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Tempesta invernale e yacht: prevenire il danno significa tutelare anche la posizione assicurativa
Emanuele Pippione, broker assicurativo con trent'anni di esperienza nel mercato della nautica, entra tra le firme di PressMare con una serie di contributi dedicati alla normativa e alle problematiche assicurative che interessano armatori e operatori del settore. Il primo approfondimento affronta un tema particolarmente attuale con l'avvicinarsi della stagione invernale: la prevenzione dei danni provocati dal maltempo e le sue implicazioni sulla tutela assicurativa degli yacht.
Quando viene diramato un avviso di burrasca o di tempesta, la protezione dello yacht non è soltanto una questione di buona tecnica marinaresca. È anche un tema di corretta gestione del rischio sotto il profilo assicurativo. Le raccomandazioni operative di prevenzione per la nautica da diporto mostrano infatti che la differenza si gioca spesso nelle ore precedenti all’evento, quando è ancora possibile ridurre l’esposizione al danno.
Per le unità a galleggiante: rottura degli ormeggi, deriva, urti contro pontili o altre imbarcazioni, infiltrazioni d’acqua, danni alle attrezzature esterne e persino sversamenti di carburante o liquidi inquinanti. Per le unità a secco: ribaltamento sul supporto, danni alla carena e infiltrazioni da aperture non correttamente chiuse. Non si tratta quindi di un rischio astratto, ma di una sequenza di possibili eventi dannosi che impongono preparazione, metodo e tempestività.
La prevenzione, in questo quadro, non può essere ridotta a una formalità. Chiudere e bloccare oblò, osteriggi e pannelli di coperta, verificarne la tenuta, rimuovere o fissare gli oggetti mobili, mettere in sicurezza vele, boma, tender, bimini e capottine, proteggere o sbarcare la strumentazione elettronica di bordo: sono tutte misure raccomandate e tutte coerenti con una seria politica di riduzione del rischio.
Per le barche in acqua, il focus è sul rafforzamento dell’ormeggio: cime in buono stato e di diametro adeguato, linee aggiuntive, ammortizzatori, controllo di bitte, anelli e nodi, corretto posizionamento dei parabordi, verifica delle pompe di sentina, delle batterie e delle valvole di scafo. Per le barche a secco, l’attenzione si concentra invece sulla stabilità dei punti di appoggio, sull’uso di supporti supplementari, sul corretto orientamento rispetto al vento e sul fissaggio al suolo.
A queste cautele pratiche si collega un principio giuridico preciso. L’art. 1914 c.c. stabilisce che l’assicurato deve fare quanto gli è possibile per evitare o diminuire il danno. In una polizza corpi yacht, questo principio assume un rilievo molto concreto: davanti a un’allerta meteo, l’assicurato diligente è chiamato ad adottare tutte le misure ragionevolmente esigibili per contenere le conseguenze del sinistro.
Il punto, però, va espresso con equilibrio. Non ogni danno da tempesta implica automaticamente una negligenza dell’assicurato, né ogni sinistro può tradursi in una contestazione indennitaria. È però corretto ricordare che l’art. 1915 c.c. attribuisce rilievo all’inadempimento dell’obbligo di avviso o di salvataggio: in caso di omissione dolosa l’assicurato perde il diritto all’indennità, mentre in caso di omissione colposa l’assicuratore può ridurre l’indennizzo in ragione del pregiudizio sofferto.
Anche la giurisprudenza valorizza le regole di comune diligenza e le ordinarie cautele nella protezione del bene assicurato. Per questo, nel settore yacht, prevenire significa anche documentare. È utile poter dimostrare che, prima della burrasca, sono stati rinforzati gli ormeggi, chiuse le aperture, messi in sicurezza gli accessori, controllati i sistemi di drenaggio e mantenuti aggiornati i contatti con porto, cantiere e assicurazione.
Il messaggio finale è semplice: la tempesta resta un evento naturale, ma la qualità della preparazione fa spesso la differenza tra danno contenuto e danno grave. E, nelle polizze corpi yacht, prevenire non significa solo proteggere l’imbarcazione: significa anche rafforzare la propria posizione assicurativa con comportamenti prudenti, tempestivi e tracciabili.
Emanuele Pippione
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