sotto della latitudine di Lisbona. Da lì, una volta agganciati gli alisei (i famosi venti che portarono Colombo in America), le condizioni diventano decisamente più piacevoli: le temperature di acqua e aria si alzano e si naviga con il vento in poppa sotto spi. Riassumendo, l’“osservato speciale” è il famigerato anticiclone delle Azzorre, poiché dalla sua posizione dipende la strategia che seguiranno i 123 skipper. L’ultima settimana di navigazione in genere è clemente, poiché tutti gli skipper (sia quelli che hanno scelto la rotta nord, sia quelli che si sono diretti a sud) hanno agganciato gli alisei e filano veloci verso i Caraibi.

Le insidie di una regata come la Route du Rhum sono molte. D’altra parte è una regata in solitario, il che significa che bisogna navigare veloci per arrivare davanti agli avversari, fare una strategia in base alla meteo studiandone le evoluzioni più volte al giorno, e nel frattempo bisogna mangiare, dormire, fare foto e video, riparare tutto quello che si rompe… insomma, 24 ore in un giorno non bastano!, spiega Andrea Fantini. 

Fantini, pur non sottovalutando l’impegno richiesto dalla regata, si mostra determinato e ottimista: Ho molta fiducia in Enel Green Power. Non è tra le più giovani della flotta dei Class40, ma è comunque molto competitiva. Innanzitutto perché è stata pensata da Giovanni Soldini, che a bordo di questa barca ha vinto tutto, e poi perché l’abbiamo migliorata ulteriormente con le importanti modifiche fatte lo scorso anno. Insomma, la barca è buona e ci batteremo fino all’ultimo miglio, promette

Una sfida sportiva così estrema è stata raccolta dai navigatori oceanici più preparati in assoluto, che si apprestano ad affrontarla a bordo di barche veloci e competitive. Fare un pronostico sul podio finale, per quest’edizione più ancora che per le altre, è particolarmente difficile: in gara ci sono almeno 15-20 barche nuove ed estremamente performanti, su cui navigano altrettanti skipper che hanno tutte le carte in regola per arrivare in testa. Dovendo scegliere qualche nome da tenere d’occhio nella sua categoria, Fantini segnala innanzitutto Kito de Pavant, che naviga sul Class 40 Made in Midi. Classe 1961, è uno dei navigatori francesi più forti di sempre, ha alle spalle tre giri del mondo in solitario e più di cinquanta transatlantiche, tra cui le due precedenti edizioni della Route du Rhum. Cosa molto interessante agli occhi di noi italiani, ha sempre preparato le sue barche in Mediterraneo. Altri due nomi interessanti sono quelli di Phil Sharp e Sam Goodchild, entrambi inglesi, che senza dubbio daranno del filo da torcere ai loro avversari francesi.

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