Da sinistra gli economisti Kenneth Rogoff, Branko Milanović, Daron Acemoglu e Mariana Mazzucato

Da sinistra gli economisti Kenneth Rogoff, Branko Milanović, Daron Acemoglu e Mariana Mazzucato

Oltre l’orizzonte: l’economia come chiave di lettura dello yachting

Editoriale

21/10/2026 - 14:00
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Nasce su PressMare "Oltre l’orizzonte", una serie di approfondimenti firmati da Filippo Ceragioli, docente all’International University of Monaco e al Politecnico di Milano, che propone una lettura delle trasformazioni del mercato nautico attraverso le teorie di quattro economisti contemporanei. Il percorso prende le mosse dal pensiero di Branko Milanović, per analizzare la distribuzione e la concentrazione della ricchezza; Kenneth Rogoff, per approfondire il rapporto tra mercati finanziari e propensione all’acquisto; Daron Acemoglu, per comprendere il ruolo della tecnologia e della produttività nella competitività dei cantieri; Mariana Mazzucato, per esaminare l’influenza degli investimenti e delle politiche industriali sui processi di innovazione.
L’obiettivo non è attribuire a questi economisti previsioni sul mercato nautico, ma utilizzare i loro modelli interpretativi come strumenti di analisi, mettendoli a confronto con i dati del settore per individuare le dinamiche che potrebbero influenzare l’evoluzione dello yachting nei prossimi anni.

Filippo Ceragioli

Il futuro dello yachting attraverso quattro lenti dell’economia contemporanea

Ricchezza, finanza, tecnologia e politica industriale: quattro modelli economici per provare a leggere il mercato nautico dei prossimi anni

Quanti yacht saranno venduti nel 2027? Forse non è questa la domanda giusta.

Per comprendere dove sta andando il mercato della nautica potrebbe essere più utile chiedersi dove si sta formando la nuova ricchezza mondiale, quanto questa ricchezza dipenda dall’andamento dei mercati finanziari, quali economie e quali imprese riusciranno a trasformare tecnologia e competenze in capacità produttiva e quanto le politiche industriali e ambientali condizioneranno la prossima generazione di prodotti.

Sono domande che possono sembrare lontane dalle banchine di Monaco, Cannes, Genova o Fort Lauderdale. In realtà potrebbero raccontare il futuro dello yachting meglio dell’order book di oggi.

I dati interni al settore rimangono naturalmente fondamentali. Ordini, consegne, dimensione della flotta, mercato brokerage, charter, refit e capacità produttiva permettono di misurare lo stato dell'industria. Ma sono prevalentemente la fotografia — o, in alcuni casi, la conseguenza — di decisioni già prese.

Provare a guardare più avanti richiede invece di interrogarsi sulle condizioni che determineranno le decisioni di domani.

È da questa considerazione che nasce una serie di articoli con un obiettivo volutamente diverso: provare a interpretare l'evoluzione dello yachting attraverso alcune delle principali chiavi di lettura dell'economia contemporanea.

Un mercato, quattro modi di osservarlo

L'esperimento parte da quattro economisti: Branko Milanović, Kenneth Rogoff, Daron Acemoglu e Mariana Mazzucato.

Non sono stati scelti perché abbiano studiato specificamente il mercato nautico. Al contrario, il punto interessante è proprio questo.

I loro lavori permettono di osservare fenomeni economici differenti che possono avere conseguenze importanti anche per lo yachting.

Milanović ha dedicato una parte fondamentale della propria ricerca alla distribuzione globale del reddito e della ricchezza e alle disuguaglianze, un campo sul quale continua a lavorare anche attraverso lo Stone Center on Socio-Economic Inequality. 

La sua prospettiva porta immediatamente a una prima domanda per il nostro settore: non soltanto quanta ricchezza verrà creata nel mondo, ma dove sarà concentrata e nelle mani di chi?

Per un'industria che produce beni ad altissimo valore destinati a una frazione estremamente ridotta della popolazione mondiale, potrebbe essere un indicatore assai più significativo dell'andamento generale del PIL.

Kenneth Rogoff offre una lente differente. Il suo lavoro attraversa politica monetaria, debito, crisi finanziarie e sistema monetario internazionale; ancora nel 2026 ha affrontato temi che vanno dalla politica monetaria al futuro del dollaro fino al rapporto potenzialmente complesso tra crescita prodotta dall'intelligenza artificiale e stabilità finanziaria.

Applicata allo yachting, questa prospettiva sposta la domanda: quanto conta la quantità di ricchezza e quanto, invece, la sua stabilità?

Mercati finanziari, costo del capitale, tassi d'interesse, valute e percezione del rischio possono infatti incidere sulle decisioni di acquisto anche quando il patrimonio nominale dei potenziali clienti rimane elevato.

Con Daron Acemoglu ci spostiamo progressivamente dal cliente alla capacità del sistema industriale di rispondere alla domanda.

Il rapporto fra istituzioni, tecnologia e prosperità costituisce uno degli assi centrali del suo lavoro. Una ricerca pubblicata nel 2026 insieme a Ufuk Akcigit e Simon Johnson affronta specificamente il tema dell'adozione e della diffusione della tecnologia, mostrando quanto contino capacità manageriali, formazione, accesso al credito e capacità delle imprese di assorbire nuove tecnologie.

La domanda per la nautica diventa allora: avere accesso alla tecnologia sarà sufficiente oppure la differenza verrà fatta dalla capacità di integrarla nel processo industriale?

Intelligenza artificiale, automazione, digitalizzazione della progettazione e della produzione, nuovi sistemi propulsivi e crescente complessità degli yacht potrebbero modificare non soltanto il prodotto, ma anche gli equilibri competitivi fra cantieri e fra differenti sistemi-Paese.

Infine, Mariana Mazzucato introduce una quarta dimensione: quella dello Stato e della politica industriale.

Il suo approccio alla mission-oriented innovation considera le istituzioni pubbliche non semplicemente come soggetti chiamati a correggere i fallimenti del mercato, ma come attori capaci di orientare investimenti, innovazione e sviluppo di nuovi mercati. È una linea di ricerca che Mazzucato continua a sviluppare anche nel 2026, con particolare attenzione alla finanza pubblica, alla politica industriale e alla transizione verde. 

Per lo yachting significa interrogarsi su decarbonizzazione, infrastrutture, nuovi combustibili, elettrificazione, regolamentazione ambientale, ricerca e politiche industriali.

In altre parole: quanto del futuro tecnologico della nautica verrà deciso dal mercato e quanto dalla direzione impressa dalle politiche pubbliche?

Non quattro previsioni, ma quattro interpretazioni

È necessario chiarire il metodo.

Gli economisti citati in questa serie non vengono chiamati a esprimere un'opinione sul mercato nautico, né verranno loro attribuite previsioni relative allo yachting.

Il procedimento sarà esattamente opposto.

Partiremo dai concetti e dai modelli presenti nei loro lavori pubblicati e proveremo ad applicarli autonomamente a un insieme comune di informazioni riguardanti economia mondiale e industria nautica.

Lo stesso mercato verrà quindi osservato quattro volte.

La prima volta attraverso la distribuzione della ricchezza.

La seconda attraverso finanza, tassi, debito e stabilità patrimoniale.

La terza attraverso tecnologia, produttività e capacità industriale.

La quarta attraverso politica industriale, innovazione e ruolo delle istituzioni.

Cambierà la lente. Non cambieranno i dati di partenza.

Costruire un database comune

Per questo motivo alla base della serie ci sarà un unico quadro informativo.

Comprenderà indicatori macroeconomici quali: crescita, inflazione, tassi, mercati finanziari e valute; insieme alla distribuzione geografica della ricchezza e alla sua evoluzione.

A questi si aggiungeranno variabili geopolitiche: relazioni fra Stati Uniti e Cina, conflitti e instabilità regionali, sanzioni, politiche commerciali, circolazione internazionale dei capitali e crescente centralità economica di aree come Medio Oriente e Asia.

Il terzo livello riguarderà direttamente lo yachting: order book, consegne, brokerage, charter, refit, capacità produttiva, dimensioni delle imbarcazioni e geografia della domanda.

Infine verranno considerate le trasformazioni industriali: disponibilità di competenze, costo del lavoro e dell'energia, supply chain, automazione, intelligenza artificiale, propulsione e regolamentazione ambientale.

Sarà importante anche evitare di considerare "lo yachting" come un mercato perfettamente omogeneo. Una variazione dei tassi o una correzione dei mercati finanziari potrebbe produrre conseguenze molto differenti su un'imbarcazione di 15 metri e su un superyacht oltre i 60 metri.

Due orizzonti temporali

Ogni lettura avrà inoltre due differenti orizzonti.

Il primo riguarderà il breve periodo, indicativamente 12-24 mesi. Qui peseranno maggiormente mercati finanziari, tassi, fiducia, geopolitica, order book esistente e capacità produttiva già disponibile.

Il secondo guarderà ai successivi tre-cinque anni.

A questa distanza acquistano maggiore importanza fenomeni più lenti: trasferimento generazionale della ricchezza, nascita di nuovi centri economici, trasformazione tecnologica dei cantieri, disponibilità di capitale umano, politiche ambientali e infrastrutture.

Ed è possibile che le due letture portino a conclusioni molto differenti.

Un mercato può apparire forte nel breve periodo perché sostenuto da ordini già acquisiti e contemporaneamente mostrare segnali di cambiamento strutturale. Oppure può attraversare una fase congiunturale debole mentre si stanno creando le condizioni per un nuovo ciclo di crescita.

La domanda che cercheremo di porre

L'obiettivo di questa serie non sarà quindi stabilire se il mercato nautico salirà o scenderà.

Probabilmente sarebbe una domanda troppo semplice per un sistema diventato molto più complesso.

Cercheremo invece di capire quali forze potrebbero determinarne la prossima trasformazione.

Se osserviamo lo yachting attraverso Milanović, il punto di partenza diventa la concentrazione della ricchezza.

Con Rogoff, la solidità finanziaria sulla quale quella ricchezza poggia.

Con Acemoglu, la capacità dell'industria di trasformare tecnologia e conoscenza in produttività.

Con Mazzucato, la direzione che istituzioni, investimenti e politiche industriali possono imprimere all'innovazione.

Quattro economisti. Quattro modelli interpretativi. Lo stesso mercato.

E forse quattro futuri dello yachting almeno in parte differenti.

Nel prossimo articolo, che sarà on line venerdì 23 ottobre, partiremo dalla ricchezza: non da quanto crescerà l'economia mondiale, ma da chi possiederà quella crescita. Ed è qui che la lente di Branko Milanović può offrire una prospettiva particolarmente interessante per comprendere da dove potrebbe arrivare la prossima generazione di yacht owner.

Filippo Ceragioli

©PressMare - riproduzione riservata

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