Il relitto del Bayesian nel porto di Termini Imerese

Il relitto del Bayesian nel porto di Termini Imerese

Naufragio Bayesian, perizia meteo: condizioni gestibili, indagini su errori umani

Superyacht

30/04/2026 - 12:09
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Nuovi elementi emergono sull’affondamento del superyacht Bayesian, avvenuto il 19 agosto 2024 nelle acque di Porticello, nel golfo di Palermo. Secondo le anticipazioni della perizia meteorologica disposta dalla Procura di Termini Imerese, le condizioni meteo della notte dell’incidente non sarebbero state tali da giustificare, da sole, la perdita dell’unità.

I tecnici incaricati parlano di un “groppo meteorologico”, ovvero un improvviso incremento dell’intensità del vento tipico dei fronti temporaleschi, ma non riconducibile a fenomeni estremi come tempeste o downburst di particolare violenza. Un quadro che porta a escludere l’ipotesi di condizioni non gestibili dal punto di vista nautico-operativo. L’inchiesta, avviata da oltre un anno e mezzo, si orienta quindi verso una ricostruzione più articolata delle cause. La tesi che si va consolidando tra gli investigatori è che il naufragio sia riconducibile a una combinazione di fattori, con un peso rilevante attribuito a errori umani, valutazioni non corrette e possibili ritardi nell’attivazione delle procedure di sicurezza.

L’unità - un veliero di circa 56 metri armato con un unico albero di 75 metri, varato nel 2008 con il nome di Salute - si è inabissata intorno alle 5 del mattino, causando la morte di sette persone, tra cui l’armatore Mike Lynch, la figlia Hannah, il cuoco di bordo Recaldo Thomas e altri ospiti a bordo. I sopravvissuti sono stati quindici. Le analisi tecniche in corso riguardano diversi aspetti della stabilità e della gestione dell’imbarcazione. Tra questi, la posizione dello yacht al momento dell’impatto con il fronte di vento: secondo quanto emerso, l’unità non avrebbe presentato la prua al vento, ma sarebbe stata colpita di lato da raffiche che avrebbero raggiunto velocità elevate, provocando una rapida sbandata.

In condizioni normali, la coppia raddrizzante di uno scafo consente il recupero dell’assetto dopo una sbandata. Tuttavia, nei grandi yacht tale capacità è limitata oltre determinati angoli di inclinazione, generalmente compresi tra 90 e 110 gradi. Superata questa soglia, la stabilità residua si annulla, impedendo il ritorno in posizione verticale.

Tra le variabili oggetto di approfondimento vi è anche il ruolo della chiglia retrattile. Gli inquirenti stanno valutando quanto la sua eventuale posizione rialzata possa aver inciso sulla capacità dello yacht di opporsi alla sbandata e di recuperare assetto dopo l’impatto con il vento. Parallelamente, i periti stanno analizzando il relitto, recuperato e posto sotto sequestro nel porto di Termini Imerese. Le verifiche includono lo stato dei compartimenti stagni e delle porte a tenuta, elementi fondamentali per garantire la galleggiabilità in caso di ingresso d’acqua. Sono in corso anche simulazioni per individuare le vie d’acqua che potrebbero aver portato all’allagamento progressivo dello scafo.

Un contributo rilevante alle indagini è atteso dai dati contenuti negli hard disk del ponte di comando e della sala macchine, recuperati dai sub e ora oggetto di analisi tecnica. Tali informazioni potrebbero chiarire i tempi di reazione dell’equipaggio e il rispetto delle procedure previste in condizioni di maltempo.

Resta aperta anche la questione relativa a eventuali responsabilità progettuali o costruttive. In particolare, il rapporto preliminare del MAIB britannico aveva evidenziato una possibile vulnerabilità legata all’altezza dell’albero, pari a circa 75 metri. Tuttavia, su questo punto la Procura attende l’esito della perizia sulla dinamica complessiva dell’affondamento prima di assumere una posizione definitiva, anche in relazione al costruttore Perini Navi, oggi parte di The Italian Sea Group.

Il quadro che emerge è quindi quello di un’indagine ancora in evoluzione, in cui il fattore meteorologico appare ridimensionato a elemento innescante, mentre l’attenzione si concentra su assetto dell’unità, gestione operativa e interazione tra progettazione e comportamento in condizioni critiche.

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