Addio a Charlie Dalin, il vincitore del Vendée Globe che ha affrontato in silenzio l’ultima sfida

Editoriale

11/06/2026 - 17:42

"Charlie Dalin aveva conquistato il Vendée Globe, combattendo in silenzio un'altra battaglia. La Francia rende omaggio a un marinaio straordinario, a un coraggio fuori dal comune, a una luce in mare aperto". Con queste parole il presidente francese Emmanuel Macron ha salutato Charlie Dalin, il navigatore solitario vincitore in carica del Vendée Globe, il giro del mondo in solitario e senza assistenza esterna. Dalin si è spento nella notte tra il 10 e l'11 giugno a Quimper, all'età di 42 anni, dopo una lunga lotta contro un tumore gastrointestinale.

Il riferimento del presidente francese è alla malattia che Dalin aveva scelto di affrontare lontano dai riflettori, continuando nel frattempo la propria attività agonistica ai massimi livelli. Una notizia che ha profondamente colpito il mondo della vela internazionale e l'intera Francia, dove il campione normanno è uno degli sportivi più ammirati. La scomparsa del vincitore dell'ultima Vendée Globe è stata annunciata dalla moglie Perrine Le Pape attraverso un messaggio diffuso all'Agence France-Presse. Dalin lascia la moglie e il figlio Oscar, oltre a un'eredità sportiva e umana destinata a durare ben oltre i suoi successi in mare.

Nato a Le Havre il 10 maggio 1984, Charlie Dalin aveva costruito il proprio percorso unendo talento velico e competenza tecnica. Laureato in architettura navale all'Università di Southampton, era diventato negli anni uno dei protagonisti assoluti della vela oceanica moderna, distinguendosi per la capacità di interpretare tecnicamente e sviluppare le nuove generazioni di IMOCA Class – le barche di 60 piedi con cui si regata al Vendée Globe- oltre che per le sue qualità intrinseche di regatante e uomo di mare. Dopo essersi affermato nella Classe Figaro, Dalin aveva progressivamente scalato i vertici della disciplina offshore fino a diventare uno dei riferimenti della classe IMOCA. Nel suo palmarès figurano due titoli mondiali in questa classe, la vittoria della Transat Jacques Vabre e numerosi successi nelle principali regate oceaniche internazionali.

Il suo nome resterà legato soprattutto al Vendée Globe. Nell'edizione 2020-2021 era stato il primo a tagliare il traguardo alle Sables d'Olonne, ma la vittoria gli era sfuggita in ragione del tempo di abbuono assegnato a Yannick Bestaven, che si era fermato per prestare assistenza a Kevin Escoffier, naufragato nell'Oceano Indiano. Quattro anni più tardi era arrivata la consacrazione definitiva. A bordo di Macif Santé Prévoyance, Dalin aveva dominato il Vendée Globe 2024-2025 completando il giro del mondo in 64 giorni, 19 ore, 22 minuti e 49 secondi, stabilendo un nuovo record della regata e abbassando di oltre nove giorni il precedente primato.

Soltanto dopo quella straordinaria impresa è stato reso pubblico che il navigatore francese stava combattendo contro una rara forma di tumore stromale gastrointestinale (GIST), diagnosticata nel 2023. Nonostante le cure e i trattamenti medici, Dalin aveva continuato a preparare la sua campagna oceanica senza mai cercare attenzione o visibilità per la propria condizione. Oggi possiamo dire che la scelta di partecipare comunque e poi vincere il Vendée Globe, non solo lo ha portato a coronare il proprio sogno, ma lo consegna alla leggenda della vela.

Nel corso della giornata sono arrivati i messaggi di cordoglio delle principali istituzioni della vela internazionale. World Sailing, che l’anno scorso lo ha insignito del premio World Sailor of the Year, ha ricordato Dalin come uno dei più grandi interpreti della navigazione oceanica contemporanea, mentre la Classe IMOCA ha sottolineato il contributo decisivo offerto dal navigatore francese all'evoluzione tecnica e sportiva della flotta, definendolo una fonte di ispirazione per un'intera generazione di velisti.

Tra le testimonianze più toccanti c'è quella di Francesca Clapcich, inviata da bordo del suo IMOCA 11th Hour Racing in regata alla Vendée Arctique, la regata oceanica in solitaria riservata agli IMOCA e valida per la qualificazione al Vendée Globe, alla quale sta partecipando anche un altro italiano, Ambrogio Beccaria.

"Le leggende non vivono solo sulla terra, le leggende vivono per sempre” – ha scritto Frankie.

“Charlie ci ha mostrato cosa sia possibile fare, non solo nel nostro sport ma anche nella vita. Ha lottato per realizzare i suoi sogni più grandi e ha lottato per sopravvivere; ha mostrato a tutti noi qual è il vero significato della lotta. Dover scrivere questo da un IMOCA è in realtà surreale e allo stesso tempo ci apre gli occhi su come dovremmo sempre vivere la vita, al massimo.

Ha vinto un Vendée Globe sulla barca che oggi è in testa con Sam [Goodchild]. È veloce ed è affidabile, e questo è in gran parte dovuto alla meticolosa etica del lavoro di Charlie insieme al suo team di MerConcept. Ho avuto la fortuna di incontrare la maggior parte di loro e mando a tutti un abbraccio enorme.

Il mio pensiero va soprattutto alla famiglia di Charlie, in particolare a sua moglie e a suo figlio, che ha perso un papà troppo presto, ma a cui Charlie ha lasciato un grande esempio. Una giornata triste per il mondo della vela, ma anche un giorno per ricordarci che una leggenda vivrà per sempre. Ciao Charlie ❤️"

Parole che raccontano forse meglio di qualsiasi palmarès ciò che Charlie Dalin ha rappresentato per il mondo della vela. Un campione capace di spingere sempre più avanti i limiti della navigazione oceanica moderna e, allo stesso tempo, di affrontare la sfida più difficile con la stessa determinazione, lucidità e discrezione che ne avevano caratterizzato tutta la carriera.

Con la sua scomparsa, la vela oceanica perde uno dei suoi protagonisti più brillanti. Restano le sue imprese, i record, l'esempio umano e professionale e l'impronta lasciata su una generazione di navigatori che continuerà a guardare a Charlie Dalin come a uno dei grandi riferimenti della storia recente della “course au large”.

Giuliano Luzzatto

 

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