Sentinella Blu, il motoveliero della Lega Navale intitolato a Giuseppe Di Matteo
Sentinella Blu, il motoveliero della Lega Navale intitolato a Giuseppe Di Matteo
“Sentinella Blu”, il motoveliero della Lega Navale Italiana confiscato agli scafisti, è stato intitolato oggi a Trieste a Giuseppe Di Matteo, vittima innocente della mafia, a trent’anni dal suo assassinio. Sequestrato a 12 anni, Giuseppe rimane prigioniero per 779 giorni prima di essere ucciso e sciolto nell’acido l’11 gennaio 1996, pochi giorni prima del suo quindicesimo compleanno, su ordine del boss mafioso Giovanni Brusca.
La cerimonia si è svolta presso la sede della Lega Navale Italiana di Trieste, nell’ambito delle iniziative della Barcolana 58, alla presenza di autorità istituzionali e di Nicola Di Matteo, fratello di Giuseppe. Da oggi il nome e il volto della giovane vittima di mafia accompagneranno le navigazioni di “Sentinella Blu”, trentesima imbarcazione della flotta della legalità della Lega Navale Italiana: si tratta di imbarcazioni utilizzate in passato per traffici illeciti, confiscate dallo Stato alla criminalità organizzata e affidate alla Lega Navale, che le recupera grazie a risorse proprie e all’impegno volontario dei soci, restituendole alla collettività per attività di pubblico interesse. “Sentinella Blu” è un motoveliero in ferro di 16 metri, varato in Norvegia nel 1974 e confiscato nel 2024 nell’ambito di un’operazione di contrasto al traffico di migranti. Dopo oltre un anno di lavori, l’imbarcazione è tornata operativa grazie all’impegno dei soci dell’associazione, coordinati da Agatino Catania, delegato regionale della LNI per la Sicilia orientale, che ha ripercorso le fasi del recupero durante la cerimonia.
A Trieste si è conclusa anche la prima missione di monitoraggio ambientale di “Sentinella Blu”, partita lo scorso luglio da Siracusa e sviluppata lungo la rotta ionico-adriatica, con tappe a Crotone, Brindisi, Bari e Ancona. Nel corso della campagna estiva, il motoveliero ha navigato per 700 miglia, effettuato 30 rilevamenti e ospitato a bordo 93 persone. Le misurazioni sono state realizzate attraverso una sonda multiparametrica in dotazione alla Lega Navale Italiana, che rileva temperatura, conducibilità, salinità, ossigeno disciolto, pH e pressione. Le attività hanno coinvolto le Aree Marine Protette del Plemmirio, Capo Rizzuto, Torre Guaceto e Miramare, il Parco Regionale del Conero e ricercatori dell’Università del Salento, dell’Università di Bari, dell’Università Politecnica delle Marche e dell’Università di Trieste, come spiegato nel corso dell’evento dalla responsabile per l’ambiente della Lega Navale Italiana, Lara Maule.
Nella giornata di ieri, “Sentinella Blu” ha effettuato rilevazioni nel Golfo di Trieste insieme ai ricercatori dell’Università di Trieste. Le attività si inseriscono nel quadro dell’accordo di collaborazione tecnico-scientifica sottoscritto tra l’Ateneo triestino e la Lega Navale Italiana per lo svolgimento di attività di monitoraggio ambientale, con l’obiettivo di dare continuità ai rilevamenti scientifici e sviluppare nuove iniziative di ricerca e divulgazione.
«Con “Sentinella Blu” salgono a 30 le imbarcazioni confiscate alla criminalità e affidate alla Lega Navale Italiana, che le ha recuperate con risorse proprie per trasformarle in strumenti di educazione alla legalità e inclusione sociale. Anche grazie alla collaborazione con le associazioni, offriamo ai giovani e alle persone più fragili nuove opportunità di crescita attraverso il mare. Insieme alle università e alle Aree Marine Protette, “Sentinella Blu” ha svolto in questi mesi, e continuerà a svolgere, attività di divulgazione e monitoraggio ambientale per contribuire alla salvaguardia del mare, un patrimonio sempre più minacciato dall’azione dell’uomo. Ogni imbarcazione della nostra flotta della legalità porta sulla randa il volto di una vittima della mafia o del terrorismo, per mantenerne viva la memoria e trasmetterne l’esempio alle nuove generazioni. Oggi dedichiamo “Sentinella Blu” a Giuseppe Di Matteo, un ragazzo al quale la mafia ha negato il futuro. Ringrazio il presidente Mitja Gialuz per aver accolto questa iniziativa in Barcolana e Nicola Di Matteo per la sua toccante testimonianza. Giuseppe meritava di crescere, divertirsi e correre a cavallo. Sono orgoglioso che da oggi Giuseppe possa continuare simbolicamente a correre libero sui mari, a bordo della nostra “Sentinella Blu”», ha dichiarato Donato Marzano, Presidente della Lega Navale Italiana.
«Oggi a Trieste la barca “Sentinella Blu” prende il nome di mio fratello Giuseppe. È un momento che aspettavo da tempo. Questa non è una barca normale. È una barca tolta alla criminalità e oggi messa al servizio dei ragazzi e del mare. Darle il nome di Giuseppe, un bambino di 12 anni che i mafiosi hanno strappato al mare e alla luce per 779 giorni, è il simbolo più forte che potesse esserci. Da Altofonte a Trieste, da sud a nord, il suo viaggio è finito. Ringrazio la Lega Navale Italiana e la città di Trieste per averci creduto, per aver portato mio fratello nel mare più a nord d’Italia. La legalità vince quando una barca che era dei criminali diventa la barca di tutti. Mio fratello da oggi navigherà libero a bordo di “Sentinella Blu”», ha affermato Nicola Di Matteo nel corso della cerimonia.
Insieme al motoveliero dedicato a Giuseppe Di Matteo, sono presenti a Trieste anche le “barche della legalità” “Anassa”, intitolata al giuslavorista Marco Biagi, “Helena”, dedicata a Stella Costa, bambina vittima innocente della criminalità, e “Francesco”, intitolata al capitano dei Carabinieri Emanuele Basile, assassinato dalla mafia.
Fino a domenica 11 ottobre le quattro imbarcazioni sono impegnate in uscite inclusive e didattiche insieme alle associazioni e alle realtà sociali del territorio, tra cui UICI, AISM, AIAS, AIFA, Bambini Marco Cavallo, COPS-Melograno, Prometeo Chioggia e Strada dell’Amore, per offrire a persone con disabilità o in condizioni di fragilità opportunità di avvicinamento al mare.


