The Italian Sea Group, il capitale scende sotto il minimo legale: avviato il piano di risanamento

Editoriale

21/05/2026 - 19:55

 

Dopo settimane nelle quali il mercato aveva ormai compreso che la situazione fosse molto più grave rispetto a una semplice difficoltà temporanea, The Italian Sea Group formalizza ora uno dei passaggi più delicati della propria storia recente: il capitale sociale è stato eroso dalle perdite al punto da scendere sotto il minimo previsto dalla legge. 

Il comunicato diffuso poco fa dal gruppo guidato da Giovanni Costantino rappresenta infatti il primo riconoscimento ufficiale di una crisi patrimoniale conclamata ai sensi dell’articolo 2447 del Codice Civile, norma che interviene quando le perdite riducono il capitale sociale al di sotto della soglia minima legale prevista per una società per azioni. 

Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi il 21 maggio, ha preso atto che le verifiche condotte nell’ambito della predisposizione del nuovo business plan e della manovra finanziaria per il riequilibrio della società, hanno evidenziato perdite tali da compromettere la struttura patrimoniale del gruppo. L’entità definitiva non è ancora stata quantificata, perché sono tuttora in corso accertamenti peritali e contabili, ma il CdA afferma che già oggi è "certo" che il capitale sia sceso sotto il minimo stabilito dall’articolo 2327 del Codice Civile. 

È un passaggio molto pesante sul piano societario, perché obbliga gli amministratori ad attivare immediatamente una serie di procedure previste dalla normativa: dalla convocazione dell’assemblea degli azionisti fino alla predisposizione della situazione patrimoniale aggiornata che dovrà quantificare con precisione le perdite. 

Parallelamente, il gruppo cerca però di trasmettere un altro messaggio al mercato: la continuità aziendale, almeno nelle intenzioni del management e degli advisor, viene considerata ancora perseguibile. Non a caso il comunicato insiste più volte sul concetto di "going concern", cioè sulla capacità della società di continuare a operare regolarmente mantenendo rapporti con clienti, fornitori e sistema bancario.

Ed è proprio attorno a questo obiettivo che ruotano le linee guida del nuovo piano di risanamento.

La strategia delineata dal CdA si basa su alcune direttrici piuttosto precise. La prima riguarda la rinegoziazione in corso con diverse società armatrici per cercare di recuperare parte degli extracosti accumulati sulle commesse. Un passaggio che lascia intuire quanto il deterioramento economico abbia inciso soprattutto sui grandi progetti custom e made-to-measure, segmento nel quale variazioni di costo, ritardi e complessità industriale possono avere impatti molto rilevanti sui margini. 

Accanto a questo, il piano prevede la rivalutazione del patrimonio immobiliare aziendale e la possibile vendita di asset non più considerati strategici. Una leva che il gruppo potrebbe utilizzare per rafforzare il patrimonio e migliorare gli equilibri finanziari senza intervenire direttamente sulla continuità operativa dei brand e delle attività industriali principali. Pensando a ciò che ci sarebbe di sacrificabile in TISG in cambio di una bella iniezione di milioni, il pensiero va subito al cantiere un tempo conosciuto Beconcini, poi divenuto Picchiotti di La Spezia. Una struttura che già ai tempi del fallimento di Perini Group faceva gola sia a Massimo Perotti, per incrementare gli spazi produttivi di Sanlorenzo, sia ad Alberto Galassi, a questo punto ex amministratore delegato del Gruppo Ferretti, che poi dirottò il suo interesse sul cantiere Rosetti di Ravenna. E sicuramente diversi altri anche oggi potrebbero essere interessati a mettere piede in quella struttura in un'area, quella del "Miglio Blu", dove tutti sono alla ricerca di banchine e capannoni.

Nel comunicato compare inoltre un riferimento a "possibili effetti positivi" derivanti da un accordo con l’amministrazione finanziaria, elemento che lascia intravedere anche un confronto aperto sul fronte fiscale e tributario. Il CdA attribuisce esplicitamente l’origine della crisi alla "gestione infedele di determinati manager apicali che hanno agito in coordinamento tra loro", confermando quindi la linea già adottata nei mesi precedenti dal gruppo. Una formulazione molto dura, che continua a spostare il focus della crisi verso responsabilità gestionali interne e che resta strettamente collegata alle verifiche forensic affidate a KPMG Advisory. 

Proprio sul fronte dell’indagine interna emerge però anche un rallentamento. La due diligence forensic, avviata a febbraio 2026, non sarà completata prima della fine di giugno o dell’inizio di luglio. Secondo quanto spiegato dalla società, il ritardo sarebbe legato alla necessità di dare priorità alle attività necessarie per garantire la continuità aziendale e alle difficoltà operative create dalla riduzione del management di prima linea, successivamente ricostituito. Nel frattempo il gruppo ha deciso di attivare anche la misura protettiva prevista dall’articolo 20 del Codice della Crisi d’Impresa, uno strumento che consente alla società di proteggersi temporaneamente dalle azioni dei creditori durante la fase di gestione della crisi e di definizione del piano di riequilibrio. 

Sul piano industriale, il quadro che emerge è quello di un gruppo che tenta di preservare il valore dei propri asset produttivi e dei marchi - Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti e NCA Refit - mentre cerca contemporaneamente di rimettere ordine nella struttura finanziaria e patrimoniale. Il tema centrale, almeno nel breve periodo, sarà capire se le misure individuate riusciranno realmente a riportare equilibrio senza compromettere operatività, backlog e fiducia di clienti e fornitori.

Perché il punto più delicato, in situazioni di questo tipo, non è soltanto il dato patrimoniale. È soprattutto la capacità di mantenere credibilità industriale in un settore — quello dei superyacht custom di grandi dimensioni — dove i tempi di costruzione sono lunghi, le commesse multimilionarie e la fiducia dell’armatore resta spesso il vero asset strategico.

Allegato a questo articolo è possibile scaricare il comunicato stampa rilasciato poco fa da The Italian Sea Group.

©PressMare - riproduzione riservata

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